Cosa succede se la classica scintilla romantica di una mail inviata per errore nasconde in realtà un abisso di oscurità? Ce lo racconta Alberica Sveva Simeone nel suo nuovo e intenso thriller psicologico firmato Plutonia Publications. Ambientato nella vibrante New York degli anni ’90 — un’epoca in cui la comunicazione digitale manteneva ancora un sapore magico e sospeso —, il romanzo trascina i lettori in una complessa spirale emotiva tra Claire e Alexander, un uomo affascinante ma custode di un segreto terribile. In questa intervista esclusiva, l’autrice ci svela come ha trasformato l’ispirazione di una celebre commedia romantica in una trama tesa e ricca di suspense, come sia riuscita a umanizzare la mente di un killer senza mai giustificarne le colpe e in che modo la sua doppia veste di scrittrice ed editrice abbia plasmato questo mix perfetto di passione, tensione e sfumature dark.
Il romanzo si apre con una mail inviata per errore nella New York degli anni ’90, un’epoca in cui internet muoveva i primi passi e la comunicazione digitale aveva un sapore decisamente diverso da oggi. Come mai hai scelto proprio questo decennio per ambientare la nascita del legame tra Claire e il protagonista?
Ho scelto di ambientare questa storia negli anni ’90 perché è un decennio che porto nel cuore e che ricordo con grande intensità emotiva. Ero adolescente quando internet iniziava a entrare nelle nostre vite, le prime e-mail avevano qualcosa di magico e riceverne una era un piccolo evento. Oggi ne arrivano decine e spesso finiscono ignorate, ma allora bastava il suono di una notifica per emozionarsi. Anche New York, in questa storia, non è soltanto uno sfondo, ma una presenza viva e fondamentale. La amo da sempre, fin da bambina. L’ho visitata quattro volte, esplorandola senza sosta e so già che ci tornerò ancora. È anche grazie a questo legame profondo che ho potuto raccontare i luoghi del romanzo in modo autentico e realistico. New York è energia pura, una metropoli caotica, travolgente, in continuo movimento, che unita all’atmosfera vivace degli anni ’90, mi ha regalato il contesto perfetto per dare vita a una storia romantica, intensa e piena di sfumature. Proprio come la immaginavo.
Com’è nata l’idea di utilizzare l’espediente del “fortuito errore digitale” per avviare un thriller psicologico così intenso?
L’idea di questa storia è nata durante un volo di ritorno da New York, appunto. Non riuscivo a staccarmi da quell’atmosfera, così ho deciso di rivedere, per l’ennesima volta, C’è posta per te, il film del 1998 con Tom Hanks e Meg Ryan, una storia fatta di casualità e scambi di e-mail. Mentre lo guardavo, mi è balenata in testa una domanda: “E se quest’uomo, così affascinante e apparentemente perfetto, nascondesse in realtà un segreto terribile?” Ed eccoci qui.
Il protagonista è un uomo capace di provare un amore immenso per Claire e, allo stesso tempo, di nascondere un’ombra terribile. Come sei riuscita a umanizzare un killer senza mai giustificare le sue azioni, mantenendo salda la percezione della sua colpa?
Perché certe azioni non possono essere giustificate in alcun modo. Quello che si può fare, però, è provare a guardare oltre la maschera, lì dove sopravvive ancora una parte umana, intensa, reale. Alexander è un uomo complesso, fatto di contrasti. È affascinante sotto molti aspetti, ma pur sempre un mostro ed è proprio questa lotta tra oscurità e frammenti di umanità a renderlo così pericoloso e, allo stesso tempo, tragicamente vulnerabile. Perché dentro di lui esiste ancora una parte buona, ed è proprio quella a trasformarsi, alla fine, nella sua condanna.
Come hai costruito invece il personaggio femminile di Claire, così forte ma allo stesso tempo vulnerabile e profondamente devoto?
Questa è la risposta più semplice: Claire sono io. Mi è bastato chiedermi come avrei reagito davanti a certe situazioni, e le sue emozioni hanno preso forma in modo spontaneo, quasi intimo. All’inizio Claire può sembrare fragile, forse troppo ingenua, persino succube degli eventi. Ma pagina dopo pagina emerge la sua vera natura, quella di una donna forte, determinata, guidata da un personale e profondo senso di giustizia. Ed è proprio lo scontro tra ciò che sente giusto e l’amore che prova per Alexander a trascinarla in una battaglia interiore intensa e dolorosa, ma su questo, forse, è meglio non svelare troppo.
Tu sei anche co-curatrice di Plutonia Publications, la realtà editoriale che ha pubblicato il libro. In che modo la tua esperienza “dietro le quinte” del mondo editoriale ha influenzato il tuo modo di scrivere e di strutturare il romanzo?
Plutonia Publications nasce da un’idea di Alessandro Girola di molti anni fa, e io ne sono entrata a far parte nel 2023. È una realtà editoriale capace di regalare grandi soddisfazioni, ma che richiede anche dedizione, costanza e tantissimo lavoro. Sul mio modo di scrivere, però, credo che l’influenza più grande non sia arrivata tanto dal ruolo editoriale quanto dal percorso di crescita che ho fatto negli anni, soprattutto a livello professionale. Questo mi ha portata a sperimentare generi diversi, passando dall’horror al romance, fino al thriller. In fondo, credo che questo romanzo racchiuda un po’ tutte queste anime. Se dovessi definirlo, lo chiamerei un dark romance, una storia dove convivono tensione, sentimento, oscurità e passione. Ed è proprio questo mix, secondo me, a renderlo così coinvolgente.
Quali sono gli autori di thriller o di romanzi psicologici che consideri i tuoi maestri e che hanno ispirato la tua scrittura fresca e scorrevole?
Una parte del mio stile deve molto a scrittori come Stephen King e Jack Ketchum, soprattutto per certe atmosfere più oscure e intense. Allo stesso tempo, però, amo anche una scrittura più brillante e ironica, influenzata da autrici come Candace Bushnell, la creatrice di Sex and the City. Credo che il mio modo di raccontare nasca proprio dall’incontro tra questi due mondi: da una parte il lato più cupo e viscerale, dall’altra quello più leggero, vivace e contemporaneo.
Dopo lo straordinario successo, stai già lavorando a un nuovo romanzo? Continuerai a esplorare i lati oscuri della mente umana o hai in mente di sperimentare altri generi?
Ho già diverse idee che mi frullano in testa e, molto presto, inizierò a lavorare a un nuovo romanzo. Anche questa volta il cuore della storia resterà il romance, ma senza rinunciare a quelle sfumature più oscure e inquietanti che ormai fanno parte del mio modo di raccontare. Sono una romantica senza speranza, di quelle che credono ancora nei sentimenti travolgenti, nelle connessioni profonde e nei legami capaci di cambiare una vita. Allo stesso tempo, però, ho anche un lato molto più cinico e disincantato, che mi porta a osservare l’amore nelle sue forme più complicate, contraddittorie e persino pericolose. Ed è proprio dall’incontro tra questi due aspetti della mia personalità che nascono le mie storie, relazioni intense, personaggi imperfetti e atmosfere che oscillano continuamente tra dolcezza e oscurità. In fondo, credo che l’amore più interessante da raccontare sia proprio quello che mette alla prova, che confonde, che lascia il segno. E poi diciamolo, quando romanticismo e lato dark si intrecciano, annoiarsi diventa praticamente impossibile.
Attraverso le pagine di questo romanzo, Alberica Sveva Simeone dimostra che l’amore più interessante da raccontare è proprio quello che mette alla prova, che confonde e che esplora i lati più contraddittori e pericolosi della mente umana. Grazie a uno stile fresco, scorrevole e influenzato tanto dal re del brivido Stephen King quanto dalla scrittura brillante di Candace Bushnell, l’autrice confeziona una storia in cui annoiarsi è letteralmente impossibile. Se siete pronti a calarvi nelle atmosfere nostalgiche degli anni ’90 e a lasciarvi catturare da un legame tanto profondo quanto inquietante, non vi resta che iniziare questo viaggio: una volta entrati nel mondo di Claire e Alexander, rimarrete con il fiato sospeso fino all’ultima riga.
