All’inizio del Seicento, la Serenissima sembra avere i giorni contati: gli Uscocchi, i feroci pirati dell’Adriatico tagliatori di teste, saccheggiano e predano le galee veneziane, protetti dalla longa manus dell’arciduca d’Austria, mentre in città un fosco personaggio – che si fa chiamare lo Spettro di Venezia – agisce indisturbato per riparare i torti, distribuendo la morte con stoccate di spada e avvelenamenti improvvisi. A nulla sembrano condurre le indagini del Capo degli Sbirri e degli Inquisitori di Stato, mentre serpeggia l’inquietudine e un gruppo di avventurieri senza scrupoli e tagliagole, approfittando della confusione, cospira nell’ombra. Nel frattempo, Rea, una giovane prostituta fuggita da un postribolo, viene salvata dallo Spettro di Venezia e – affidata a un muschier – impara a dominare fragranze e aromi, divenendo in breve tempo la profumiera più richiesta di Venezia. Mentre scoppia la Guerra di Gradisca, un’altra donna – che è in qualche modo legata a Rea – ha giurato il proprio odio alla Serenissima a causa di quanto subito in passato. La chiamano l’Invelenada e trama con il marchese di Bedmar, ambasciatore spagnolo a Venezia, e con un manipolo di “vipere” per architettare una congiura interna in grado di rovesciare il doge.Fra profumi e veleni, nebbie e misteri, chi si nasconde dietro la maschera nera dello Spettro di Venezia?
Titolo: La congiura delle vipere
Autore: Matteo Strukul
Editore: Newton Compton editore
Genere: Thiller storico
Data pubblicazione: 7 Ottobre 2025
Voto: 4/5
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Recensione
Bentornati, cari lettori! Oggi torno a scrivervi per parlarvi di un libro che ho ricevuto come graditissimo regalo di Natale: si tratta de “La congiura delle vipere” di Matteo Strukul, edito da Newton Compton nell’ottobre 2025. In realtà, avevo già diversi titoli di questo autore in attesa nella mia libreria, segno che la sua firma è ormai una garanzia per chi ama il genere.
Padovano classe 1973, Strukul è una vera colonna del romanzo storico contemporaneo. Con una formazione accademica solida, è laureato in Giurisprudenza e dottore di ricerca in Diritto europeo, è riuscito a scalare le classifiche italiane ed estere. Le sue opere sono oggi tradotte in ben quaranta Paesi e sono già state opzionate per il cinema, a testimonianza della loro potenza visiva.
Il fulcro dell’opera risiede nella capacità dell’autore di contestualizzare l’azione all’interno di una cornice storica rigorosa e appassionante. Uno degli elementi più interessanti è il focus sugli Uscocchi, i feroci pirati dell’Adriatico che, storicamente, rappresentarono una vera piaga per i commerci veneziani. L’autore riesce a trasmettere efficacemente la tensione geopolitica del periodo, mostrando come queste scorrerie fossero tutt’altro che casuali, ma alimentate dalla protezione dell’arciduca d’Austria in una complessa partita a scacchi contro la Repubblica di San Marco.
Accanto alla minaccia esterna, il romanzo scava nelle viscere della politica interna veneziana attraverso la celebre congiura spagnola orchestrata dal marchese di Bedmar. Questo evento storico reale viene integrato perfettamente nella trama di finzione, permettendo al lettore di respirare l’aria pesante del sospetto che dominava la città, dove gli Inquisitori di Stato e i capi degli sbirri vigilavano su ogni respiro. La figura dello Spettro di Venezia agisce in questo scenario come un elemento catalizzatore, un eroe oscuro che si muove in una società dove la giustizia ufficiale è spesso lenta o corrotta.
Un altro aspetto storico di grande pregio riguarda la cura nel descrivere le arti veneziane dell’epoca, in particolare quella dei muschieri. Attraverso il personaggio di Rea, veniamo introdotti nel mondo sensoriale dei profumi e delle essenze, un settore in cui Venezia eccelleva a livello europeo. Questo contrasto tra la bellezza dei bouquet floreali e l’oscurità dei veleni utilizzati dall’Invelenada rappresenta una metafora perfetta della dualità della città: una perla splendente in superficie, ma percorsa da correnti sotterranee di violenza e tradimento.
In definitiva, il libro si rivela un thriller storico di alto profilo che non si limita all’intrattenimento, ma invita a un viaggio di scoperta tra le pieghe della Guerra di Gradisca e i segreti del dogado. Sebbene il ritmo possa apparire a tratti più disteso per indulgere nelle descrizioni d’ambiente, la ricchezza dei dettagli e la vivacità dei personaggi rendono la lettura un’esperienza immersiva, capace di soddisfare sia gli amanti del giallo che i cultori della storia veneziana.
In conclusione, “La congiura delle vipere” si conferma un appuntamento imperdibile per chi cerca un romanzo capace di unire l’adrenalina del thriller alla profondità della ricerca documentaria. Matteo Strukul ci regala un ritratto vivido e spietato di una Venezia sospesa tra la bellezza dei suoi palazzi e l’oscurità dei suoi segreti, dove ogni fragranza può celare un veleno e ogni ombra un tradimento. È una lettura che non solo appassiona per l’intreccio dei suoi personaggi, ma che lascia al lettore il fascino autentico di un viaggio nel tempo, confermando l’autore come una delle voci più autorevoli e coinvolgenti del panorama storico contemporaneo. Voto 4/5
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