Recensione “Notte isterica” di Miran Bax

Romanzo ispirato a un fatto di cronaca torinese che nel 2011 ha fortemente scosso l’opinione pubblica nazionale

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Titolo: La numismatica detectve
Autore: Miran Bax
Editore: Morellini
Genere: Giallo
Data pubblicazione: 7 Giugno 2024
Voto: 4.5/5

Classificazione: 4.5 su 5.
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Recensione

Parto con il dire che questo romanzo prende spunto da un argomento di attualità, un fatto accaduto a Torino tempo fa. Tuttavia, l’autore specifica che la storia narrata, gli intrecci fra i ragazzi che si dipanano intorno al dramma, sono frutto di fantasia.

Mi sento di poter dire che storie del genere, però, sono già accadute e continueranno ad accadere. Insegno ormai da qualche anno e, tra i banchi di scuola, mi sono resa conto di una realtà che è inutile edulcorare: tra generazioni non si dialoga né si tenta di comprendersi.

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In Notte isterica ciò è evidente: tutto parte da una bugia, che funge da scintilla per appiccare un incendio (non solo metaforico). E sull’incomunicabilità generazionale si innesta un nuovo argomento, purtroppo sempre attuale: la paura del diverso.

La storia di Notte isterica ruota intorno a un malinteso e intacca le vite di quattro ragazzi (e di molti altri): Debora e Steve, Mara e Giuseppe. Tra le coppie germoglia un sentimento puro, che tuttavia non ha modo di sbocciare in tutto il suo splendore. Perché? Niente spoiler.
Intorno ai giovani compaiono anche altri personaggi, come il fratello di Mara che decide, da un giorno all’altro, di diventare paladino della giustizia. Insieme ad alcuni suoi amici, si organizza per vendicarsi nei confronti di un gruppo di rom stabilitisi nella zona. I suoi gesti nascono dalla rabbia e dall’odio verso chi non riconosce come suo simile, verso una comunità pacifica e innocente che ha, come unico difetto, quello di farlo sentire minacciato. E per cosa, poi?

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L’intolleranza è un male atroce, che miete giornalmente tante, troppe vittime. In Notte isterica, come già notato, l’odio per il diverso si unisce alla mancanza di comprensione e all’incomunicabilità che vige tra generazioni. Purtroppo, né adulti né ragazzi sono intenzionati ad aprirsi al dialogo. Ciò causa equivoci e sofferenza, creando problemi dove non ci sono. Se si cercasse tutti di essere un po’ più empatici (e qui non sto rimproverando i grandi, ma da entrambe le parti) e concilianti, il rapporto tra genitori, professori, adulti in generale e i più giovani sarebbe positivo e proficuo. Invece, ci si limita a ignorare le difficoltà altrui, non capendo che ognuno è a sé e attraversa un periodo di vita particolare, con i suoi pro e i suoi contro. Ci vuole più dialogo.

E più dialogo servirebbe anche tra gente che, alle spalle, ha un panorama socioculturale differente. Con le giuste mediazioni, si può aspirare a un mondo migliore in cui il pregiudizio non funge da ostacolo all’armonia. Che poi, certi cliché ormai sono sdoganati. Siamo nel 2024, come è possibile che ancora sia diffusa l’idea che gli zingari sono delinquenti, violenti, che rubino il lavoro etc, etc.?
La gente dovrebbe usare un po’ di buon senso e utilizzare il cervello, invece che seguire il parere di chi non è concretamente in grado di organizzare nemmeno una festa di compleanno.

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Ma parlare di razzismo e odio è lungo e complesso e necessita di spazi adeguati per poterlo fare. Non è questo il luogo e c’è chi ne sa molto più di me, che ne ha già discusso ampiamente.

Io qui mi limito a lodare il romanzo di Miran Bax (wink wink, è solo uno pseudonimo) per l’incredibile attualità della tematica trattata. Ho apprezzato particolarmente le modalità con cui ne ha parlato, sapendo ben disegnare uno spaccato di vita contemporanea di ragazzi di città. Sono loro che narrano la storia in prima persona. In questo modo, il lettore esperisce le vicende da un punto di vista privilegiato, rabbrividendo perché consapevole che il racconto non andrà a finire bene.

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L’autore mette in bocca ai protagonisti un linguaggio piuttosto realistico, cosa difficile in quanto il gergo giovanile cambia in fretta (in pochissime espressioni, anche quello adoperato qui è già superato).
Bax non ha una penna frenetica né eccessivamente descrittiva: si sofferma il giusto su quel che vuol far risaltare, con abilità e schiettezza. Mi ha un po’ ricordato Niccolò Ammaniti. Il romanzo si conclude in poco tempo e con partecipazione, ci ho veramente messo solo una giornata.

Ho molto apprezzato Notte isterica. I miei complimenti all’autore per aver reso così bene una vicenda terribile e reale della nostra Italia. Purtroppo, una delle tante che accadono e continueranno ad accadere, fino a che non decidiamo di dire basta.

Voto: 4.5/5

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