Recensione “Continens” di Federica Taddia

Toni è un ragazzino ferrarese cresciuto in una famiglia segnata da un grave incidente. Durante il suo percorso di crescita dall’adolescenza alla maturità realizza che le persone sono contenitori al cui interno, nel caotico composto di esperienze, memorie e pulsioni, si cela un’anima unica e straordinaria. Continens parla di legami familiari, di amicizia, amore e fratellanza e sfrutta la delicata metafora di uno zainetto malconcio, compagno del protagonista nel corso della sua vita, che al momento opportuno fornirà la chiave per rivelare un passato misterioso e modificare il futuro.

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Titolo: Continens
Autore: Federica Taddia
Editore: Mille battute editore
Genere: Narrativa contemporanea
Data pubblicazione: 24 Settembre 2019
Voto: 5/5

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Recensione

Ben tornati lettori, oggi vi parlo del primo volume dell’autrice Federica Taddia, gentilmente inviatomi dalla stessa. La storia è un racconto di vita del protagonista, lo incontriamo bambino, nella quotidianità con i genitori e gli zii. Fino a che un giorno, durante una camminata in montagna, tutto cambia per lui e per la sua famiglia.

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Tutto cambia ma come scopriremo questo “tutto” era già mutato molto tempo prima, ancor prima della nascita del nostro protagonista. Mi soffermo a sottolinearlo, per far capire a chi mi legge come l’autrice sin da subito crei più livelli di lettura nella medesima storia. Una trama che apparentemente sembrerebbe lineare, ma che appare in questo modo solo per decisione dell’autrice. E’ lei stessa infatti a portare il lettore per mano lungo questo cammino, e lo fa facendogli conoscere quella che sembra una storia semplice, ma che poi si rivelerà essere molto complessa.

Crediamo infatti di incontrare il protagonista in un’introduzione alla storia, una specie di presentazione e contestualizzazione del racconto, ma così non è. Tanto è già accaduto e tanto deve ancora accadere. Vi potreste quindi attendere un “mattonazzo”, così non sarà. L’autrice infatti ha una grandissima capacità di sintesi. La sua scrittura non ha fronzoli, abbellimenti, non possiede superficialità. Non fraintendetemi, non è scarna, assolutamente no. Potrei definirla misurata, o “giusta” nel suo essere. Non annoia e non stanca il lettore, è infatti calibrata al punto giusto.

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Tornando alla trama, ritroviamo il giovane bambino oramai adulto in un’altra città intento a costruire il proprio futuro con accanto la donna che ama. Ma improvvisamente un foglio calpestato in garage, lo porta a dover rivedere la propria esistenza così come ha imparato a conoscerla. I dubbi iniziano ad essere molteplici e l’aiuto degli zii sarà fondamentale. Il padre oramai si è allontanata da tutto e da tutti e vive una vita solitaria ed infelice. Da qui inizia in viaggio carico di emozioni, di legami familiari, amicizia, fratellanza e amore. Il tutto attraverso uno zainetto malconcio che sarà la chiave per rivelare un passato misterioso…

Il finale bhe, lascio a voi la possibilità di assaporarlo, a me personalmente ha emozionato moltissimo. Un libro breve ma intenso e un’autrice di cui cercherò di recuperare ogni testo che pubblicherà in futuro.

Voto 5/5

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