Recensione “Fino al cuore” di Kate Morgenroth

Nora vive in uno sperduto paesino del Kansas, dove si guadagna da vivere lavorando in una caffetteria e si occupa della madre malata, per la quale ha abbandonato gli studi universitari; Timothy è un giovane bellissimo, un viziato miliardario di Manhattan, uno scapolo d’oro con l’unico pensiero di come far fruttare i soldi di famiglia. Le loro esistenze non potrebbero essere più diverse, ma il loro destino è comune. E quando si incontrano, tutto sembra l’inizio di una favola. Solo che Nora non è la classica damigella da salvare, Timothy non è un principe azzurro e, soprattutto, di solito nelle fiabe non ci sono cadaveri pugnalati fino al cuore.

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Titolo: Fino al cuore
Autore: Kate Morgenroth

Editore: Mondadori
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 22 Febbraio 2011
Voto: 4/5

Classificazione: 4 su 5.

Cartaceo -> 9€

Recensione

Ben tornati lettori oggi vi parlo di un libro molto particolare che ho letto nel mese di maggio. Si tratta di “Fino al cuore” di Kate Morgenroth, autrice a me sconosciuta ma che ho deciso di approcciare con questo volume. Leggendo la sinossi presente online e sul retro della copertina, a primo acchito sembrerebbe si tratti di un romance o comunque un libro di stampo romantico, il cui destino dei due protagonisti non sembra particolarmente roseo.

Non ci sarà nessun “e vissero felici e contenti”

Nora abbandona il dottorato che stava terminando per tornare al paesino in cui è cresciuta. La madre è gravemente malata e ha bisogno di assistenza. Oltre alla malattia non ha più denaro, i risparmi di una vita sono inspiegabilmente scomparsi e Nora è costretta ad assumersi anche questa responsabilità. Inizia a lavorare in una caffetteria in paese per arrotondare, ma anche così le spese sono più del guadagno ed è costretta a chiedere altri prestiti alla banca. La madre è totalmente ostile alla figlia, cattiva fino al midollo. Sminuisce tutto ciò che fa oltre che ad essere pronta a darle addosso su tutto, ma anche e soprattutto su di lei come persona. Andando costantemente a tarparle le ali e ad eliminare ogni ambizione insita in lei, portandola a non sentirsi all’altezza in qualsiasi esperienza lei faccia. Ciò che Nora è diventata è solo l’ombra della donna che era. Completamente devota alla madre padrona, ormai si sente insignificante e schiacciata dalla vita. La sorella in tutto questo non aiuta. Sempre pronta a chiederle denaro è costantemente sul piede di guerra. Completamente insoddisfatta della propria vita, rigetta le sue frustrazioni su Nora, andando a sminuire la scelta di aiutare la madre facendola sembra vittimismo da parte della sorella. Ciò che trapela da subito è come Nora sia circondata da persone che si divertono a distruggerla psicologicamente.

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Timothy è un miliardario di New York, proviene da una famiglia che è tutta apparenza. La madre si ostina ad organizzare settimanalmente una cena per riunirli tutti, escludendo deliberatamente i coniugi dei figli ed osteggiando il loro lignaggio sociale, come se ogni volta fosse una cena di Natale. Una famiglia disfunzionale, i cui disturbi dei figli e le insicurezze insite in loro, sono tutti riconducibili ad una madre ossessionata dalla perfezione e da un padre che preferisce nascondere la testa sotto la sabbia per evitare discussioni di ogni genere. Gli argomenti principali di ogni cena, sono sempre e comunque gli affari. Timothy amministra i beni di famiglia e ogni settimana la madre gli chiede il resoconto, aspettando un eventuale passo falso del figlio, pronta a dargli addosso ad ogni errore o a minimizzarne i successi.

Nonostante i due provengano da contesti completamente diversi. Una cosa li accomuna, la famiglia disfunzionale in cui sono cresciuti e con cui hanno ancora adesso a che fare. Sarà proprio a causa della madre che Timothy sarà costretto a passare dal Kansas, ma sarà per una scelta propria invece, che si fermerà nella tavola calda in cui Nora lavora. L’uomo dopo un primo approccio a lui molto usuale, tornerà alla carica perché a differenza di chiunque lui abbia mai incontrato, Nora si dimostra interessata ad ascoltare ciò che lui ha da dire, oltre che non essere pronta a compiacerlo in tutto. D’altro canto invece Nora, si sentirà completamente impotente e non all’altezza di lui, con i vestiti smessi della sorella, i capelli che tiene legati da anni in una coda e il caffè sotto le unghie. Tra i due fila tutto liscio, finché Timothy non le chiede di andare a vivere con lui, Nora non può ma non sa come spiegare la sua situazione e i due si separano. Tempo dopo l’uomo tramite il titolare del bar in cui Nora lavora, scoprirà la verità sulla madre malata e sui debiti. Interverrà in prima persona, ma Nora ancora una volta non si sentirà di lasciare la madre. Fin quando un giorno, sente la pressione al limite di sopportazione, sa che ha raggiunto il limite di non ritorno. La madre le urla dietro che è una buona a nulla e che ovviamente il riccone si sarebbe solo divertito per poi abbandonarla alla prima occasione. Ma Nora finalmente parte, lascia il Kansas e l’oppressione costante da lei provata negli ultimi anni.

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La gioia di Timothy è immensa ma qualcosa è pronto dietro l’angolo, una sfida che la coppia non aveva preso in considerazione. La bellezza per anni celata da Nora è finalmente tornata alla luce, libera di esprimersi, libera di respirare da ogni poro del proprio corpo. Inizierà anche a dismettere i vestiti da campagnola di seconda mano e i capelli finalmente sciolti sono qualcosa di meraviglioso. Timothy lo nota subito, ma lo notano anche altri uomini per strada, facendogli provare una gelosia malata che lo spinge a chiedere alla donna di tornare a mettere abiti dismessi. Fino alla richiesta di tagliare la bellissima chioma. Ma anche così, la gelosia non diminuirà anzi….. Un sentimento forte ma malato, nessuno dei due giovani lo individua perché cresciuti in ambienti saturi di sentimenti fittizi o malati a loro volta.

Fino al finale, tragico, ma il cui colpevole non è così scontato. La particolarità del testo è il susseguirsi di capitoli alternati attraverso gli occhi dei due protagonisti. Permettendo al lettore di cogliere sfumature uniche del medesimo fatto. Oltre a ciò sono inseriti piccoli paragrafi che sembrano essere tratti da un saggio di criminologia. Questo fa assumere una sfumatura tetra alla narrazione e fin da subito insinua il dubbio sul finale. Una scelta molto particolare, che potrebbe essere vista in maniera negativa, ma che a mio avviso concede al lettore la possibilità di andare più nel profondo di un rapporto che seppur intenso è palesemente malato.

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Che ne sarebbe stato dei due se avessero avuto un futuro insieme? Avrebbero trovato un equilibrio? Non possiamo saperlo. L’unica certezza è che finalmente una sorella che ha taciuto per troppo tempo, troverà inspiegabilmente il coraggio di parlare e dare giustizia ad una vita spezzata troppo presto.

Ora per me la storia è finita, so che l’ignoto è qualcosa di cui non avere paura. E’ l’amore, l’amore stesso. Quella cosa incontrollabile, imprevedibile, illimitata che perfino qui, dove tutto ha una spiegazione, rimane un mistero.

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