Recensione “Morte nel giardino giapponese” di Jessica Fletcher e Terrie Farley Moran

Gli assassini non si riposano mai, e con loro neanche Jessica Fletcher: una tranquilla rimpatriata tra vecchie amiche diventa una nuova indagine per la signora in giallo. Dopo essere stata a Bethesda per una conferenza di scrittori di gialli, Jessica Fletcher decide che è il momento di concedersi una vacanza. Prende quindi un treno per Columbia, nel South Carolina, per far visita alla sua vecchia amica del college Dolores, che ha recentemente sposato il terzo marito, Willis Nickens, un ricco e spietato uomo d’affari. Jessica è pronta per una settimana di shopping, pettegolezzi e relax. Tuttavia, la mattina dopo il suo arrivo, scopre Willis a faccia in giù nel laghetto delle carpe koi e, nonostante ciò che pensa la polizia, è sicura che ci sia qualcosa di losco. Non conosceva Willis da molto tempo, ma le è chiaro che aveva più di un nemico. La domanda non è se il marito della sua amica sia stato assassinato, ma da chi.

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Titolo: Morte nel giardino giapponese
Autore: Jessica Fletcher e Terrie Farley Moran

Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Giallo
Data pubblicazione: 22 Febbraio 2022
Voto: 4/5

Classificazione: 4 su 5.

Cartaceo -> 17,90€ | Ebook -> 9,99€

Recensione

Ben tornati lettori, oggi vi parlo dell’ultimo libro di Jessica Fletcher, pubblicato in Italia nel mese di Febbraio e scritto a quattro mani con Terrie Farley Moran “Morte nel giardino giapponese”.

Jessica vola a Columbia nel South Caroline dopo essere stata ad una conferenza di scrittori gialli. Qui dopo molto tempo, incontra l’amica Dolores, appena spostata con il suo terzo marito. Willis Nickens, uomo d’affari con un brutto caratterino, per nulla affabile, con modi bruschi, diretti e molto spesso al limite della maleducazione. L’uomo adora Dolores e il suo è un affetto sincero. Subito dopo averle chiesto di sposarlo, ha comprato la villa in cui vivono e per lei ha fatto costruire un laghetto per ospitare delle Carpe Koi. La vita dei due scorre tranquilla ed è spesso allietata dalla piccola Abby, la nipote dell’uomo, figlia della figlia, prematuramente scomparsa pochi anni prima per una grave malattia.

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Dopo la prima sera nella villa, Jessica va a dormire e dopo un sonno ristoratore, indossa la sua tenuta da corsa e si prepara ad andare a correre esplorando l’immensa proprietà che circonda la villa dell’amica. Passando però affianco al laghetto delle Carpe Koi, vede galleggiare un sacco, che a primo acchito le sembra un sacco della spazzatura inavvertitamente caduto e finito nell’acqua. Guardando meglio però, nota come in verità si tratti di un corpo a capo chino nell’acqua, con la nuca superiore incrostata di sangue e poco lontano dal corpo un sasso bianco, di quelli usati per delineare i giardini per tutta la proprietà. Il cadavere è di Willis. Chiama immediatamente i soccorsi e li attende lì affianco. Cercherà subito di farsi strada nelle indagini ed aiutare i detective, ma come era facile pensare, i due la allontaneranno immediatamente dalla scena del crimine. Spetterà a lei informare la moglie e gli ospiti della villa della tragedia appena accaduta. Quello che immediatamente inizia a formarsi nella sua mente, è infatti un quadro poco chiaro, la cui unica certezza è che si tratti di un omicidio.

I detective la pensano come lei e iniziano subito facendo sapere alla neo vedova come tutti gli indizi portino a lei e di considerarsi indagata per omicidio. Jessica però la pensa diversamente, è infatti convinta che l’omicida si trovi ospite nella villa, ma che non si tratti dell’amica.

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La sera dell’arrivo di Jessica, gli ospiti sono stati innumerevoli e non tutti hanno poi dormito nella villa. La prima, la ex proprietaria della villa, ora vive nella ex casetta del custode, poco lontano dalla casa principale, all’interno della proprietà. E’ piena di rancore avendo visto il padre vendere la dimora di famiglia da generazioni. L’uomo si fece convincere da Willis perché circondato da debiti e capisce che disfarsi della casa di famiglia è l’unico modo per saldarli e non lasciarli in eredità alla figlia. Aggiunge poi una clausola molto importante, la figlia avrebbe avuto una rendita fissa e sarebbe potuta rimanere a vivere nella proprietà, dove ha trascorso tutta la propria vita. La donna però si sente umiliata e non accetta di buon grado la sua nuova sistemazione.

Erano poi presenti due imprenditori e coniugi. Proprietari di un albergo storico della zona, indebitati per colpa delle continue ristrutturazioni per mantenere un albergo di tale lignaggio. Sperano che Willis possa concedere loro un prestito molto cospicuo per allentare la ressa dei loro creditori. Willis però è un uomo d’affari molto intelligente e sa bene come l’albergo sia un pozzo senza fondo ed è irremovibile a riguardo, non concederà loro il prestito.

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Il socio d’affari di Willis è un uomo garbato, i due si compensano molto caratterialmente. Ciò che ha reso i rapporto tra i due difficili negli anni, sono stati gli investimenti rischiosi a cui Willis non ha acconsentito e grazie a cui il socio ha sottratto silenziosamente grandi somme di denaro.

Ultimo è il genero di Willis e padre di Abby. Ha grossi problemi sia con l’alcool che con il denaro. Per colpa del primo gli è già stata confiscata la patente una volta e ora sta per rischiare una seconda volta. Il denaro invece cade dalle sue mani senza che lui se ne accorga e sta dilapidando il fondo fiduciario a nome della figlia istituito dal suocero. Il nonno però ha deciso di correre ai ripari e deporre il padre da amministratore del fondo, facendolo sostituire da Dolores, la quale è totalmente all’oscuro della vicenda.

Un paniere di sospettati, tutti con un movente valido, ma Jessica come al solito saprà gestire la situazione e venirne a capo.

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Per la prima volta leggo un libro la cui autrice è Terrie Farley Moran, lo stile rimane quello semplice che accomuna tutti i libri di Jessica Fletcher, ma in questo caso, ho notato qualche leggera incongruenza. Piccoli dettagli, usati per le indagini di Jessica, come per esempio il faldone di documenti fatto recapitare alla villa, e fatto nascondere dalle domestiche, mi sarei aspettata di sfogliarlo insieme a Jessica invece tale particolare è finito nel dimenticatoio.. Inoltre altre piccole sfumature come la porta dello studio che doveva rimanere chiusa ma che ogni due per tre era dimenticata aperta o come la porta finestra dello stesso venga aperta e poi lasciata così, facilitando un possibile furto di documenti da parte dell’assassino. Ovviamente questo non avviene perché a quanto pare l’assassino non è stato particolarmente intelligente, ma a mio avviso sono stati particolare inseriti e poi dimenticati. Un vero peccato.

I libri della Signora in giallo è vero, sono sempre molto semplici ma nella loro semplicità sono ben fatti e non lasciano al caso nessun particolare. In questo caso sono rimasta un pochino interdetta per la superficialità di alcuni particolari. Nonostante questo bel libro e lettura molto piacevole.

Voto 4/5

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