Recensione di ”Io sono Ava” di Erin Stewart 

Ava era mille cose. Era una ragazza che adorava cantare. Era una ragazza con tanti amici. Ora è solo la ragazza con le cicatrici. È passato un anno dall’incendio in cui ha perso i genitori. Un anno in cui Ava ha tagliato i ponti con il mondo perché le fa troppa paura. Ora è costretta a tornare a scuola. Una scuola nuova dove non conosce nessuno. Una scuola che – ne è sicura – sarà piena di ragazzi che non faranno altro che osservare il suo viso per poi allontanarsi spaventati. Chi vorrebbe mai fare amicizia con lei? Quali nuovi modi di prenderla in giro si inventeranno i suoi compagni? Non appena si avventura in quei corridoi i suoi incubi si avverano: non incrocia nessuno sguardo e, al suo passaggio, sente solo sussurri. Fino a quando i suoi occhi non incontrano quelli di Asad e Piper, gli unici ad avere il coraggio di andare oltre il suo aspetto. Di vedere la vera Ava dietro le cicatrici. Perché anche loro si sentono soli e incompresi. La loro amicizia la aiuterà a ricominciare. Le farà capire che nessuno è diverso, ma ognuno è unico così come è. La storia di una ragazza che scopre la forza che ha dentro di sé. La storia di un’amicizia più forte di tutto.

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Età di lettura: da 11 anni.

Titolo: Io sono Ava
Autore: Erin Stewart 

Editore: Garzanti
Genere: Narrativa per ragazzi
Data pubblicazione: 4 Febbraio 2021
Voto: 5/5

Classificazione: 5 su 5.

Cartaceo -> 10€ | Ebook -> 7,99€

Recensione

Ava ha 16 ed è una sopravvissuta. Sopravvissuta ad un terribile incidente che le ha portato via una parte importante della sua vita, oltre che a una parte del suo corpo.

“Ero una normale quindicenne che nel week-end andava alle partite di football….ero un’amica. Una ragazza mora. Una cantante. Ero un milione di cose”

Il racconto di Ava fluttua tra passato e presente riportandola (e accompagnando noi lettori) alla ragazzina che era e a quella che è diventata dopo l’incidente: prima sicura di sé, libera, con una intensa vita sociale e con un ragazzo che l’amava, e dopo l’incidente insicura, sola e rinchiusa in un corpo che non sente suo e che fa fatica ad accettare, scherno delle persone che la guardano e deridono, quello della “Ragazza Bruciata”

Ed è proprio Ava in prima persona che racconta la sua storia e lo fa con una sincerità disarmante. Si sente sola, senza speranza e deforme, lo spettro di quello che era e non è più e vorrebbe con tutta se stessa poter tornare indietro nel tempo e che la vecchia Ava, quella ragazzina che amava cantare, che  aveva tanti amici e due genitori che l’amavano più di ogni altra cosa, ritornasse, per spegnere questa  sensazione di solitudine e diversità che la divora.

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Sarà grazie alla frequentazione di una nuova scuola ma soprattutto alla conoscenza di due giovani ragazzi emarginati come lei, Piper e Asad, che Ava inizierà una lenta e faticosa rinascita, costellata di alti e bassi, in un faticoso equilibrio tra felicità e disperazione che la porteranno a capire quello che era già dentro di lei ma faticava a farsi strada perché:

“Coraggio è essere spaventati a morte ma montare comunque in sella”

Erin Stewart dà voce alla solitudine e alla disperazione di una giovane ragazza che deve lottare contro i suo demoni interiori e deve trovare una via d’uscita, una giovane donna che è in una fase molto delicata della sua vita e si trova a dover lottare contro se stessa e gli stereotipi della società, troppo spesso legata a irraggiungibili canoni estetici che uniformano e spersonalizzano l’unicità delle persone.

Perché diversità non è non essere uguali agli altri ma essere unici.

Voto 5/5

Leggi un’anteprima del libro qui sotto

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