Aveva un piano perfetto.Spoiler: non ha funzionato. Beatrice aveva fatto tutto “bene”.Carriera, direzione, piano preciso. Cresciuta in una famiglia “da copertina”, ha sempre avuto un talento speciale: trasformare anche la situazione più perfetta in una piccola catastrofe… possibilmente divertente. Poi è arrivato lo stop. Quello vero. Quello che non aveva previsto.Quando la vita sembra finalmente allinearsi – lavoro, amore, una figlia da crescere – qualcosa si incrina.L’azienda che l’aveva accolta con entusiasmo diventa improvvisamente ostile. Se ti suona familiare, sei nel posto giusto! Tra momenti esilaranti, piccoli disastri quotidiani e una buona dose di autoironia,Avevo un piano, la vita no;è una storia in cui è impossibile non riconoscersi. Perché diciamocelo: quando mai la vita ha seguito davvero i nostri piani? Se ami le commedie brillanti, quelle che ti fanno sorridere mentre pensi “questa potrei essere io”, questo libro è per te. I piani funzionano. Finché non smettono. E magari, la prossima volta… senza fare troppi casini.
Titolo: Avevo un piano, la vita no
Autore: Elisa Benedetto
Editore: Narrazioni clandestine
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 17 Aprile 2026
Voto: 4/5
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Recensione
Bentornati lettori! Oggi torno a scrivervi per presentarvi una nuova collaborazione con Santelli Editore; nello specifico, vi parlo di “Avevo un piano, la vita no” di Elisa Benedetto, un’interessante uscita di aprile 2026 per la collana Narrazioni Clandestine.
Esistono libri che hanno la strana capacità di bussare alla porta della nostra quotidianità con la leggerezza di una commedia e la forza d’urto di uno specchio. Avevo un piano, la vita no si presenta esattamente così: un racconto vibrante che parte da una premessa in cui molti di noi potrebbero ritrovarsi con un sorriso amaro, ovvero l’illusione che una carriera solida e una vita pianificata al dettaglio siano garanzie di stabilità. La protagonista, Beatrice, è una donna che ha sempre cercato di fare la cosa giusta, costruendo un percorso lineare in una famiglia che sembrava uscita da una rivista patinata, senza però riuscire a soffocare quel suo talento naturale per i piccoli disastri creativi.
Il cuore del romanzo batte forte quando il piano perfetto si scontra con la realtà della maternità e, soprattutto, con quello che accade dopo. L’autrice affronta con un’ironia affilata ma profondamente umana il trauma del rientro al lavoro, scoperchiando il vaso di Pandora di una società che spesso trasforma le donne in carriera in figure invisibili o sostituibili non appena diventano madri. È un dilemma viscerale quello che attraversa le pagine: la sensazione di essere inadeguate in ogni ruolo, sospese tra il senso di colpa per aver lasciato un figlio piccolo al nido e il bisogno disperato di riprendersi la propria identità professionale per non soffocare.
Attraverso il personaggio di Beatrice, ci scontriamo con la dura realtà del mobbing e dell’ostilità aziendale, temi che vengono trattati con una sensibilità rara, capace di far riflettere senza mai appesantire il ritmo narrativo. La scrittura scorre veloce, vivace, quasi a voler mimare il battito accelerato di chi deve ricominciare tutto da capo. Eppure, proprio quando tutto sembra perduto e l’ombra di una crisi profonda si fa vicina, il destino interviene sotto forme inaspettate. La bellezza di questo romanzo risiede nella capacità di mostrare che la rinascita può nascere da un gesto semplice, come preparare un dolce, trasformando una passione casuale in una nuova bussola esistenziale.
Beatrice ci insegna che cadere non è un fallimento, ma spesso l’unico modo per accorgersi che la strada che stavamo percorrendo non era quella giusta per noi. Nonostante la brevità del testo, l’intensità del messaggio rimane impressa a lungo: è un invito a circondarsi di legami autentici e a trovare il coraggio di tagliare i rami secchi, professionali o personali che siano. È una lettura preziosa, consigliata non solo alle donne che cercano un riflesso delle proprie fatiche quotidiane, ma a chiunque voglia comprendere quanto sia complesso, eppure straordinario, il viaggio verso la riscoperta di se stessi quando la vita decide di cambiare improvvisamente spartito. Voto 4/5
