Recensione “Bambini nel bosco” di Beatrice Masini 

“Di tutti i pericoli che infestano il bosco di notte, fantasmi, folletti cattivi, orchi che fanno i bambini alla griglia, streghe che invece li ingrassano dentro alle gabbie per i loro banchetti cannibali, il lupo è il peggiore perché non sente ragione. Sei sempre in pericolo nella foresta, dove non c’è nessuno. Inoltrati sotto i cancelli dei grandi pini i cui rami spogli ti si avvolgono intorno, e fanno inciampare il piede del viaggiatore incauto, come se la vegetazione stessa fosse in complotto col lupo che abita nella foresta, come se gli alberi infidi andassero a caccia per conto dei loro amici – inoltrati tra i cancelli della foresta con la più grande trepidazione e infinita prudenza, perché basterà lasciare il sentiero un istante, e il lupo ti divorerà. Sono grigi come la fame, cattivi come la peste.” Naturalmente oggi non lo accetteremmo. Nessun bosco è infido, diremmo. Non ci sono foreste che fanno paura e soprattutto i lupi, oh, i lupi, non sono cattivi. Certo, lo sappiamo. Ma le fiabe non vogliono dirci questo, non sono didascaliche come immaginiamo. Il lupo non è il pedofilo che insidia le bambine, come si sente ripetere a proposito di Cappuccetto rosso, ma prende ogni volta le sembianze dei nostri timori. E dei nostri oscuri desideri, anche. Se non scendiamo in fondo, nella parte nascosta della nostra anima, non siamo in grado di affrontare pericolo alcuno. Questo dicono le storie. (Dall’introduzione di Loredana Lipperini).

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Età di lettura: da 10 anni.

Titolo: Bambini nel bosco
Autore: Beatrice Masini

Editore: Fanucci
Genere: Narrativa per ragazzi
Data pubblicazione: 25 Novembre 2021
Voto: 4/5

Classificazione: 4 su 5.

Cartaceo -> 12€ | Ebook -> 6,99€

Recensione

Ben tornati lettori, oggi vi parlo di una lettura per ragazzi gentilmente omaggiatami dalla casa editrice Fanucci. Il libro in questione è una distopia “Bambini nel bosco” dell’autrice italiana Beatrice Masini. Non avevo mai letto nulla dell’autrice e devo dire di non essere rimasta per nulla delusa.

Ci troviamo in un futuro prossimo, in un posto misterioso, dove centinaia di bambini vivono, la Base. Vivono qui allo stato brado e quasi senza regole, senza un passato, memoria, o educazione. I bambini “ospitati” nella Base e suddivisi in Grumi, sono bambini senza genitori o una famiglia che li accolga. Sopravvissuti allo scoppio della Bomba, la quale ha distrutto la Terra come noi la conosciamo, sono suddivisi in due tipologie. Gli Avanzi e i Dischiusi, i primi sono i veri sopravvissuti allo scoppio, i secondi custoditi da una provetta, sono stati fatti nascere solo in seguito.
Conoscono solo la legge della violenza fisica, della ricerca quotidiana del cibo, dei giochi elementari e non hanno ricordi né sanno cosa sia una famiglia, una mamma o un papà.

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Gli adulti sono solo le creature strane che intravedono ogni tanto, e che alla sera li radunano per dargli la medicina. Medicina che Tom, uno dei pochi avanzi del suo grumo, decide di smettere di prendere e a cui piano piano i ricordi ricominceranno ad affiorare. L’antagonista è Jonas, addetto alla sorveglianza del campo. Vedrà cosa il Grumo 13 avrà in serbo e li seguirà da lontano con lo sguardo vigile di un guardiano protettore.

Improvvisamente però il segreto gelosamente custodito da Tom verrà scoperto dai suoi giovani amici. Un libro, custodito a lungo dal bosco e delle storie che porteranno alla luce parole ormai dimenticate e inizialmente senza significato.

La storia impiega un poco a ingranare, nonostante la brevità, siamo infatti al di sotto delle 200 pagine. Una storia a tinte deprimenti, ma comunque delicata e pervasa di ottimismo. Una scrittura semplice essendo inizialmente destinata a dei lettori abbastanza giovani, ma che è perfetta per tutte le età di lettura.

Voto 4/5

Leggi un’anteprima del libro qui sotto

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