Recensione “La Bella e la Bestia” di F. L. Scala

L’intramontabile storia della Bella e la Bestia, in una nuova versione.

Titolo: La Bella e la Bestia
Autore: F. L. Scala
Editore: Indipendente
Genere: Retelling
Voto: 5/5

Classificazione: 5 su 5.

Ebook -> 0,99€

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Recensione

Il romanzo è un vero piccolo gioiello, un capolavoro che consiglio a chiunque di leggere: sia grandi che piccini. È la rivisitazione del classico intramontabile de “La bella e la bestia”, che mantiene qui lo stesso titolo e le caratteristiche principali praticamente uguali ma in contesti un po’ differenti. Suddiviso in soli sette capitoli intensi e piuttosto particolari, il libro si apre con le seguenti frasi poste in alto, a mo’ di brevissimo prologo se così vogliamo definirlo, che già ci fa capire cosa troveremo all’interno della storia e ci dà un indizio preciso floreale:

“Ti ho chiesto una rosa, una rosa che non appassisce. Tu me l’hai portata.”

Perché focalizzare l’attenzione sulla rosa? Ovviamente l’autrice di questa breve opera ha voluto sicuramente  sottolineare forse la parte più emotiva e simbolica della storia originale, in quanto l’inizio di tutto è allo stesso tempo la fine, essendo la rosa una condanna ma allo stesso tempo una liberazione, come vedremo successivamente al termine della recensione.

La protagonista femminile del romanzo è Belle Dupont, che è la figlia bellissima ma molto semplice e dunque per niente vanitosa del mercante Maurice Dupont. Belle ama tutto ciò che è atipico e anticonvenzionale, sia gli oggetti rari e antiquati che i libri, e proprio questo forse sarà d’aiuto a lei stessa e alla Bestia per ciò che succederà nel proseguo della storia. Belle è sicuramente ignara di ciò che la aspetterà ma in un certo senso vi è come qualcosa  nell’aria, sarà forse anche merito della vecchia veggente Fadette, che farà in modo di porre l’attenzione già sul futuro che l’attende, una successione di eventi che la porteranno a trovare sì il vero amore tanto agognato ma con difficoltà e dolore, all’inizio rischiando addirittura di rimanere ella stessa vittima del suo tormento.

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Il romanzo è davvero sorprendente, in quanto riesce a catturare l’attenzione e si legge davvero d’un fiato, emozionando e facendo innamorare il lettore che non vede l’ora di sapere come andrà a finire perché la curiosità è davvero alle stelle. Un romanzo – fiaba drammatico / sentimentale in cui i valori non solo sono ben definiti e la morale è ovviamente presente,  ma vi è innanzitutto il riflesso del bene che vince sempre sul male, dell’amore che vince sull’odio e sul pregiudizio.

Ho scoperto questa lettura da poco, e devo dire che mi ha incuriosito parecchio, entusiasmandomi molto, sia perché ero abituata a una vecchia versione della fiaba e anche perché i personaggi in questa sono più irriverenti in certi sensi, (ad esempio vi è uno scimpanzé che assume un atteggiamento piuttosto provocatorio ed è un po’ maleducato.) Inoltre qui troviamo all’inizio della storia e anche per tutto il tempo in cui Belle soggiornerà nel castello, Antoine, una sorta di curioso “maggiordomo e tuttofare” che però ha le sembianze di uno zombie!

È davvero curioso tutto ciò e mi ha indotto a proseguire la lettura e a esaminare attentamente gli altri personaggi, come ad esempio la Bestia stessa che mantiene intatte le sue peculiarità (forse è leggermente più ironica in questo contesto), oppure ancora Elise, la donna che sembra una statua e aiuterà Belle a scegliere i suoi abiti migliori e qui ovviamente si pensa anche alla trasposizione cinematografica in cui l’armadio – donna consigliava giustamente Belle per la cena con la Bestia.

È da sottolineare che la Bestia in questa storia possiede due cani a cui è molto legato e che si comporteranno sempre in modo molto pacato con tutti, compresa Belle.

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Ciò che mi ha colpito molto del libro comunque è il pathos, la cura nei dettagli preziosi, le descrizioni minuziose, il fatto che ci sia una patina di originalità ben evidente nonostante le basi siano le stesse e poi il finale che mi ha messo i brividi per le forti emozioni che ho provato.

In conclusione ci terrei a evidenziare che, come avrete modo di leggere se deciderete di acquistare il romanzo, la rosa a cui cade l’ultimo petalo che assomiglia al cristallo, sembra quasi fare davvero rumore nonostante sia impossibile, ma come ci insegnano le fiabe tutto può accadere in realtà e tutto rientra   nella logica dell’irrazionale e della fantasia.

La rosa, come dicevo all’inizio, è l’elemento base, ha una struttura ciclica per quanto riguarda la sua semantica in quanto può togliere la speranza o ridare la vita che si credeva ormai persa.

La rosa che dona speranza, la rosa che unisce per sempre.

Voto 5/5


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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Austin Dove ha detto:

    prima o poi mi piacerebbe leggere un libro ispirato alla fiaba, a parte il cartone della disney anche le rappresentazioni cinematografiche mi mancano!

    Piace a 1 persona

    1. Muaty ha detto:

      Le rappresentazioni cinematografiche le ho viste tutte e ognuna è diversa dall’altra. Come lettura potresti iniziare da questa, è molto breve. Poi fammi sapere cosa ne pensi

      "Mi piace"

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