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Cosa significa raccontare delle stanze? Entrare in luoghi privati, nascosti, discreti e cercare tra pareti e corridoi, camere e luci che passano dalle finestre i fili di tante storie? È Piera Ventre a dircelo, nel suo modo, con la sua scrittura densa e precisa. E allora cosa accade se in una casa si accende un fuoco? Oppure se va via la luce, ed entrano insetti e briganti? E se in una casa si smarriscono gli oggetti, saremmo capaci di ritrovarli o dovremmo rassegnarci alla loro misteriosa sparizione? La vita che abita le stanze è quasi sempre segreta e inviolabile giacché le case, in fondo, altro non sono che tane nelle quali ciascuno rivela sé stesso. La donna che dice «io» in queste pagine in realtà dice «noi» e il suo sguardo, che setaccia le abitazioni in cui ha vissuto e le case degli altri, non si posa unicamente sugli oggetti, sulle pareti – e sui corpi che tra quelle pareti si muovono – ma sul quotidiano che talora emerge dalle cose che ci appaiono più innocue e familiari. Nel raccontare questi interni, come nei tableaux vivants, le inesattezze trovano corrispondenze esistenziali. E i dettagli sono specchio di qualcosa di profondo, sedimento del tempo, delle innumerevoli ore che ciascuno di noi trascorre nel luogo che ci ostiniamo a chiamare «casa». In queste trame coerenti di storie che si aprono una sull’altra come fossero stanze sconosciute, Piera Ventre conferma il suo grande talento di scrittrice. Ci fa immergere in quel battito del tempo che le case portano con sé. Dentro memorie e vite distanti che rinunciamo a conoscere del tutto, per lasciare alla nostra coscienza un intervallo, un’attesa, una lieve imprecisione in cui poter liberamente inciampare.
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Creature luminose: il dolce “comfort movie” di Netflix che scalda il cuore

Se state cercando un film capace di coccolarvi e regalarvi un momento di pura serenità, la novità su Netflix “Creature luminose” (adattamento del celebre romanzo Remarkably Bright Creatures di Shelby Van Pelt, che trovare in italiano a questo link Amazon) è esattamente ciò che fa per voi. Diretto con grazia da Olivia Newman, la pellicola…
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Quanto conosci davvero chi hai accanto? Perché devi assolutamente guardare “Sposare un assassino” su Netflix

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Semi sotto la cenere: Quattro drammaturgie per una mappa del presente

In questa tappa si analizza la struttura “a costellazione” del volume. Sebbene i quattro testi possano vivere autonomamente, essi formano una genealogia emotiva coerente che attraversa il lavoro, la cultura, il genere e la memoria. In Mamma mi voleva professore si indaga la precarietà affettiva di una generazione che insegue la cultura in un Paese…
