Recensione “Red Requiem” Vol. 1 di Aduah

Nel caos di una millenaria guerra, la luce lotta contro l’oscurità per la supremazia nel mondo dell’aldilà. Solo l’avvento della leggendaria Morte Rossa può ribaltare le sorti di questo conflitto. Ruy e le mietitrici Vivia e Sosoko sono tra i pochi a voler trovare l’umano in cui risiede sopito il potere della Morte Rossa, per proteggerlo e porre pacificamente fine a questo sanguinario scontro. Quale sarà il ruolo dell’adolescente Elia in questa enigmatica situazione? Sarà davvero lui il prescelto? Scopritelo in Red Requiem, un esoterico splatter goth firmato da Aduah. La falce color cremisi attende solo di essere brandita.

Titolo: Red Requiem Vol. 1
Autore: Aduah


Editore: Upper Comics
Data pubblicazione: 31 Ottobre 2021
Voto: 4+/5

Classificazione: 4.5 su 5.

Cartaceo -> 7,90€

Recensione

Elia è un normalissimo diciottenne gentile e sensibile che, come ogni adolescente che si rispetti, viene avvicinato da alcuni mietitori che vogliono proteggere la sua anima e il suo ignis prima che qualche ribella riesca a portargliela via, distruggendo così gli equilibri del mondo.
Aspetta, cosa?
Ok, ok, torniamo un attimo indietro con calma e vediamo insieme di cosa parla questo bellissimo fumetto!

In queste pagine avviene uno scontro vero e proprio tra due mondi a regola separati, la Lumbra e la nostra realtà. Il primo è il luogo dove stanno i mietitori, creature che, quando la vita di un uomo giunge al termine, ne reclamano l’anima, così che questa possa in seguito reincarnarsi. Dall’atto, i mietitori assumono l’ignis della persona e ne usano metà per permetterle di vivere di nuovo in un altro corpo.
Cosa è l’ignis? Diciamo una sorta di energia.
Il problema è che ci sono degli individui, i mietitori ribelli, che tengono per se tutto l’ignis per accrescere il loro potere.

C’è un’anima che, più delle altre, conferirebbe loro una gigantesca dose di energia.
Si tratta della Morte Rossa, una creatura leggendaria dalle grandi ali piumate nere come la pece e una falce rosso sangue. Il suo ignis è incalcolabile e possiede un potere incommensurato, tanto da stuzzicare gli appetiti degli altri mietitori che cercano di acciuffarla.

La Morte Rossa, tuttavia, non si presenta con le grandi ali spalancate e l’arma in bella mostra. Al contrario, la sua essenza risiede nel corpo di un essere umano chiamato Candidato. Non tutti possono essere candidati, ci vogliono dei prerequisiti speciali, fatto sta che quest’ultimo non sa di esserlo. Anzi, è inconsapevole anche, come qualunque altro umano, della Lumbra e delle schiere di mietitori che reclamano le anime dei defunti.

A quanto pare, il Candidato perfetto è proprio Elia, il ragazzo di cui parlavo all’inizio. Una sera viene avvicinato (in una situazione non del tutto placida) da alcuni mietitori, che si proclamano suoi protettori in quanto c’è un’alta probabilità che la Morte Rossa sia proprio lui. Sono Ruy, Vivia e Sosoko, tre figuri molto particolari: il primo è il tipico uomo muscoli e pistola, un alleato nella lotta contro i ribelli che entrerà nella vita di Elia in un ruolo particolarmente scomodo. Non specifico perchè sarebbe lo spoiler di una cosa che mi ha fatto sorridere, quando l’ho letta, e desidero sorridiate pure voi 🙂
Vivia è invece una Morte Bianca, creatura angelica che sottrae le anime a chi muore per cause naturali. E’ molto dolce e tenera e chiama tutti con diminuitivi. Sosoko, invece, è una Morte Nera. Questo non vuol dire che sia cattiva, porella, ma solo che reclama le anime di persone defunte in modo violento. A causa delle sue ali da pipistrello, tutti la scambiano per un demone e lei si arrabbia sempre un sacco.
‘è poi anche Fede, un amico di Elia a cui quest’ultimo tiene molto, che in un modo o nell’altro verrà trascinato nel vortice di eventi nel quale sono finiti i protagonisti.

Ecco quindi la squadra della quale seguiremo le avventure, tra addestramenti e prese di coscienza, amicizia e brivido, combattimenti e rivelazioni.

La storia di Red Requiem mi ricorda molto quella di un anime o manga giapponese, e questa almeno per me è una cosa super positiva. Trovo affascinante la costruzione della storia e quanto sia articolata, tutto il mondo che è nato dall’immaginazione dell’autrice e il modo in cui ha realizzato le illustrazioni.
Si tratta della solita lotta fra Bene e Male, ma sono introdotte delle modifiche che conferite delle sfumature che arricchiscono la trama e la rendono più innovativa e godibile.
La narrazione parte subito a razzo, introducendo i personaggi e rilasciando poi, a poco a poco, tante piccole informazioni importanti per l’andamento del racconto, che ci aiutano a comprendere quel che avviene nel corso della storia.
Distogliere gli occhi dalle pagine è difficile, soprattutto perchè il ritmo del susseguirsi degli eventi è serrato e si vorrebbe assorbire il più possibile , certi che nella pagina seguente ci sia una fondamentale rivelazione da dover acquisire.

Per quanto riguarda i personaggi, ho trovato sia Sosoko che Vivia irresistibili, con Ruy ancora devo fare amicizia. Elia è rappresentato molto bene, mi pare il tipico ragazzo sensibile che però farebbe di tutto per salvare chi ama. Ho adorato anche il modo con qui è stato disegnato: ha tratti androgini che non denunciano la sua mascolinità ma che non rimarcano nemmeno sul fatto che abbia un viso femminile. Credo sia la figura perfetta per incarnare una creatura leggendaria considerando anche che, a quanto piace credere alla gente, gli angeli non hanno sesso. Certo, lui non sarebbe un angelo, ma comunque è un essere ultraterreno e ho trovato questa sua androginia perfetta per il ruolo impersonato.

Parlando dei disegni, anche questi ricordano molto il mondo dei manga. Si trovano anche delle versioni deformed dei protagonisti e a volte il tratto del disegno si semplifica fino allo stilizzato per rendere meglio il concetto espresso. Questo accade sempre nelle occasioni in cui si incastra perfettamente con il resto, creando un dislivello grafico molto piacevole all’occhio.
Gli sfondi sono curati, i volti dei personaggi molto espressivi, l’utilizzo dei bianchi e neri incredibilmente appropriato.

Che dire, un’opera meravigliosa sia per quanto riguarda la storia che il disegno!
Da non perdere se vi piacciono i battle shonen.

Voto: 4+/5

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