Recensione “La stirata del Bonci” di Olivieri & Becker

Belvedere, tranquillo paesone alle porte di Roma, viene sconvolto dal macabro ritrovamento del cadavere di Rodolfo Bonci che giace, in un negozio di via Roma, in un lago di sangue, con la testa spaccata da un ferro da stiro. Ma è stato veramente un omicidio o si è trattato solo di un banale incidente? Toccherà al maresciallo Domenico Rocca dirimere il dubbio e nel frattempo faticherà non poco a tenere a bada Olivia e Rebecca, amiche e appassionate lettrici di thriller. Le due protagoniste, un po’ annoiate dal loro tran tran di mamme e lavoratrici e trascinate dalla voglia di emulare le gesta di ben altri detective, sono decise ad indagare sulla singolare stirata che ha steso un pessimo individuo come il Bonci. Trasformano così il solito appuntamento del caffè delle 15 nel briefing quotidiano dell’indagine e il Bar Centrale nella loro base operativa. Tutto sotto gli occhi curiosi e preoccupati del barista Alfio. Nascono così, tra un pettegolezzo e una rivelazione, le piste su cui indagare e, passando da un sospettato a un altro, le due amiche affrontano rischi e infrangono numerosi articoli del Codice Penale e Civile, pur di reperire le prove necessarie a sostenere le loro teorie omicide. Lasciando inascoltati i richiami al buonsenso del pragmatico maresciallo Rocca.

Titolo: La stirata del Bonci

Autrici: Gabriella Olivieri e Sandra Becker

Editore: Robin Edizioni

Genere: Giallo

Data pubblicazione: 23 Settembre 2020

Voto: 4,5/5

Classificazione: 4.5 su 5.

Cartaceo -> 10 € | Ebook -> 4,99 €

Le autrici:

Gabriella Olivieri italiana, attualmente emigrata in Belgio con la scusa di seguire marito, cane e figlio. Proprio in terra straniera ha riscoperto la passione per la scrittura.

Sandra Becker, tedesca trapiantata in Italia dove vive da 20 anni con la sua famiglia. Grande appassionata di gialli, da qualche tempo ha provato a concretizzare sulla pagina le trame criminali che ne seducono la fantasia.

Con grandissima soddisfazione sono riuscite a realizzare il loro primo romanzo, scritto a quattro mani e a 1400 chilometri di distanza, utilizzando ogni metodo di comunicazione possibile, tranne messaggi in bottiglia e piccioni viaggiatori.

Recensione:

“La stirata del Bonci” è un giallo originale e divertente che tiene incollati alle pagine regalando qualche ora di spensieratezza e divertimento.

Ambientata a Belvedere, alle porte di Roma, la storia inizia con la descrizione della quotidianità di un piccolo paesino di provincia che, in un giorno di Dicembre, viene travolto dalla notizia di un assassinio. In un negozio del centro, il cadavere di Rodolfo Bonci giace infatti in un lago di sangue, con la testa spaccata da un ferro da stiro.

Momento di gelo. Un morto?

Alfio pensa che, oltre all’acqua, all’Angelo gli porta pure un grappino.

Il Cavallo riflette che, mannaggia, li voleva avvisare lui i carabinieri.

Il Gallo progetta di aumentare l’ordine natalizio della linea SpiritoSanto.

Barbarona Botte è soddisfatta di aver deciso proprio oggi di indossare un look total black.

Il Comtardi spera che il morto non sia un suo cliente, che già le vendite non è che stiano andando alla grande.

Olivia e Rebecca in contatto telepatico sono convinte che sia finalmente arrivato per loro il momento di investigare sul campo!

La notizia si diffonde ben presto in tutta la cittadina catturando l’attenzione di Olivia e Rebecca, due amiche da sempre, mamme e lavoratrici ma soprattutto grandi appassionate di thriller. Le indagini sulla morte del Bonci sono per le due amiche l’occasione per mettere in pratica tutto quello che hanno imparato dai loro amatissimi libri. Così, tra una lezione di judo e un caffè al Bar Centrale, Olivia e Rebecca iniziano ad indagare, portando a galla segreti e pettegolezzi sulla vita del Bonci ma allo stesso tempo cacciandosi in ogni guaio pur di risolvere il caso.

Le loro indagini si scontrano con quelle del maresciallo Rocca, incaricato di scoprire se quello del Bonci è stato un omicidio o un semplice incidente. Il maresciallo si troverà a dover fare i conti con le due mamme detective che, durante le lezioni di judo e le cene di classe, lo sfiniranno con domande sul caso e suggerimenti per possibili piste.

Intrigante, divertente e leggero, “La stirata del Bonci” si presenta come un giallo diverso dal comune, allontanandosi dagli scenari macabri e noir tipici del genere, il romanzo scritto a quattro mani da Gabriella Olivieri e Sandra Becker è invece un libro dal ritmo incalzante e dai dialoghi divertenti, in cui non mancano però i colpi di scena e la caratterizzazione dei personaggi. Durante la lettura una pagina tira l’altra grazie allo stile ironico e la scrittura scorrevole quanto ricercata delle autrici. Impossibile trattenere il sorriso di fronte agli scontri tra il maresciallo Rocca e le due aspiranti detective, così come è impossibile non rimanere piacevolmente sorpresi dal finale assolutamente inaspettato.

A conclusione di questa lettura non posso non dire di essere rimasta piacevolmente colpita dal lavoro di queste due autrici emergenti, ho amato le descrizioni della cittadina e dei suoi abitanti, ho riso delle disavventure delle due protagoniste e non ho potuto non apprezzare la cura per i piccoli dettagli, come la scelta delle parole o l’uso delle citazioni all’inizio di ogni capitolo. Non posso dunque far altro che consigliare questo libro agli amanti dei gialli ma anche a chi vorrebbe avvicinarsi al genere partendo da una lettura leggera e briosa.

In conclusione di questa recensione vi lascio un piccolo estratto che a mio parere è il biglietto da visita perfetto per descrivere a pieno questo libro. Mi auguro che anche voi come me possiate apprezzare la scrittura di queste due autrici che spero proprio di rincontrare nelle mie prossime letture!

Come ci si avvia al patibolo? Quali sono gli ultimi pensieri di un condannato a morte? Con che animo un uomo percorre i pochi metri che lo separano dal suo carnefice?
Con rassegnazione, forse. O, al contrario, con un’ultima disperata speranza di aver salva la vita? Magari il boia si è ammalato. Possibilmente di una forma acuta di gastroenterite fulminante che la blocchi, anzi, che le blocchi in casa, nei rispettivi bagni, in preda a lancinanti dolori intestinali.
Perché sappiamo che le aguzzine del nostro maresciallo sono due. E sono già sugli spalti della palestra comunale. Siedono un po’ distanziate, come se aspettassero qualcuno tra di loro, stranamente silenziose, in qualche modo ancora più inquietanti. Dunque i boia sono presenti, dissolta è la tenue speranza dell’oretta di pace che il maresciallo, in tutta onestà, sentiva di meritare soprattutto dopo la giornata d’inferno appena vissuta. […]

Ecco la pesante nuvola nera che grava sull’animo del nostro condannato mentre si avvia verso il suo patibolo nella palestra comunale.
Si siede stancamente tra le due virago. Rassegnato. Tanto sa che lo seguirebbero in qualunque altro posto decidesse di posare le stanche membra.

Il mio voto per questo libro è 4.5/5!

Alla prossima recensione!

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