Recensione “Covadonga” di Sebastiano Martini

Due amici ultra quarantenni, nella Cuba contemporanea, decidono di avventurarsi in un affare imprenditoriale, con l’illusione di poter cambiare vita. Qui, conoscono un ambiguo funzionario di Stato, che si dichiara disponibile ad aiutarli, ma dietro un cospicuo sforzo economico. Il giorno fissato per la conclusione dell’accordo però, uno dei due amici scompare e ciò costringe il protagonista a far saltare l’affare per andare alla ricerca dell’amico scomparso.

Titolo: Covadonga

Autore: Sebastiano Martini

Editore: Leucotea Edizioni

Genere: Narrativa contemporanea

Data pubblicazione: 17 luglio 2019

Voto: 4/5

Classificazione: 4 su 5.

Cartaceo: 12,90 € | Ebook: 5,99 €

Recensione:

Cari lettori, oggi vi parlo dell’esordio letterario di Sebastiano Martini, un avvocato che vive e lavora a Parma, con la passione per i viaggi e la scrittura; il libro si intitola “Covadonga”, pubblicato nel 2019 (ma è da poco uscito il suo secondo romanzo, “La notte dell’acqua alta”), ed è un breve romanzo che si lascia leggere in poche ore e lascia un senso piacevole di freschezza e libertà, ma anche di malinconia e inquietudine per il susseguirsi delle vicende e il finale che non scioglie tutti i dubbi e gli interrogativi su quanto accaduto.

La vicenda che Martini racconta è molto interessante e coinvolgente: chi non ha pensato almeno una volta nella propria vita “lascio tutto e mi rifaccio una vita su un’isola caraibica”? Ed è proprio quello che i due protagonisti del libro provano a fare, ma devono scontrarsi con la realtà e le contraddizioni di un Paese che, al di là del fascino che naturalmente ispira, è anche ricco di intrighi, macchinazioni e personaggi ambigui.

L’autore narra le vicende con una scrittura scorrevole, curata, elegante e disinvolta; i caratteri dei personaggi sono delineati con poche righe, ma sono ugualmente ben definiti e chiari a chi legge; anche le figure secondarie sono descritte con poche ma efficaci pennellate. Gli ambienti sono rappresentati con cura e attenzione al dettaglio, con una tale precisione che si riesce quasi ad avvertire i colori, gli odori e i suoni di Cuba.

«Calle Animas era come sempre un fiume di persone. Un uomo anziano al lato della strada, vestito di stracci e con un carretto pieno zeppo di manghi, gridava cercando di vendere la sua merce: «¡Fruta de mango! ¡Tremendo mango!» Ma tutti lo ignoravano.»

Alla base del libro si avverte una profonda passione dell’autore per Cuba, per ciò che rappresenta, la sua cultura, la sua storia: ogni aspetto della vita dell’isola, dal culto del sigaro alle lotte clandestine di galli da combattimento, è noto all’autore, che con ottime doti di narratore, ce li descrive e fa apprezzare; inoltre, il romanzo è ricco di riferimenti letterari, in particolar modo dello scrittore che più di ogni altro amò l’isola fino a farne la sua seconda patria, il premio Nobel Ernest Hemingway.

Da tutto questo, ne viene fuori un bel romanzo, estremamente piacevole, che consiglio senza dubbi a tutti, molto indicato per queste giornate calde di agosto, da leggere sotto l’ombrellone o respirando una fresca brezza di montagna; sono certo che, come accaduto a me, la lettura di questo volume vi farà venir voglia di leggere subito la sua seconda fatica letteraria, che spero di potervi raccontare presto.

Buona lettura a tutti!

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