Recensione “Le lunghe ali de lo Messer Santo Marco” di Fabio Maiano

Novembre 1591
Fabio Falier, patrizio veneto parte spinto dai propri principi morali alla ricerca di qualcosa.
Più di qualcuno però cerca lui, e non tutti sono animati di buone intenzioni. 
Quando il Destino ti spinge a spallate verso ciò che vuole il Viaggio è anche dentro se stessi.

Titolo: Le lunghe ali de lo Messer Santo Marco
Autore: Fabio Maiano
Editore: Indipendente
Genere: Storico
Data di pubblicazione: 17 Dicembre 2018
Voto: 4/5

Cartaceo -> 14,99€ | Ebook -> 1,99€

Recensione del libro “In nome de lo Messer Santo Marco” di Fabio Maiano (StreetLib 2019).

È il 1591, quando il nobile veneziano Fabio Falier, lascia il capoluogo lagunare e parte per un viaggio avventuroso in Europa che lo condurrà molto lontano, alla ricerca di qualcosa di indefinito e di grande. Il percorso non sarà tuttavia privo di insidie e di colpi di scena, perché sono in molti a cercarlo e nel frattempo a Venezia gli uomini di potere tramano alle sue spalle.

Maiano ci propone così la seconda storia ambientata nell’epoca dei fasti della Serenissima. Ancora una volta la sua scrittura, apparentemente arcaica, accompagna il lettore in un tempo storico tanto remoto quanto affascinante, tra vicende amorose e intrighi di potere.

L’immedesimazione con il protagonista del racconto avviene in modo spontaneo. Falier è un viaggiatore, che va incontro al proprio destino con coraggio. La narrazione si svolge su livelli diversi. In parte è una sorta di diario di viaggio in terza persona dell’anticonformista patrizio veneziano mentre, parallelamente, ci imbattiamo nelle cupe ombre che si muovono dietro di lui nella capitale della Serenissima e altrove.

Si parla quindi sempre di un romanzo storico, intriso di personaggi pescati dalle cronache dei tempi e di luoghi antichi descritti con dovizia di particolari.

La prima opera di Maiano mi era piaciuta, benché avessi riconosciuto di non essere proprio un amante del genere giallo storico, ma questo suo secondo lavoro mi ha convinto ancora di più. La scrittura mi è parsa più dinamica, non eccessivamente descrittiva e, come detto, mi è risultato facile entrare in empatia con il personaggio principale.

Lo consiglio quindi a tutti coloro che amano immergersi nelle trame oscure del romanzo storico e che, come il sottoscritto, amano viaggiare dimenticando per un poco il presente.

VOTAZIONE: 4 su 5

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