Recensione “Il Malinteso” di Irene Némirovsky

“L’amore, mia cara, è un sentimento di lusso!”: questo cerca di spiegare una madre che ha molto vissuto (e che dalla vita ha imparato una grande lezione: “Dare pochissimo e pretendere ancora meno”) alla figlia innamorata e infelice. Ma lei, Denise, non lo capisce: quando suo marito glielo ha presentato sulla spiaggia di Hendaye, Yves le è apparso come un giovanotto elegante, raffinato, di bell’aspetto; e poiché alloggiava nel suo stesso albergo, ha creduto che fosse ricco quanto l’uomo che ha sposato, e a cui la lega un affetto tiepido e un po’ annoiato. Poi il marito è stato richiamato a Londra da affari urgenti, e quelle giornate di settembre “piene e dorate ” sono state come un sogno: la scoperta della reciproca attrazione, le passeggiate, le notti d’amore. Il ritorno a Parigi ha significato anche un brusco ritorno alla realtà: no, Yves non è ricco, tornato dal fronte si è reso conto di aver perduto tutto, ed è stato costretto (lui, cresciuto in un mondo in cui “c’erano ancora persone che potevano permettersi di non fare niente”) a trovare un impiego che lo avvilisce e lo mortifica. In questa cronaca di un amore sghembo, in cui si fronteggiano due inconsapevoli egoismi, la giovanissima Irène Némirovsky sfodera già il suo sguardo acuminato e una perfetta padronanza della tecnica narrativa.

Titolo: Il Malinteso
Autore: Irene Némirovsky
Editore: Adelphi
Genere: Classici
Data di pubblicazione: 2 Ottobre 2010
Voto: 4,5/5

Cartaceo -> 7,99€ | Ebook -> 2,99€

Recensione

Romanzo di un’altra epoca per una storia d’amore le cui dinamiche sono sempre attuali. Un amore senza tempo né confini, scritto magistralmente per inguaribili romantici.

Questo testo colpisce per l’abilità espressiva e la caratterizzazione dei personaggi. Un amore nato quasi per caso nella località di Hendaye. Un’avventura estiva che sembra uscire dalle pagine di un romance dei giorni nostri. Però quando i due amanti rientrano a Parigi si scontrano con la dura realtà e le differenze sociali.
Anche in questo caso la Nemirovsky è bravissima nel descrivere i rapporti di coppia, le differenze di comportamento fra uomini e donne, le attese e le ansie sociali.


La vicenda è di un’ attualità impressionante. Il giovane Yves, è un nuovo povero che si trova dopo una giovinezza di ozio ed agi, a sbarcare il lunario con un noiosissimo lavoro d’ufficio. Lei che potrebbe essere definita la signora”bene”. Vive un’esistenza annoiata e coccolata da tutti, affrontando l’adulterio prima, e le pene d’amore, dopo. La donna non riesce a comprendere le preoccupazioni e le frustrazioni dell’amante e pretende da lui più di quanto egli possa darle. Da qui la relazione inizia a vacillare, provocando tormenti a non finire, ed un finale profondamente malinconico .

La bravura della Némirovsky è innegabile. Caratteri, personaggi e ambienti narrati con linguaggio di rilievo ed in contesti diversi, facendo diventare le vicende eterne.
La morale è facilmente intuibile: la povertà rende schiavi e l’amore perfetto è un lusso per pochi.

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