Recensione “In nome de lo Messer Santo Marco” di Fabio Maiano

Novembre 1591. Fabio Falier, nobile veneziano appena tornato da una lunga missione al servizio della Serenissima si trova solo a fare i conti con il bilancio della sua vita. In una notte nebbiosa i ricordi si presenteranno a lui come grani di un rosario; infanzia, giovinezza, i grandi enigmi sulla Giustizia, sulla morale, gli amori e soprattutto “quel” mistero: una catena di fatti delittuosi con un fine talmente turpe da far rischiare di destabilizzare tutto il suo mondo. Falier aiutato da due donne amiche e rivali, da un medico-cabalista ebreo e da un nobile erudito combatterà contro nemici occulti e pericolosi e magnanimi avversari palesi fino a scoprire la trama di un pericoloso complotto, talmente pericoloso che metterà in discussione perfino le basi stesse del Rinascimento, e che lo segnerà profondamente.
Finalista del premio letterario “ilmioesordio 2017”

Titolo: In nome de lo Messer Santo Marco
Autore: Fabio Maiano
Editore: Indipendente
Genere: Romanzo Storico
Data di pubblicazione: 16 Luglio 2014
Voto: 4/5

Cartaceo -> 20,99€ | Ebook -> 0,99€

Recensione

Siamo a Venezia, alla fine del sedicesimo secolo. Il patrizio veneziano Fabio Falier, di ritorno da un lungo viaggio compiuto per scopi commerciali a servizio della Serenissima, si ritrova nella sua città a dover tracciare il bilancio della propria esistenza, giovinezza e amori compresi. Qui, ripercorrerà le fila del suo viaggio iniziatico e dei vari personaggi in cui si è imbattuto, per approdare così a eventi straordinari e misteriosi, delitti e complotti.

Definirei il romanzo di Maiano sicuramente un giallo storico, intriso di mistero. Devo confessare un mio primo scetticismo nell’avventurarmi alla sua lettura. Sentimento che, tuttavia, si è diradato pagina dopo pagina. L’autore dipinge magistralmente i costumi e le abitudini del tempo che descrive. Lo fa con tratto scorrevole e da erudita. Quale conoscitore di Venezia, ho apprezzato tantissimo le suggestioni descritte del capoluogo lagunare e gli approfondimenti storici. Il lessico utilizzato può apparire dapprima arcaico ma, addentrandosi nella storia, quasi ci si dimentica del salto temporale e l’autore, con il suo stile narrativo, accompagna il lettore per mano in un’altra epoca. Mi è piaciuto, nonostante io non sia un grande appassionato di romanzi storici. Quindi sono sicuro che verrà molto apprezzato dagli amanti del genere. L’unica osservazione che mi permetto di muovere è, si badi bene non è una critica ma mero gusto personale, sulla lunghezza del testo, quasi 700 pagine. Purtroppo sono un fanatico della sintesi, forse fin troppo. Ma il libro è bello e lo consiglio a tutti.

VOTAZIONE: 4 su 5

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