Recensione “Le sette dinastie” di Matteo Strukul

Sette famiglie, sette sovrani, sei città: questa è l’Italia del XV secolo, dilaniata da guerre, intrighi e tradimenti, governata da signori talvolta lungimiranti, ma molto spesso assetati di potere e dall’indole sanguinaria. A Milano, Filippo Maria, l’ultimo dei Visconti, in assenza di figli maschi cerca di garantire la propria discendenza dando in sposa la giovanissima figlia a Francesco Sforza, promettente uomo d’arme. Intanto trama contro il nemico giurato, Venezia, tentando di corromperne il capitano generale, il conte di Carmagnola. Ma i Condulmer non temono gli attacchi: smascherano il complotto e riescono a imporre sul soglio di Pietro proprio un veneziano, che diverrà papa con il nome di Eugenio IV. Tuttavia il duca milanese troverà alleati anche a Roma: sono i rappresentanti della famiglia Colonna, ostili al papa che viene da Venezia e decisi a cacciarlo dalla città. Solo l’aiuto dei Medici riesce a scongiurare la morte del pontefice, costretto però a un esilio forzato a Firenze. E mentre nel sud dell’Italia si fa sempre più cruenta la guerra tra angioini e aragonesi, il destino della penisola italica è sempre più avvolto nell’incertezza…

Titolo: Le sette dinastie
Autore: Matteo Strukul
Genere: Romanzo Storico
Editore: Newton Compton Editori
Data pubblicazione: 7 Ottobre 2019
Voto: 4/5
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L’autore:

Matteo Strukul è nato a Padova nel 1973. Laureato in giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto europeo, ha pubblicato diversi romanzi (La giostra dei fiori spezzati, La ballata di Mila, Regina nera, Cucciolo d’uomo, I Cavalieri del Nord, Il sangue dei baroni). Le sue opere sono in corso di pubblicazione in dieci lingue e opzionate per il cinema. Nel 2016 ha pubblicato con la Newton Compton il primo romanzo della saga sui Medici, Una dinastia al potere, vincitore del Premio Bancarella 2017. Sono seguiti Un uomo al potere, Una regina al potere e Decadenza di una famiglia. La serie è in corso di pubblicazione in Inghilterra, Germania, Olanda, Spagna, Turchia, Repubblica Ceca, Grecia, Serbia, Slovenia e Corea del Sud. Matteo Strukul scrive per le pagine culturali del <Venerdì di Repubblica> e vive insieme a sua moglie Silvia fra Padova, Berlino e Transilvania. Il suo sito internet è matteostrukul.com

Recensione :

Sono sempre rimasta affascinata dalla storia e con essa da tutto ciò che può far approfondire e conoscere meglio il passato e i suoi protagonisti; ragion per cui i romanzi storici non possono che occupare un posto d’onore nella mia libreria. Se poi ai fatti storici vengono affiancate storie coinvolgenti e intriganti potrei restare a leggere per intere giornate. Matteo Strukul è sicuramente l’autore italiano che più ho apprezzato per questo genere, sin da quando lessi la sua saga sui Medici, grazie alla quale mi appassionai al Rinascimento Italiano.

Spinta proprio da questo interesse ho iniziato a leggere “Le sette dinastie”.

Con questo libro Strukul intreccia le vicissitudini di sette dinastie, con una trama avvincente e intrigante che ci trasporta nel Rinascimento presentandoci le corti più ricche e potenti del tempo con i loro intrighi, le alleanze  e i tradimenti.

I protagonisti sono i Visconti e gli Sforza a Milano, i Condulmer a Venezia, i Borgia e i Colonna a Roma, i Medici a Firenze, gli Estensi a Ferrara, Angioini e Aragonesi a Napoli in una storia che dalla battaglia di Maclodio del 1427 arriva fino al Sacco di Roma nel 1527.

Il Rinascimento fu un’epoca che vide l’Italia trionfare nello splendore dell’arte e della cultura ma che la vide al contempo protagonista di sanguinose lotte per il potere, macchinazioni e tradimenti. Un’epoca che vide protagonisti Duchi, Papi e uomini d’armi che con le loro gesta riuscirono ad influenzare lo scacchiere politico del tempo e a segnare la storia dell’Italia.

È il caso di Filippo Maria Visconti, Duca di Milano che ci viene sin da subito presentato come un uomo spietato e instabile. Filippo Maria è un uomo violento e per alcuni addirittura folle, condizionato anche da un problema fisico legato alle gambe passa la sua vita rinchiuso nei suoi castelli, ossessionato dalla paura di poter essere ferito o ucciso e lasciando il campo di battaglia ai suoi condottieri, verso i quali però nutre sentimenti contrastanti di stima e gelosia al tempo stesso. È il caso del Carmagnola o dello stesso Francesco Sforza a cui concede prima la mano della sua unica figlia, Bianca Maria, ma contro il quale poi non esita a schierarsi. È un uomo superstizioso e paranoico, spietato al punto di far uccidere la sua stessa moglie ma in grado tuttavia di provare sentimenti profondi e sinceri come quelli per Agnese del Maino.

Intanto a Venezia la famiglia Condulmer riesce a imporre Eugenio IV, fratello di Polissena moglie del Doge, sul soglio di Pietro. Ma a Roma il nuovo Papa viene ostacolato dalla famiglia Colonna, riuscendo a salvarsi infine grazie a Cosimo de’ Medici e a Firenze. 

Tutto ciò mentre a Napoli si mette finalmente fine alla lotta tra Angioini e Aragonesi, dando inizio a un nuovo periodo di prosperità per la città. 

Ruolo decisivo è anche quello delle donne, madri, mogli e amanti, coraggiose, astute e dalla forte personalità. Capaci di sostenere e di influenzare le decisioni dei loro uomini e di dimostrarsi determinate e intelligenti quanto o più di loro.

Nel governo del regno, comportatevi secondo prudenza, con rispetto di Dio e profonda costrizione e tenete a mente la giustizia come unica luce. Solo così le vostre decisioni saranno inattaccabili dai vostri nemici e celebrate da sudditi e alleati, e a questo dovrete sempre mirare: a un contegno ineccepibile, equo e coerente.

Pur apprezzando questo libro ho impiegato più tempo del previsto per completarne la lettura, giunta circa a metà ho sentito infatti l’esigenza di prendermi una pausa.

Matteo Strukul ha fatto un ottimo lavoro di ricerca e di ricostruzione storica, le vicende descritte sono realistiche e approfondite, i personaggi fedeli agli originali. Eppure se da un lato tutto questo costituisce un grande pregio è anche vero che ho sentito il tutto mancante di qualcosa. Forse anche a causa dei troppi fatti storici da inserire, si è dato poco spazio a quella finzione e a quelle vicende romanzate che invece avevo molto apprezzato nella saga dei Medici. Sta proprio nell’abilità di saper unire in modo armonioso storia e finzione la buona riuscita di un romanzo storico.

L’errore di Strukul è stato forse quello di voler inserire troppo e in troppo poco spazio. I personaggi sono molti, e non tutti ricevono la giusta attenzione. Sarebbe forse risultato migliore dividere la storia in due parti, alleggerendo la mole di quasi 550 pagine a vantaggio dell’attenzione del lettore e dando l’opportunità di approfondire meglio alcune vicende e alcuni personaggi.

In quanto allo stile di scrittura Strukul ha dimostrato ancora una volta la sua maestria, nonostante tutto la lettura non è mai noiosa ma al contrario estremamente scorrevole, ricca di dettagli e descrizioni accurate.

In conclusione dunque il resoconto di fatti storici e l’impeccabile lavoro di cronaca hanno costituito in questo libro un pregio e un difetto al tempo stesso. Nel complesso ho apprezzato molto questa lettura che non posso che consigliare soprattutto agli amanti della storia, restando in attesa del secondo volume che il finale aperto sembra proprio preannunciare.

Il mio voto per questo libro è 4/5

Alla prossima recensione!


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