Viaggiando attraverso il cerchio della nostra vita che si interseca con quello degli altri. Percorrendolo da un punto all’altro o semplicemente girandogli intorno. Cercando di capire dove è l’inizio e dove è la fine per capire che non esistono. Rendersi conto che tutto è avvolto in un cerchio fatto da più dimensioni, ognuna delle quali è semplicemente un racconto.

Autore : Massimo Rigamonti
Editore : Indipendente
Genere : Raccolta di racconti
Voto: 2/5
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Non vi aspettate il solito romanzo statico, dove le avventure dei protagonisti si svolgono in modo lineare e gli avvenimenti sono ben chiari e definiti. Da un punto all’altro del cerchio è una raccolta di racconti, poesie, sprazzi di pensiero. Leggendo queste pagine mi sono trovata più volte interdetta, confusa, cercavo di comprendere la storia generale senza riuscire a carpirne il fulcro. Non mi ci approcciavo con la mentalità adatta ad assorbirne le massime, ero convinta di trovarmi davanti a tutt’altra opera e solo quando ho capito di cosa si trattasse ho saputo goderne a pieno.
La vita, per l’autore, ha una forma ben particolare. Si tratta di una specie di prisma a più dimensioni che si incastrano e intersecano tra loro con maestria. I personaggi che animano questo universo vario e in perenne movimento sono a volte inconsapevoli, a volte consapevoli della precarietà e della motilità delle loro esistenze. Quel che è sicuro è che ad un certo punto tutti ci pongono ampi spunti di riflessione, in grado di far lambiccare il cervello per ore. Il corso degli eventi è un fiume in piena, impetuoso e spumeggiante, che a tratti cambia il suo corso senza preavviso: riprendendo la metafora del cerchio, si potrebbe dire che le circostanze che accadono giornalmente entrano ed escono da questa sfera perfetta come il filo nella cruna di un ago. Creano una matassa compatta e inestricabile che viene a rappresentare la vita di ciascuno di noi.
Devo dire che non ho adorato questo libro e che portarlo a termine è stato un po’ faticoso, soprattutto all’inizio, anche se posso assicurare che una volta che si entra nell’ottica giusta le pagine iniziano a frusciare fra le dita con più semplicità. Forse la mancanza di una coesione facilmente afferrabile ha avuto la sua responsabilità in tutto ciò ma ammetto che probabilmente non ho potuto apprezzarlo sino in fondo a causa di motivi personali. Ahimé, tra le feste in arrivo e gli esami di italianistica, la mia testa è da un’altra parte! Questo per dire che al fine di assaporare il senso dell’opera bisogna avere la mente sgombra e ricettiva, mantenendo attenzione agli avvenimenti senza perdere mai il filo.
Magari rileggerò Da un punto all’altro del cerchio conclusa la sessione invernale, sicuramente sarò in grado di godermelo di più!
Voto: 2/5
Grazie mille…!!!
Massimo Rigamonti
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