Napoli: La Traviata dal 20 Settembre al 5 Ottobre 2019

il

LA TRAVIATA

Opera in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, basata su La Dame aux Camélias, opera teatrale di Alexandre Dumas figlio

Prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 6 marzo 1853

Direttore | Stefano Ranzani / Domenico Longo (4 e 5 ottobre 2019)

Maestro del Coro | Gea Garatti Ansini
Regia | Lorenzo Amato
Scene | Ezio Frigerio
Costumi | Franca Squarciapino
Assitente ai Costumi | Anna Verde
Coreografo e Assistente alla Regia | Giancarlo Stiscia
Luci | Marco Giusti

Interpreti
Violetta Valéry, Claudia Pavone (20, 22 settembre e 4 ottobre) / Mariya Mudryak (21 settembre, 3 e 5 ottobre)

Flora Bervoix, Candida Guida (20, 21 e 22 settembre) / Mariangela Marini (3, 4 e 5 ottobre)

Annina, Michela Petrino (20, 21 e 22 settembre) / Ma Fei (3, 4 e 5 ottobre)

Alfredo Germont, Antonio Poli (20, 22 settembre e 4 ottobre) / Alessandro Scotto Di Luzio (21 settembre, 3 e 5 ottobre)

Giorgio Germont, padre di Alfredo, Alessandro Luongo (20, 21 e 22 settembre) / Roberto de Candia (3 e 5 ottobre) / Domenico Balzani (4 ottobre 2019)

Gastone, Lorenzo Izzo


Il barone Douphol, Roberto Accurso


Il marchese d’Obigny, Nicola Ebau (20, 21 e 22 settembre) / Lin  Chenyang (3, 4 e 5 ottobre)

Il dottor Grenvil, Francesco Musinu


Giuseppe, servo di Violetta, Mario Thomas (20, 22 settembre e 3 ottobre) / Mario Todisco (21 settembre, 4 e 5 ottobre)

Un domestico di Flora, Alessandro Lerro (20, 22 settembre e 3 ottobre) / Sergio Valentino (21 settembre, 4 e 5 ottobre)

Un commissionario, Giuseppe Scarico (20, 21 e 22 settembre) / Bruno Iacullo (3, 4 e 5 ottobre)

Orchestra, Coro e Balletto del Teatro di San Carlo

Produzione del Teatro di San Carlo

Claudia Pavone / Traviata / Napoli / giugno 2018

Date

venerdì 20 settembre 2019, ore 20.00
sabato 21 settembre 2019, ore 19.00
domenica 22 settembre 2019, ore 17.00
giovedì 3 ottobre 2019, ore 18.00
venerdì 4 ottobre 2019, ore 20.00
sabato 5 ottobre 2019, ore 19.00


Nella sua lettura dell’opera, Lorenzo Amato,  incentra la regia sull’irreparabile fuga del tempo e sulla sofferenza, fisica e morale di Violetta. “Concepire e mettere in scena La traviata non è stato un lavoro preparato a tavolino con lucida razionalità. – afferma Amato -Piuttosto si è trattato di una riflessione sulla malattia, il tempo che scorre via inesorabile, l’amore, la violenza delle convenzioni sociali, l’ipocrisia, il sacrificio e infine la morte. Al centro dello spazio scenico, su un fondale trasparente come un vetro, la pioggia scorre implacabilmente per l’intera durata dello spettacolo, filtrando la visione delle grandi tele pittoriche (create da Ezio Frigerio ndr) che descrivono gli ambienti.  Un elemento che potrebbe essere visto come semplice metafora di una Parigi grigia, fredda e piovosa, ma che per me rappresenta molto di più: straniamento, allusione, stato d’animo, dolore, fino a quell’offuscamento della vista che le malattie particolarmente debilitanti provocano in ciascuno di noi”.


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