Recensione “Diario di un soldato” di Gioacchino Savarese

Titolo: Diario di un soldato

Autore: Gioacchino Savarese

Editore: lulu.com

Genere: Narrativa

Data pubblicazione: 27 Giugno 2019

Voto: 1/5

Cartaceo: 16,34€


Sinossi

Anno 2028, il pianeta terra è attanagliato dalla terza guerra mondiale tra la resistenza e “Loro”, una guerra distruttiva, catastrofica e definitiva. Il mondo è in stallo tra la distruzione più totale e la vittoria assoluta contro il male, ma questa guerra ha inevitabilmente causato ingenti danni ad ogni cosa, e il mondo e le persone stanno soffrendo in modo atroce. Il giorno 24 aprile, però, è stato ritrovato il diario di un soldato della resistenza e questa straordinaria scoperta potrebbe cambiare le sorti della guerra, far capire il senso di questa lotta, e portare la resistenza alla vittoria.

Recensione

In un futuro non troppo lontano, anno 2028, durante la terza guerra mondiale che vede contrapposte due fazioni “Loro” e la “resistenza”, viene ritrovato il diario di un soldato appartenente a quest’ultima. Tale straordinaria scoperta potrebbe cambiare le sorti della guerra in corso e portare la resistenza alla vittoria.

La sinossi di questo scritto, chiaramente di fantascienza, mi ha molto intrigato, non fosse altro per il fosco scenario in cui è ambientato: la, paventata da tutti, terza guerra mondiale e lo spiraglio di un gruppo di valorosi che “resiste” al regime degli oppressori, mettendo in atto azioni pericolose e coraggiose con lo scopo di ripristinare pace e tranquillità: argomenti che richiamano situazioni che l’umanità ha già vissuto in tempi passati e sta vivendo tuttora e che hanno, quindi, grande valenza simbolica. Ho creduto di trovarmi di fronte a un bel racconto distopico che, ricorrendo al fantastico, potesse emozionare e far riflettere sulle dinamiche che regolano le azioni degli esseri umani.

La realtà, invece, è una lunga e monocorde invettiva contro la guerra, che, insieme al denaro, ha reso il mondo uno schifo, un racconto che ho percepito senza capo né coda, senza una storia, senza una trama, un calderone colmo di un guazzabuglio di tutte le turpitudini da cui l’umanità è avvelenata, dai complottisti ai cannibali e chi più ne ha più ne metta.

L’autore nella prefazione afferma di aver avuto l’idea seduto su una panchina di un parco di Salerno, ma l’idea di cosa io non l’ho capito. Probabilmente rifletteva, come facciamo tutti in ufficio, al bar piuttosto che a cena, mentre ascoltiamo il telegiornale, perlopiù lamentandoci e borbottando, su quanto il mondo sia diventato, appunto, uno schifo, esprimendo ognuno la propria opinione, senza, però, alcuna pretesa di avere in tasca la soluzione a tutti i mali.

Nella postfazione, invece, l’autore afferma di essere autodidatta per quel che concerne le conoscenze linguistiche e grammaticali, avendo abbandonato la scuola per motivi personali. Questo, però, non giustifica lo scrivere scorrettamente in italiano, se, ovviamente, si vuole impiegare questa lingua. Altro sarebbe se, per esprimersi, si utilizzasse il dialetto che è, invece, cultura e di cui tanti illustri scrittori si sono avvalsi, dando valore e visibilità ai territori di appartenenza.

1/5

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. gioacchinosavarese ha detto:

    Ringrazio il sito MUATYLAND per aver recensito il mio secondo libro, DIARIO DI UN SOLDATO. La recensione è un poco severa, ma fa nulla, va bene così. Infatti è un libro con un significato complesso ed è difficile da capire; lo comprendo a pieno. Grazie ancora per tutto 😊😊😊

    Piace a 1 persona

    1. Muaty ha detto:

      grazie mille per la fiducia 🤩

      Piace a 1 persona

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