Recensione “La cacciatrice di storie perdute” di Sejal Badani

Titolo: La cacciatrice di storie perdute

Autore: Sejal Badani

Editore: Newton Compton Editori

Genere: Narrativa

Data pubblicazione: 6 Giugno 2019

Voto: 5/5

Cartaceo -> 9,90€ | EBook -> 0,99


Sinossi

Jaya ha il cuore spezzato. Ha tentato a lungo di avere un bambino, ma dopo la terza gravidanza interrotta sta cominciando a perdere le speranze. Anche il suo matrimonio inizia a sfaldarsi e così, nel disperato tentativo di ritrovare sé stessa, decide di allontanarsi da New York per riavvicinarsi alle sue origini indiane. Non appena Jaya arriva in India viene immediatamente sopraffatta dai colori, dai profumi e dai suoni. Ogni cosa ha un fascino esotico, per lei, e ben presto il desiderio di riscoprire la cultura della sua famiglia prende il sopravvento. Ma ci sono segreti del passato a lungo taciuti che hanno il potere di influire sulle generazioni a venire. E così Jaya viene a conoscenza della storia di sua nonna e di un amore clandestino che è destinato a cambiare per sempre la sua vita. Solo dopo aver scoperto il coraggio e l’inarrestabile spirito di resilienza che hanno caratterizzato le donne della sua famiglia, infatti, Jaya si accorgerà di avere dentro di sé una forza che non avrebbe mai potuto immaginare di possedere.
Bestseller internazionale

Recensione

Quando Jaya perde il terzo bambino, il dolore lacerante la conduce a mettere in discussione tutta la sua vita: il freddo rapporto con la madre, il lavoro, il matrimonio.
Decide, quindi, di allontanarsi dalla infelice realtà recandosi in India, sua terra di origine, accettando l’invito del nonno al posto di sua madre Lena che, invece, non vuole tornare in India, abbandonata subito dopo il matrimonio, neanche di fronte all’appello del padre morente.
Un ritorno alle origini che le farà conoscere non solo la vita di sua nonna ma anche comprendere fino in fondo sé stessa e sua madre, operando, attraverso il legame delle tre donne che trascende spazio e tempo, una sorta di trasformazione karmica familiare.

Ho letto con passione e interesse questo bellissimo libro scritto con delicatezza e garbo, uniti alla crudezza insita nel racconto di realtà oggettive.
Tre donne di tre diverse generazioni sullo sfondo dell’India, dal dominio britannico ai giorni nostri, che vivono con lo stesso desiderio di dare voce alla propria vera essenza.
Le ataviche tradizioni che hanno impedito alla vita di Amisha e Lena di fiorire nel modo voluto sono molto cambiate; ciononostante anche la vita di Jaya è imbrigliata dai limiti sorti quando le idee illusorie di una vita perfetta si sono infrante con la dolorosa perdita dei figli, a monito per ognuno, che le gabbie in cui siamo rinchiusi, tangibili o meno, le edifichiamo noi stessi.
Il percorso di Jaya che si riappropria di sé stessa e della sua vera vita, aiutata dalla nonna, morta molto prima della sua nascita, attraverso il racconto di un amico eterno, è una dolce e commovente rappresentazione di come i legami di cuore, familiari e non, possono trascendere tempo e luogo per espletare comunque la loro vivifica azione. Ne consiglio vivamente la lettura.

5/5

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