Intervista al Mezzosoprano Marta Di Stefano “Ringrazio Plácido Domingo che continua ad investire e a credere sui giovani, non dimenticando mai che noi siamo il futuro”

Salve Marta, iniziamo ringraziandola per essersi resa disponibile per questa intervista. Ci farebbe piacere sapere come si è avvicinata allo studio della musica e quando poi è arrivata la passione per l’opera? 

Non so darti un periodo esatto che specifichi quando mi sono avvicinata alla musica.  Provengo da una famiglia di musicisti e la bellezza della musica e’ sempre stata presente in piccole e grandi dosi. Mio Padre ha conseguito il Diploma di Violino e Canto Lirico al Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo. Le mie zie si son Diplomate in Pianoforte nello stesso Conservatorio. Un altro mio Zio insieme ai suoi fratelli fanno o hanno fatto parte dell’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo. Mia Sorella, studio’  per qualche anno il Pianoforte e proprio grazie a questo ho avuto il primo contatto con questo meraviglioso strumento. Avendolo in casa passavo i miei pomeriggi a sfiorare quei tasti, guardando il suo interno, la sua struttura. Un giorno mia madre vedendomi incuriosita da quest’ultimo, mi chiese se avessi la voglia di studiarlo seriamente e da quel momento mi preparai privatamente per l’ammissione andata a buon fine al Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo.


Quando è scattato il lei il desiderio di percorrere questo percorso lavorativo?  


La passione per l’ Opera e’ arrivata grazie a mio Padre, ai suoi “O sole mio” cantati sotto la doccia. ai ” My Way” di Frank Sinatra dedicati a mia Madre, alle cassette di Pavarotti & Friends, alle lezioni di Coro delle Voci bianche del Coservatorio Vincenzo Bellini e della prima Opera che vidi al Teatro Massimo di Palermo (Boheme). Ricordo ancora la frase di mio Padre appena seduti in platea:

L’opera o piace o non piace, non esiste la via di mezzo

Il Teatro e’ un luogo cosi’ tanto maestoso che ti obbliga a stare in silenzio, E’ come una Chiesa, ti senti protetta da un grande abbraccio caldo e accogliente.  L’orchestra che si accorda e subito dopo silenzio tombale. Nel III° atto in Boheme vi e’ la scena piu emozionante secondo il mio punto di vista. La neve, la gelosia di Rodolfo e la malattia di Mimi’ che e’ sempre piu’ presente. Avevo 15 anni, gli occhi pieni di lacrime e la curiosita’ di capire la cultura della Lirica cosi’ grande che all’eta’ di 16 anni arrivai prima in classifica all’ammissione in Canto Lirico al Conservatorio Vincenzo Bellini.


Quale ruolo rappresenta per lei un sogno nel cassetto? Con quale invece crede di poter esprimere maggiormente se stessa?  

Come ruolo “nel cassetto” Ulrica de Un ballo in maschera.  Il ruolo che potrebbe esprimere la mia essenza , oggi ti rispondo Carmen, per la freschezza del personaggio, per la sensualita’ e il suo essere Donna.  Sottolineo il mio dirti Oggi, perche’ credo che la mia risposta fra 5 o 6 anni sarebbe ben differente. Andrei alla ricerca di Ruoli ben diversi come un Azucena o appunto una Ulrica, ruoli che esprimerebbero benissimo la parte migliore di me.


Come descriverebbe la sua vocalità e come spera che il repertorio che sta interpretando si espanderà in un prossimo futuro? 

La mia vocalita’ l’ho sempre chiamata  vocalita’ Ibrida.  Un percorso iniziato come Soprano, dopo Mezzosoprano e adesso Mezzosoprano che canta anche per Contralto.  E’ successo e succede questo proprio grazie alla mia estensione vocale, credo sia un dono, ma un dono a doppio taglio. Crea molta confusione e non posso nascondere che spesso questo mi ha portato molti problemi sulla celta del repertorio. Fortunatamente pero’ adesso essendo molto piu’ matura sia mentalmente che vocalmente, lavoro solo come Mezzosoprano – Contralto. So perfettamente ch questa e’ la mia strada. In un prossimo futuro il mio lato Contraltile lo potro’ sfruttare nel Barocco serio che ho scoperto di amarlo da poco tempo, studiando Rinaldo  e Ariodante. 


Quali voci del presente e quali del passato rappresentano per lei un punto di riferimento?  

Studiando quest’ultimi ho amato Sonia Prina e Nathalie Stutzmann, grande punto di riferimento per capire il sentimento e le sottigliezze impercettibili presenti ad esempio nell’aria “Cara Sposa” in RinaldoAnita Rachvelishvili e’ il mezzosoprano per eccellenza.  Come cantanti del passato non posso non parlare della grande Marilyn Horne. Queste Donne sono e saranno il mio punto di riferimento.


Quando si approccia allo studio di un nuovo ruolo operistico, come crede sia meglio procedere dal punto di vista drammaturgico, musicale e della psicologia del personaggio?

Il mio approccio nell’apprendimento di un nuovo Ruolo credo sia semplice ed efficace. Inizialmente leggo la Trama se e’ un’Opera che non conosco molto bene e se la conosco la leggo comunque per rinfrescarmi la memoria.  Lo studio invece del Ruolo che mi interessa in prima persona, diventa piu’ maniacale, porto un esempio che ho vissuto poco tempo fa.  Dovevo debuttare la 3^ dama nel Flauto Magico al Palau Reina Sofia, Graham Vick era il Regista e Le Dame erano un concentrato di Sensualita’. Tutti i giorni per un mese intero, ho indossato dei tacchi in casa, cercavo la mia sensulita’ ogni istante. Mentre parlavo, mentre camminavo, guardandomi allo specchio. Diventa per me quasi una droga, forse esagerata o forse soltanto amante del proprio lavoro.  Un errore che non bisogna mai commettere e’ imparare soltanto il proprio ruolo senza  sapere cosa succede al nostro fianco. L’opera e’ come una giostra, ogni singola persona e’ essenziale, copirne il personaggio e’ nostro compito. Parlando del mio debutto in Flauta Magica, colgo l’occasione per ringraziare il Centre di perfeccionament Placido Domingo per questa occasione.


Lei è entrata a far parte del Centro di perfezionamento di Placido Domingo. Come questa esperienza ed opportunità la sta arricchiendo? Cosa si sente di dire a coloro che vorrebbero tentare questa strada? Può parlarci della sua esperienza a riguardo? 

Il Centre mi ha dato tanto e questo tanto lo usero’ per affrontare la gabbia di Leoni che mi attende uscendo da qui.  Ti perfeziona, ti fortifica, ti fa capire i tuoi limiti e ti fa rendere conto che il limite che ti eri posto inizialmente era soltanto frutto del tuo cervello e che in realta’ per quanto mi riguarda, il mio dire “questo non posso farlo” e’ subito diventato la mia forza. E’ un percorso meraviglioso, si diventa parte di una grande famiglia che ti accoglie fin dal primo giorno.  Ovviamente come in tutte le famiglie, ogni tanto qualche incomprensione vien fuori, ma questo fa parte del gioco.  Grazie a loro, ho avuto modo di cantare al fianco di Leo Nucci e Celso Albelo, questo e’ stato il miglior regalo che mi potessero  donare.  Ad oggi devo la mia crescita Artistica al Maestri Stanis Angelov, Rafael Andrade, Aida Bousselma, Husan Park e Miguel Carbonell, al Soprano Enedina Lloris  e al Regista Allex Aguilera. Ringrazio il padrone di casa Placido Domingo che continua ad investire e a credere sui giovani, non dimenticando mai che noi siamo il futuro.


I suoi prossimi impegni? Può darci qualche anticipazione? 

Il mio percorso al Centre terminera’ a Luglio, dopo una settimana partiro’ per la Cina, dove avro’ modo di partecipare al concerto del 14 Agosto al Grand Teatre in Nanjing a Jiangsu. 23 Agosto Suzhou Symphony Orchestra. Per un mese la mia casa sara’ Suzhou, International Young artist festival.

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