Recensione “Il Cadavere del Lago” Le Indagini del Commissario Ventura di Danilo Pennone

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Titolo: Il cadavere nel lago

Serie: Le Indagini del Commissario Ventura

Autore: Danilo Pennone

Editore: Newton Compton Editore

Genere: Thriller – Giallo

Data pubblicazione: 17 Gennaio 2019

Voto: 5/5

Cartaceo: 9,90€ | Ebook: 0,99€


Sinossi

Mario Ventura, commissario sessantenne dai metodi duri, musicista mancato e con una certa dipendenza dall’alcol, è alle prese con un caso difficile: sulle rive del lago di Albano, in un giorno d’inverno freddo e piovoso, viene ritrovato il cadavere di un giovane seminarista irlandese, Eamon McCormac. Il corpo è seminudo e con evidenti segni di soffocamento. Si tratta di omicidio. Le indagini portano gli inquirenti a interessarsi al Seminario Apostolico d’Irlanda, a Castel Gandolfo, un’istituzione che accoglie futuri ecclesiastici di nazionalità irlandese. Non ci vuole molto per scoprire che la condotta di McCormac era tutt’altro che irreprensibile. Il seminarista frequentava infatti un giro di prostituzione. I sospetti cadono subito su un giovane che lavorava proprio nella zona in cui è stato rinvenuto il cadavere e una serie di indizi sembrano confermare la sua colpevolezza. Ma Ventura non intende chiudere il caso prima di essere venuto a capo del mistero che avvolge la vicenda. Perché la verità è molto più lontana di quanto potrebbe sembrare…

Recensione

E’ un giallo che mi ha catturato sin dalla prima pagina, in cui si inizia con il funerale della figlia del commissario Ventura, già colpito duramente dalla perdita della moglie, magistrato, e subito viene coinvolto dal ritrovamento di un cadavere sulle sponde del Lago di Albano, con un susseguirsi di colpi di scena.
I riferimenti alla stretta attualità, che coinvolgono la Chiesa e l’Irlanda per la pedofilia, vengono ambientati nella zona dei Castelli Romani tra Marino e Castel Gandolfo, residenza papale estiva.
Si respira l’atmosfera di periferia romana, con la descrizione delle tipiche “fraschette” romane dove il commissario si ritrova spesso a consumare il pasto serale, raccontando il disincanto e la rassegnazione dei personaggi, molto realisticamente.
Vengono raccontati i metodi non sempre ortodossi con i quali le forze dell’ordine eseguono il loro lavoro, come del resto si raccontano anche le corruzioni e debolezze umane del mondo ecclesiastico.
Delicata la descrizione e il desidero di amore, o comunque di una compagnia femminile con cui dimenticare le brutture quotidiane.
Bellissima anche la passione per la musica classica, la descrizione delle sonate notturne, dedicate alla vicina di casa, sconosciuta e molto idealizzata, fino all’incontro diurno sulle scale condominiali in cui si infrange il tutto.
Bellissimo il rapporto anche di simbiosi che ha con il cane Crimbo , con il quale condivide lunghe passeggiate e bevute notturne.
Il finale non lo voglio anticipare ma non è per nulla scontato, anzi è grazie alla tenacia che si raggiunge il colpevole.
E’ un protagonista con molte fraglilità e debolezze umane, sono proprio queste che lo fanno amare e lasciano la curiosità ed aspettativa di leggere nuove storie.
Sono contenta di aver scoperto questo autore,sono pronta per la lettura dei romanzi già in essere, e rimango in attesa dei prossimo perché stata proprio una bella scoperta !

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