Bring me the horizon, dal death metal all’alternative rock

Salve a tutti cari lettori! Comincio questo articolo premettendo che non mi piacciono le etichette e che ritengo che, in campo musicale, nessuna canzone in assoluto possa contendersi in un solo genere. Tuttavia, per parlare della piccola rubrica che mi accingo ad iniziare con questo primo articolo, devo mettere subito in chiaro che non parleró di bands che cantano di rose rosse e prime cotte preadolescenziali. Difatti, vorrei spendere due parole su alcuni dei gruppi che nacquero nell’ambiente rock/metal e che, con il passare degli anni, hanno assunto nuove influenze approdando a generi quali nu metal, alternative rock e metalcore. In sostanza, hanno attenuato la loro brutalità canora, diminuendo scream e growl (strilli e borbotti raschianti). In questo modo non solo hanno ampliato il loro pubblico, assumendo sonorità abbordabili per tutti, ma hanno anche perso fans, delusi dal loro nuovo modo di suonare. Premetto che le bands di cui andrò a trattare non sono particolarmente conosciute, e poiché specialmente alcune di loro meritano di essere ascoltare di più, spero di farvi scoprire un lato magari per voi sconosciuto della musica, questa meravigliosa e poliedrica compagna di vita.
Eccomi quindi a presentarvi i Bring me the horizon; per chi ha riconosciuto la citazione a Pirati dei Caraibi, La maledizione della prima luna, i miei più sinceri complimenti! È da una battuta dell’iconico Captain Jack Sparrow infatti che nei primi anni duemila, una combriccola di ragazzi di Sheffield, South Yorkshire, decisero di prendere ispirazione per il nome del loro gruppo musicale. Dopo aver sperimentato l’esperienza hip-hop ed aver fatto parte assieme al fratello nella band Purple Curto come voce e batteria, l’attuale frontman dei BMTH, Oliver Sykes, si riunisce con l’amico batterista Matt Nicholls e il chitarrista Lee Malia per mettere su un complesso che unisse i loro stili musicali preferiti. Nel 2004, i BMTH prendono forma con l’aggiunta di Curtis Ward, chitarra, ed il bassista Matt Kean. Nel confortevole ambiente di casa Sykes, mentre probabilmente la madre di Oli sfoggiava vistosi tappi per orecchie per ripararsi dai ruggiti del figlio, vennero registrare tre canzoni, di cui due vennero inserite nel primo EP dei giovani musicisti. Dopo numerose prove e tanto tempo passato insieme, i ragazzi ormai affiatati iniziarono ad esibirsi in discoteche e locali; il loro sound aggressivo, la versatile voce di Sykes e l’impatto di alcuni testi fecero colpo su alcuni talent scout. Nella realizzazione del sogno di molte band emergenti, strinsero un contratto discografico con la Thirty Days of Night Records e realizzarono il loro EP di debutto, This Is What the Edge of Your Seat Was Made For. Tra in tour per il paese e l’altro, riuscirono ad accrescere il numero dei loro fans grazie ad un account MySpace, mediante il quale offrivano nuovi pezzi da far ascoltare al pubblico; anche la Drop Dead Clothing, brand di capi d’abbigliamento creata da Sykes contribuì non poco ad accrescere la loro popolarità. Il ragazzo realizzó vestiti contro le violenze sugli animali, divenendo vegetariano ed in seguito vegano dopo aver visto dei documentari riguardo lo sfruttamento del bestiame.

Agli esordi i Bring me the horizon sembravano una delle molte band emo che andarono ad invadere il panorama musicale in quel periodo: capelli lisci e tinti di nero e corpo affrescato da numerosi tatuaggi, espressioni truci e tanta rabbia nei testi delle loro canzoni.

Ma i cinque avevano un qualcosa in più, talento e determinazione che li portarono a vincere il Best British Newcomer ai Kerrang! Awards del 2006. Supportando in tour band come i Killswitch Engage, i BMTH prepararono il pubblico al debutto del loro primo album, Count Your Blessings. Iniziarono così ad esibirsi in giro per il mondo, senza mai smettere di scrivere e musicare nuovi brani. Il loro secondo album, Suicide Season, era in lavorazione: le sonorità iniziano a mutare, approdando ad un metalcore dove la voce del frontman si esibiva in uno scream più pulito. Nel 2009, nel bel mezzo di un tour, il chitarrista Curtis Ward lasció la band poiché, a quanto detto dal bassista Matt Kean, “non si stava più divertendo. Venne rimpiazzato da Jona Weinhofen, membri dei Bleeding Through, che si unirà ai ragazzi nel momento del bisogno, acquistando poi ruolo fisso. Forti di questa nuova aggiunta e rinnovati nell’entusiasmo i Bring me the horizon rilasciarono There Is a Hell, Believe Me I’ve Seen It. There Is a Heaven, Let’s Keep It a Secret (dal titolo decisamente un po’ lunghino), dove vennero ripresi alcuni temi di Suicide Season, analizzati in modo più approfondito. In seguito a numerosi concerti e tour internazionali si venne a presentare un periodo difficile per la band: Weinhofen lascia la band ufficialmente dopo poco tempo insieme, e Oli si trovó a combattere con la dipendenza da ketamina. La fama ed il successo sono ambiti da molti, ma una volta che si raggiunge la vetta è complicato riuscire a mantenere la lucidità senza lasciarsi sopraffare dalle aspettative e dalla avvolgente e ambiguo mondo dello spettacolo. La tossicodipendenza e l’alcolismo sono demoni che aggrediscono spesso i giovani che si affacciano al successo, e storie di autodistruzione e annientamento si susseguono tristemente in questo ambiente. Fortunatamente, Sykes ne venne fuori più forte e grintoso di prima, con nuove idee e tanta energia da riversare nella sua musica. La band ricompattata con l’aggiunta del talentuoso Jordan Fish a realizzare a sintetizzatore e tastiera, nonché discreti cori, produsse il quarto album, che si classificó come loro miglior debutto.

Dopo un 2014 dedicato alle esibizioni dal vivo, la band annuncia un nuovo singolo inedito, intitolato Drown, seguito poi un anno dopo da Happy Song. Era ormai evidente quanto il gruppo si fosse discostano dai generi sperimentati in precedenza, anche se certe ne rimane una scia sfumata anche nei nuovi pezzi, e che il cambio di rotta effettuato da Sykes e i suoi si orientó più sull’hard rock. Gli inediti, inseme a Throne (tutti brani che consiglio di ascoltare), confluiscono in That’s the Spirit, pubblicato l’11 settembre 2015 dalla Columbia Records. Nel 2018 la band segna ufficialmente la svolta nel loro modo di fare musica. Infatti già in seguito alla riabilitazione Oliver aveva dichiarato di non voler più cimentarsi nel metalcore, esprimendo il desidero e l’obiettivo di produrre qualcosa di nuovo. Amo è l’ultimo album dei Bring Me The Horizon Dai tagli più morbidi e appetibili per un audience più ampio. Nei nuovi brani si parla dell’insensatezza di certe religioni, della vita quotidiana dei membri della band e del loro bisogno di staccare la spina ogni tanto e del fatto che alcuni fans abbiano reagito negativamente al loro nuovo sound. Si parla anche di amore (l’’album di chiama Amo), celebrando la nuova relazione del frontman con la modella Alissa Salls dopo un matrimonio finito male dal quale è uscito a pezzi. Non solo il loro stile è cambiato, ma anche nei testi traspare una nuova sensibilità, una sfrenata voglia di fare musica seguendo i propri sentimenti, un nuovo atteggiamento che caratterizza in primis Sykes, che abbandona quasi completamente lo scream per problemi di salute. Lui stesso ha ammesso in un’intervista di aver imparato a modulare la voce da solo, senza una buona base tecnica, e di ciò ha risentito negli anni a venire (gli si è perfino rotta una corda vocale). Nonostante le loro canzoni non siano più fedeli al genere metalcore, il loro successo si mantiene stabile a parte qualche critica dai metallari più incalliti. Personalmente, i loro nuovi brani mi piacciono molto e il mischiarsi di diversi stili presente in Amo è qualcosa che ho veramente apprezzato. Inoltre è un piacere vedere le loro esibizioni, quanto si divertono durante i concerti e l’affetto ricambiato che provano verso i fans. Ripercorrendo la loro storia, menziono qualche pezzo dei miei preferiti che magari potete ascoltare; sarei molto felice se commentaste cosa ne pensate! Allora vado: del primo periodo, consiglio Diamonds aren’t forever e Rawwwrr!, da sentire se andate a correre o siete particolarmente arrabbiati. Incredibile ma vero, questo tipo di musica riesce a rilassarmi e caricarmi allo stesso tempo! A seguire un po’ tutti i brani di Sempiternal, That’s the spirit ed Amo sono piacevoli, ma su tutte a mio parere spiccano: Sleepwalking e Can you feel my heart da Sempiternal, brani angoscianti e profondi che provengono dal cuore stesso del cantante, nati da sentimenti ripescati dai ricordi del burrascoso passato che lo ha fatto confrontare con la realtà della sua situazione. In That’s the Spirit, Happy song (https://youtu.be/GBRAnuT48qo), True Friends e Follow you mettono di fronte a tematiche delicate nelle quali spesso ci si può immedesimare, come è stato per md. Amo ha una track list discreta e veramente alla portata di tutti, ma i brani più belli a mio parere sono Mantra (https://youtu.be/VAXg78MKJcM), Wonderful life, Why you gotta kick me when I’m down e Sugar honey iced tea. Anche se non siete soliti ascoltare musica “cattiva” vi consiglio di dare una possibilità a questa band, soprattutto per il significato di alcuni brani, che tocca direttamente certi nervi scoperti dell’animo… spero che i pezzi siano di vostro gradimento, un bacio e al prossimo articolo!

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