Recensione “La solitudine di Asterione” di Danilo Parente

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Titolo: La solitudine di Asterione

AUTORE: Danilo Parente

EDITORE: Santelli Editore

GENERE: Narrativa

Data pubblicazione: 7 Febbraio 2019

VOTO:3/5

Cartaceo -> 11,90€


Sinossi

John è un uomo come tanti altri, o per lo meno così è sempre stato per gran parte della sua vita. Un buon lavoro in cui riesce bene, un bell’aspetto che gli permette di avere donne nuove quando vuole, un rapporto conflittuale con il padre ma un ottimo ricordo della madre ormai morta e una sorella particolare, un amico fidato e un cane devoto. Il prototipo dell’uomo che alla mezza età decide di rimanere single per godersi il bello della vita. A un certo punto, però, qualcosa scatta nella testa di John. I primi insuccessi sessuali coincidono con la perdita del lavoro, una scomparsa inaspettata e un evento imprevedibile. Questi avvenimenti cambiano irrimediabilmente la vita dell’uomo…

Recensione

Mettiamo in una cornice: un personaggio dal nome mitologico nella nostra epoca e seguiamolo per un pò…non è difficile intuire che costui è l’Asterione del titolo che suggeritoci dall’autore, John Asterione per la precisione.

Asterione è un bell’uomo di media età, single, uno che riesce bene in quello che fa, un pò cinico, un perfetto edonista, rappresenta una bella fascia di uomini dei nostri tempi(anche di donne, per dirla tutta!) e poi abbiamo Sergej il suo migliore amico, non che collega che rappresenta la sua perfetta antitesi: molto razionale, insicuro, ansioso e anche un pò vigliacco.

In queste due figure l’autore concentra due prototipi di personalità molto comuni ai giorni nostri,scelta che trovo molto efficace.

Dopo un quadro generale in cui riusciamo ad avere un punto di vista della situazione abbastanza chiaro, accadono dei fatti per cui la vita si ribalta completamente, Asterione si ritrova ad affrontare tutti gli aspetti che fino a quel momento aveva deviato per paura.Un altro lato interessante: non si può sfuggire alle difficoltà e alle sofferenze perchè prima o poi emergono in modi e tempi che non ci aspettiamo e ne veniamo travolti.

A mano a mano che ci si immerge nella lettura conosciamo nuovi personaggi, ciascuno dei quali rappresenta un aspetto diverso dell’essere umano.

Lo stile è pulito e lineare ma mai banale, la scrittura è coinvolgente e incisiva.

Alcune parti mi hanno un pò meno convinta e per fare una citazione:

“…in fin dei conti lo scopo dell’amore è quello di rendere tollerabili, situazioni fino ad allora ritenute insostenibili”.

Ho trovato una visione della felicità e dell’amore un pochino appesantite da una responsabilità che non hanno e cioè di rendere rispettivamente egoisti e felici gli esseri umani.

Esiste un ulteriore aspetto dell’opera che riguarda la rappresentazione della realtà, del tipo di relazione che lega i personaggi e dell’aspetto psicologico di ciascuno di essi che potrebbe essere reso più vivo e che sarebbe più efficace se ispirasse il lettore ad immedesimarsi nella storia e nei protagonisti (se non completamente, per chiare diversità caratteriali, almeno in quell’aspetto o in quell’altro).

Considerando che ci troviamo di fronte al primo romanzo dell’autore e di fronte alla bontà della scrittura e delle idee, possiamo superare questi punti e perchè no, approfondire le poesie che Danilo Parente scrive per apprezzarne la capacità di utilizzo delle parole.

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