Recensione “La grande casa bianca” di Maurizio Gramolini

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Titolo: La grande casa bianca

Autore: Maurizio Gramolini

Editore: Cavinato Editore

Genere: Mistery/Fantasy

Data pubblicazione: 19 ottobre 2018

Voto: 4/5

Cartaceo-> 18,00€ | Ebook-> 5,99€


Sinossi

Una grande casa sulla sommità di un colle a picco sul mar Tirreno, teatro dell’epopea di una famiglia, custode inconsapevole dei segreti di un’antica leggenda, attraverso anni e generazioni, in una Toscana misteriosa e incantata.
Dall’Era degli Etruschi,un varco aperto per il passaggio delle anime dei morti…
Un potente medium che catalizzerà le forze nel tentativo di chiudere il varco.
Una lotta epica tra il Bene e il Male, al termine di un terribile viaggio in una dimensione parallela.

“…Colle Nitti, silenzioso custode di antichi segreti di vita e di morte.”

Recensione:

All’occhio del passante quasi sempre sfugge il bianco della strada sterrata, delle poche curve che rapide conducono alla sommità e altrettanto spesso sfugge il nero metallo del cancello che apre la via alla grande casa bianca.

Ma a volte anche l’occhio distratto coglie un movimento, un biancore che si agita in cima al colle, e guardando con attenzione appare, anche se fugacemente, per un solo istante, l’insieme della casa, delle grandi finestre e delle tende bianche che ondeggiano nella brezza…”.

Si apre così La grande casa bianca, romanzo paranormale ambientato in Toscana, di Maurizio Gramolini. Un racconto che parte da lontano, da riti sacrificali in uso presso gli antichi Etruschi, per arrivare ai nostri tempi, alla storia di una famiglia che vive sul Colle Nitti, proprio in prossimità del “Mundus”, la porta dell’oltretomba che separa il mondo dei vivi e dei morti, e che, una volta aperta, non può più impedire la mescolanza dei due mondi. E il protagonista, Alberto, che sin dall’infanzia sembra essere predestinato ad esperienze extra-sensoriali, sarà la chiave che consentirà di chiudere finalmente il varco e riportare la pace nella casa sulla collina, non prima però di aver pagato il suo tributo di sangue e dolore.

Sono rimasto profondamente colpito dalla sapiente abilità narrativa e la crescente intensità emotiva con cui è costruito il libro, dalla sua capacità di coniugare gli elementi tipici del racconto fantasy/mistery – antiche leggende, sogni premonitori, fantasmi e apparizioni notturne, finestre e porte che si spalancano – e una tendenza al racconto brioso ed ironico, che riesce a stemperare anche momenti di forte pathos e tensione. Gramolini è molto abile nel tratteggiare il carattere e le emozioni di Alberto e del suo nucleo familiare, la moglie Melissa, dolce e fedele compagna, ma pronta a tirar fuori le unghie per difendere la sua famiglia, il fratello Gabriele, intellettuale ma assai fragile a causa di traumi vissuti nell’infanzia, i figli, che Alberto e Melissa cercano di proteggere e tenere lontani dai misteri della casa in collina, i genitori di Alberto, ed ancora i nonni, testimoni di misteri insoluti, e in qualche modo imprigionati ancora in una dimensione parallela alla realtà. E poi la figura di Franz, un vecchio medium, sempre accompagnato dall’assistente Elena e dallo strano cane Rudy, che ha conosciuto già i nonni di Alberto e Melissa in passato, e sarà lui ad indicare la strada ai due per risolvere una volta per tutte i misteri di Colle Nitti.

La lettura scorre gradevole e fluida, l’autore tiene alta la tensione e non cade mai nel banale e nel déjà vu, che pure è sempre in agguato in questo genere di narrazioni; il racconto è inoltre arricchito da descrizioni precise e dettagliate del paesaggio e della campagna toscana, che mostrano una conoscenza personale ed accurata dell’ambiente rappresentato, che non raramente si apre a squarci lirici di singolare delicatezza, come nella bellissima scena della “notte delle lucciole”, quando Alberto, Melissa e Gabriele, dopo una cena fuori con cibo e vino in abbondanza, al ritorno in macchina alla casa bianca, restano incantati ad osservare le lucciole che, a migliaia, illuminano il bosco e la strada, tra il canto dei grilli e l’odore dei ginepri, quasi come se la Natura volesse comunicare loro qualcosa nel suo particolare linguaggio.

Nel complesso, un libro molto interessante e che consiglio vivamente, che vi terrà incollati alla pagina per ore e da leggere tutto d’un fiato. Preferibilmente di giorno; o al limite, con la luce accesa.

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