Recensione “Storia di un uomo vescica” di Dejanira Bada

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Libro: “Storia di un uomo vescica”

Autore: Dejanira Bada

Casa editrice:  Villaggio Maori

Genere: Narrativa/Psicologico

Prima pubblicazione: 9 Gennaio 2019

Voto: 2.5/5

Cartaceo -> 15€ 


SINOSSI

Maurizio Beltrami ha trentasette anni, un lavoro che detesta e un’enorme vescica sotto un piede che si nutre dei suoi traumi e che crescerà a dismisura fino a inglobarlo totalmente. Ipocondriaco e scettico, il protagonista di “Storia di un uomo vescica” sarà messo da questa straordinaria condizione di fronte all’importanza di un’esistenza libera da tutte le schiavitù della vita. Fenomenologia di una metamorfosi che rimane annidata insieme alle nostre paure.

RECENSIONE

Oserei definire questo romano un’attenta analisi dell’animo umano. L’autrice ci permette sin dalle primissime righe di immedesimarci nella vita di Maurizio Beltrami, ipocondriaco, depresso, annoiato dalla vita. Ci viene concessa l’opportunità di comprendere perché un uomo che sembra avere tutto (una madre fin troppo affettuosa, un buon lavoro), non riesca a godersi la vita, e all’età di trentasette anni creda che il suicidio sia l’unico modo per porre fine alle sue sofferenze. La presenza della vescica sotto il piede rappresenta un piccolo barlume di speranza: è una metafora, che indica la voglia di Maurizio di cambiare, di provare ad essere un uomo diverso. La vescica si ingrossa fino ad inglobarlo del tutto: fondamentale infatti sarà l’aiuto del Dott. Monaci, che aiuterà Maurizio ad intraprendere un lavoro di introspezione, che gli permetterà di  riportare alla luce un vecchio trauma e di riprendere in mano la sua vita.

Stilisticamente parlando, il romanzo segue una trama lineare. I dialoghi sono spesso eccessivi, potrebbero essere snelliti per rendere il romanzo più leggero. Il cambiamento di Maurizio si nota in parte anche nel linguaggio usato dall’autrice, inizialmente scurrile, quasi maleducato; dopo il cambiamento interiore di Maurizio, diventa più pulito, più delicato (ma non del tutto, a prova del fatto che alcune parti di noi non possono essere cambiate).

Giudizio personale: Per anni ho studiato psicologia. Ho trovato veramente interessante l’idea di raccontare in questo modo il cambiamento di un paziente, usando la metafora della vescica. Il cambiamento interiore ci ingloba, ed è vero che dopo la terapia, dopo il superamento dei traumi, ci si sente migliori: dal punto di vista interiore, sul lavoro, anche esteticamente. L’unica nota dolente è il linguaggio: non credo che questo sia un romanzo erotico, quindi non capisco e non riesco ad apprezzare l’uso di un linguaggio così scurrile. Non solo nelle descrizioni che riguardano le fantasie (spesso perverse) del protagonista e del suo collega di lavoro, ma anche nel descrivere alcuni semplici atti della vita quotidiana. Un’altra piccola pecca a mio parere sono i dialoghi, che ho trovato spesso troppo prolissi; snellendo un po’ il romanzo però, quest’ultimo si restringerebbe ad una cinquantina di pagine. Nel complesso un buon libro, lo consiglio per comprendere come possa evolvere la vita di uomo a causa di un trauma subito da bambino.

Giudizio finale: 2.5 su 5.

 

Enza M.

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