Recensione “In due senza casco: noi che negli anni ’90” di Cristiano Roscini

Titolo: In due senza casco: noi che negli anni 90

Autore: Cristiano Roscin

Editore: Robin

Genere: Narrativa contemporanea

Data pubblicazione: 2 Maggio 2018

Voto: 2,5/5

Cartaceo -> 13€ |Ebook -> 3,63€


Sinossi

Ambientato nella seconda metà degli anni ’90, il libro narra la storia di un gruppo di adolescenti e cerca di addentrarsi in quella che è l’età forse più difficile da analizzare, perché ricca di mille sfaccettature. L’adolescenza è infatti il periodo della vita in cui finisce l’infanzia e si comincia ad avvertire il diritto a ritagliarsi una propria indipendenza; è il momento nel quale gli amici soppiantano i genitori nel ruolo di confidenti, quello in cui sbocciano aspirazioni come fiori di primavera e le prime esperienze sono condivise all’interno di un ristretto gruppo di coetanei. È l’età dei segreti, dei “vorrei ma non posso”, degli sbagli che non sono sbagli perché non si ha l’esperienza per capirlo; l’età delle scoperte, delle passioni, delle illusioni. L’età della magia, quella in cui tutto sembra possibile. Quella che forma il carattere, che ci trasporta nell’era della maturità, quando gran parte degli amici d’infanzia si saranno dispersi come granelli di polvere al vento, lasciandoci in eredità il bagaglio di conoscenze necessario a diventare adulti. Come afferma uno dei più grandi scrittori contemporanei, Stephen King, “Scrivi quel che ti pare, ma scrivi onestamente. Non barare, perché il lettore se ne accorgerebbe”. Nelle pagine di questo libro non leggerete perciò di ragazzi che bevono Coca-Cola mentre decantano poesie; vi potrà capitare invece di imbattervi in contesti che magari risulteranno passibili di giudizi morali, ma allo stesso tempo suoneranno familiari a molti ragazzi di quella generazione, come il viso di un vecchio compagno di scuola incontrato per caso a distanza di molti anni. Perché in realtà, non c’è niente di straordinario nei racconti che seguono. Sono storie comuni, storie di tutti i giorni. Storie di ragazzi normali. Storie degli anni ’90.

Ogni aneddoto legato a luoghi amati in passato conserva
intatto, anche a distanza di molti anni, il potere di suscitare
emozioni. È come se certe storie fossero avvolte da una
sorta d’incantesimo, e tornino in vita ogni volta che vengono
evocate come il mitico genio della lampada di Aladino.
Forse perché in fondo quei posti hanno davvero qualcosa
di magico, magazzini di ricordi di un tempo che non torna
più, muti testimoni dell’inesorabile alternarsi delle stagioni.
E ogni volta che lo sguardo si posa su di loro, ci sarà
sempre un invisibile velo di nostalgia a bussare alle porte del cuore.

Recensione

Ho avuto modo di conoscere questo libro grazie alla pagina Facebook: Noi che negli anni ’90, una pagina di cui sono fan e che personalmente amo da impazzire perché riesce a riportarmi alla mente tanti bei ricordi.

Leggendo questo libro ho avuto come la sensazione di prendere delle foto da uno scatola di metallo e iniziare a guardare cose del mio passato, che come i protagonisti del libro ho vissuto in prima persona, ma forse proprio come delle foto tirate fuori alla rinfusa questi ricordi sembrano essere messi insieme quasi a casaccio, è come saltare da un ricordo all’altro perdendomi quello che ci sta nel mezzo.

Mi spiego meglio quando ho iniziato a leggere questo libro mi aspettavo di trovare dei “ricordi” però magari uniti in un filo conduttore, invece qui i capitoli di questo libro sembrano racconti quasi a se stanti, se non fosse che il filo conduttore è per il gruppo di ragazzi che li vive, si potrebbero leggere anche senza seguire un ordine particolare.

Sarò sincero mi aspettavo decisamente più magia, più unione tra ricordi e storia narrata, mentre leggevo cercavo sempre quel qualcosa che confezionasse il tutto in un modo più dolce il ricordo di quegli anni, che per chi come me li ha vissuti appieno è come gustare lentamente dei cioccolatini da prendere in una grande scatola, ogni cioccolatino diverso per ogni ricordo diverso, invece così come impostati dall’autore sembrano più dei cubetti di ghiaccio da prendere da uno di quei contenitori di plastica bianca che si usano per il frigo.

La storia racconta della vita di un gruppo di giovani che con il passare degli anni attraversano tante fasi della loro vita, i motorini, le grandi compagnie, le feste fatte in casa, i party, e le prime serate in discoteca, fino all’uscita dei primi cellullari.
Però ripeto manca qualcosa.

Attenzione ci tengo a precisare che non sto dicendo che il libro sia scritto male, anzi penso che la scrittura sia molto lineare, leggera e che subito arrivi al punto.

Ogni personaggio ha una storia interessante racconta la vita quotidiana di questo gruppo di amici anche se ci sono alcuni buchi che a mio modo di vedere sono dei veri e propri pozzi per chi ama gli anni ’90 .
Poco spazio alla scuola (intendo alla vita di classe), poco spazio alle riviste di quel tempo – penso che non sia mai citato “cioè” – e pure le ragazze di quell’epoca ci vivevano con il “cioè”, una mancanza a mio modo di vedere è stata fatta pure sui primi amori o almeno non sono stati approfonditi a dovere, i Walkman, le music cassette tutto questo dove sta!?! Trovo inoltre un grosso buco non citare cantanti che all’epoca andavano in voga tipo Vasco Rossi, un’icona per i ragazzi anni ’90; passaggio invece importante e che applaudo è stato fatto sulle droghe e sull’alcool che di quei tempi si abusava parecchio.

Di sicuro questo libro è un buon tributo agli anni più belli meno nostalgico di quanto immaginavo, però comunque fa tornare alla mente alcune cose di quegli anni e regala belle emozioni e belle soddisfazioni.
Insomma amico lettore se l’intento è tornare indietro di qualche anno allora bene ne resterai abbastanza contento, ma se l’intento è (ri)vivere la magia di quegli anni sono costretto a dirti di no.

Peccato davvero, mi è rimasto l’amaro in bocca perché davvero questo libro aveva tutti i presupposti per essere un piccolo gioiellino, insomma il punto di partenza la nostalgia degli anni ’90” è potenzialmente una bomba sui lettori che hanno vissuto quegli anni, ma purtroppo questa bomba è rimasta inesplosa o almeno non ha fatto la botta che ci si aspettava!!!

Voto: ⭐⭐ e mezzo

2 stelle e ½ su 5 !

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