Recensione American Horror Story parte VII

Eccoci giunti al termine della nostra lunga passeggiata nei meandri dell’antologia malata e perversa di American Horror Story! Come stavo dicen… ehi aspettate! Non ho mica finito, devo recensire l’ultima stagione, Cult! E poi, presto uscirà anche l’ottava stagione, crossover tra Coven e Murder House, quindi non pensate di potervela svignare così velocemente! Ecco, come stavo dicendo, abbiamo avuto la possibilità di inquadrare bene ognuna delle stagioni fin’ora partorite dal geniale Ryan Murphy e dalla sua troupe di fedelissimi, fuggendo dalla casa più infestata d’America per poi finire sul freddo lettino metallico del Briarcliff, presto sostituito dal legno ruvido della pira funebre costruita appositamente per noi, sentendo le fiamme che ci lambiscono gli alluci. Tutto d’un tratto meraviglia! Ci ritroviamo abbagliati dalla miriade di colori del circo, l’odore di noccioline tostate e zucchero filato che ci solletica il naso mentre sgraniamo gli occhi davanti alle insolite figure che si preparano per il prossimo spettacolo; è un bel cambiamento percepire sotto i piedi le mattonelle di marmo dell’Hotel Cortez al posto del terreno erboso e dissestato, mentre cerchiamo di non sentirci a disagio davanti agli sguardi curiosi e famelici di uno sparuto gruppetto di bimbi dai capelli color bianco Targaryen. E cosa ci fa quella telecamera puntata su di noi, presi a scrutare in lontananza delle fiaccole in avvicinamento, con la testa piena di strani rumori lugubri provenienti dalle tenebre della foresta?

In questo lungo viaggio siamo stati accompagnati da innumerevoli attori capaci di interpretazioni da brivido, in grado di trasmettere una gamma di emozioni che non pensavamo potessero esistere, e a coloro che ci hanno lasciato per impegni improvvisi si sono sostituiti altri fenomenali professionisti, nonchè guest star a non finire! Non abbiamo però potuto far a meno di notare che, tirando le somme, alcune delle serie sono state meno seguite e apprezzate di altre a causa della confusione creata dai troppi personaggi o dagli intrecci complicati aperti e non portati a conclusione, ma soprattutto per una sorta di mancanza di idee da inserire nello show senza annettere ettolitri di sangue o scene esplicitamente sessuali non giustificate al fine della trama. La domanda è: che cosa ne pensiamo della settima stagione andata in onda? E’ stata all’altezza delle aspettative già deluse in precedenza o dobbiamo rassegnarci a dire addio per sempre a quei tremori e quelle paranoie che era in grado di instillarci nell’animo quest’antologia?

American Horror Story: Cult è stata una rivelazione; in primis, venendo a sapere che il mio amato programma avrebbe centrato i suoi episodi sulle elezioni avvenute negli Stati Uniti ammetto che non ho fatto i salti di gioia. Le cose sono leggermente cambiate una volta vista di sfuggita (e poi ben rianalizzata) una foto di Evan Peters con i capelli tinti di blu, Risultati immagini per american horror story kai

migliorate ancor di più quando sono venuta a conoscenza dell’apparizione del vecchio Twisty il Clown in un paio di episodi, per non parlare di quando ho appreso che ci sarebbe stato anche Colton Haynes nel cast, di cui allegherò una foto per farvi capire di cosa sto parlando, signore. Risultati immagini per colton haynes american horror story

Sono stata letteralmente conquistata dalla quarta puntata in poi, nel momento in cui la trama stava iniziando a dipanare la sua matassa e la bravura di certe interpretazioni (KAI ANDERSON) ad emergere, svelando mille sfaccettature nascoste in caratterizzazioni di personaggi già complessi psicologicamente e pronti a voltar la faccia nel momento in cui meno te lo aspetti. Cult è all’insegna della parola: doppio gioco, o tradimento, che si voglia. I protagonisti si fanno le peggio cose alle spalle: tramano l’uno nei confronti dell’altro, sono trascinati da egoismi viscerali, mostrano il loro opportunismo senza remore e le loro strategie per ottenere ciò che vogliono rivelando una spietatezza criptica, con una seconda faccia di pietà che ben poche volte fa la sua comparsa all’interno dello show. La corruzione regna sovrana, così come il “regime del terrore” messo su dal candidato e poi assessore repubblicano Kai Anderson, capo di un gruppo di suoi proseliti, pronti a tutto pur di essergli fedeli, abbindolati dal suo fascino e dalla sua parlantina spiccata, da affabulatore. In suo nome i membri della squadra disseminano panico per il quartiere, prima garantendogli la carica e in seguito per devozione continuano ad assecondare e approvare le sue azioni sconsiderate, proprie di un uomo con un senso di grandezza così sterminato da esser mutato in pazzia. Ma, come ho già detto, qui spesso si trama all’oscuro degli altri e non tardi inizieranno a levarsi grida silenziose di opposizione all’interno del gruppo, a dimostrazione di dissensi fra le marionette ed il loro capo, oppure fra le stesse persone manovrate dal Kai. Le protagoniste Ally e Ivy  vedono il loro matrimonio minacciato per le macchinazioni del giovane repubblicano, Risultati immagini per ally e ivy american horror story anche se puntata dopo l’altra, in un mix ansiogeno di fobie, timori e sconforto la prima riesce ad alzare il capo e fronteggiare con gli stessi metodi l’uomo fino ad un finale mozzafiato, che o si ama o si odia.

Quest’ultima stagione di AHS pare essere piaciuta a molti, me compresa, poichè consta di una venatura più psicologica e opprimente rispetto alle scorse, dove il sangue abbondava ma gli intrecci narrativi erano spesso carenti o non sapevano appassionare. Qui si rimane coinvolti fin dal primo episodio, condividendo le paure di Ally che riemergono da un passato doloroso e rimanendo esterrefatti da un Evan Peters fuori di testa che si spalma sulla faccia briciole di simil Fonzie dall’allegro e sano colorito arancione acceso. Risultati immagini per american horror story cult

Non si può rimanere impassibili di fronte alla montagna di sotterfugi che invadono ogni episodio anzi, si fa correre il criceto nella ruota del cervello per riuscire a capire chi farà il primo passo falso oppure se veramente un personaggio agisce in un modo perchè lo vuole, o se è sobillato da qualcun altro. Se avevate perso le speranze e credevate AHS un prodotto morto o vicino alla sua ora, penso che dovrete ricredervi dopo aver visionato l’intera ultima opera del caro Ryan! Io sono sinceramente ringalluzzita da questa season conclusa e aspetto con ansia American Horror Story: Apocalypse, nuovo titolo accattivante della saga dove vedremo il figlio di Tate Langdon farne delle belle.

Adesso tocca a voi! Siete d’accordo con me o il vostro parere su Cult è un altro? Non esitate e fatemelo sapere nei commenti, sarei davvero molto felice di discuterne con voi lettori, anche per ampliare il mio punto di vista o per avere un’occasione per un rewatch fuori programma! A prestissimo per altri articoli su serie tv e affini, un bacione!Risultati immagini per american horror story cult

 

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