
Titolo: Un imprevisto chiamato amore
Autore: Anna Premoli
Editore: Newton Compton
Genere: Romanzo rosa
Data pubblicazione: 27 Aprile 2017
Voto: 4/5
Oggi vi propongo la recensione del romanzo “Un imprevisto chiamato amore” di Anna Premoli, autrice del bestseller “Ti prego lasciati odiare”.
L’autrice
ANNA PREMOLI È nata nel 1980 in Croazia e vive a Milano, dove si è laureata in Economia dei mercati finanziari alla Bocconi. La scrittura è arrivata per caso, come “metodo antistress” durante la prima gravidanza. Ti prego lasciati odiare è stato autopubblicato in ebook nel 2012 ed è stato il libro fenomeno del 2013: è stato per mesi ai primi posti nella classifica, i diritti cinematografici sono stati opzionati dalla Colorado Film e ha vinto il Premio Bancarella. I suoi romanzi sono tradotti in diversi Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato diversi romanzi rosa, ognuno diventato un grande successo.
Sinossi
Jordan ha collezionato una serie di esperienze disastrose con gli uomini. Consapevole di avere una sola caratteristica positiva dalla sua parte, ovvero una bellezza appariscente e indiscutibile, è arrivata a New York intenzionata a darsi da fare per realizzare il suo geniale piano. Il primo vero progetto della sua vita, finora disorganizzata: sposare un medico di successo. Jordan ha studiato la questione in tutte le sue possibili sfaccettature e, preoccupata per le spese da sostenere per la madre malata, si è convinta di poter essere la perfetta terza moglie di un primario benestante piuttosto avanti con gli anni. Ma nel suo piano perfetto non era previsto di svenire, il primo giorno di lavoro nella caffetteria di fronte all’ospedale, ai piedi del dottor Rory Pittman. Ancora specializzando, per niente ricco, molto esigente e tutt’altro che adatto per raggiungere il suo obiettivo..
Recensione
“Prima o poi la bellezza sarebbe svanita e per allora era fondamentale che io fossi diventata a tutti gli effetti la signora moglie di un uomo molto ricco e rispettato. Anzi, di un medico molto ricco e rispettato.”
“devo essere morta per forza e gli angeli devono aver avuto compassione di me perché la testa scura e riccioluta che mi pare di intravedere è così ben proporzionata e così attraente da essere quella di un angelo. Nessun’altra spiegazione possibile. Aveva ragione la nonna, dopotutto, quando blaterava di un mondo ultraterreno…”.