Recensione “L’ultima notte al mondo” di Cristiana Meneghin

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Titolo: L’ultima notte al mondo

Autore: Cristiana Meneghin

Editore: Indipendente

Genere: Romanzo Rosa

Data pubblicazione: 28 Aprile 2018

Voto: 2/5

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Sinossi

La storia di Freddi, un ragazzo che non sa cos’è l’amore, incontra quella di Nessi una ragazza che ha sofferto, forse troppo e ora cerca di cancellare il suo dolore e lottare per il presente. Due ragazzi che in un’Italia segnata da una profonda crisi economica e da un’Europa lacerata dall’ansia del terrorismo lottano per crearsi un angolo di mondo che possano chiamare casa. Brillante, emozionante e coinvolgente. Questo è “L’Ultima notte al mondo”. La forza di un amore contro le ingiustizie della vita. Un libro che vi farà dire: quella volta anche io. Maura Radice “La Bottega dei Libri” Un cappello a testa larga posato su una folta chioma bionda, rossetto rosso, Chanel N°5 sempre addosso, jeans aderenti. Nausica Morandi sembrerebbe una ragazza forte e sicura di sé. Nessuno potrebbe immaginare che il suo animo è invece molto tormentato: una parte di lei vorrebbe spegnersi così da non dover soffrire mai più, mentre l’altra vorrebbe tornare a vivere e lottare per realizzare il suo sogno. Frederic Cabirati, neolaureato presso la facoltà di Scienze viticole ed Etnologiche dell’Università di Milano, figlio di un importante proprietario terriero, si ritrova a dover rinunciare ai suoi possedimenti italiani per causa dell’EXPO e a dover lottare per qualcosa che ritiene essere suo di diritto. È durante la manifestazione No-EXPO, passata alla storia come le Cinque Giornate di Milano, che i cammini di Nausica e Frederic s’incontrano e da quel momento le loro strade sembrano destinate a non dividersi mai più.

Recensione

Cristiana Meneghin è nota per aver già scritto “Ananke” e “Artemisia” che compongono i primi due volumi della saga “Le Gemme dell’Eubale”.
Ha collaborato a varie raccolte di racconti dal titolo “Io Me Lo Leggo” e scrive recensioni per La Bottega dei libri.
L’ultima notte al mondo è il suo primo romanzo rosa.

E’ il racconto della nascita di un amore tra due giovani, Freddi e Nessi. Freddi ha avuto tante ragazze ma non ha mai conosciuto l’amore, Nessi, per quanto giovane, è vedova del suo grande amore Mirko. Si incontrano in maniera rocambolesca a Milano durante l’Expo, si perdono, ma, scherzi del destino, si ritrovano, si amano, si lasciano, di nuovo si ritrovano e capiscono di essere l’una il grande amore dell’altro a Parigi in un drammatico finale.

Devo dire che il titolo di questo libro mi ha molto intrigato. Ero consapevole di trovarmi alle prese con un rosa – che non è un genere che mi appassiona escludendo ovviamente le sorelle Bronte, Jane Austen, Jorge Amado e L’amore ai tempi del colera – ma la sinossi e le recensioni mi facevano ben sperare.
Purtroppo le mie speranze sono state disattese. Mi è arrivata una grande confusione nella costruzione sia dei personaggi che dello spazio-tempo tanto che spesso, da una situazione all’altra, non si capisce quanto tempo sia passato: un mese, un giorno, un anno?
I protagonisti si incontrano a Milano durante l’EXPO: Freddi è un black block, è andato li con uno scopo ben preciso; ma benchè questa sia una caratteristica molto distintiva che poteva essere ampliata a delineare un personaggio di qualità, in realtà non viene mai ripresa durante il prosieguo della storia tanto che sembra di avere a che fare con un altro personaggio.
Nessie, a causa del grande dolore per la morte del marito tenta di annientarsi con droghe ed è anoressica. Ma anche il suo personaggio, benchè con premesse così interessanti, risulta di poco spessore.
Per non parlare degli altri che ruotano intorno ai due protagonisti, come ad esempio Elisabetta, grande amica di Nessie prima che una brutta storia, risalente a qualche anno prima, ponesse fine alla loro amicizia, ma che in un nanosecondo torna ad esserlo!
Tanti ingredienti: i giovani ribelli, la terribile malattia dell’anima che è l’anoressia, la morte, il soprannaturale, l’amicizia, l’amore, il tentativo di collocare storie comuni di persone comuni nel più ampio quadro di eventi di importanza storica, persino il mondo affascinante dell’enologia; tutto, però, inserito, superficialmente, in un calderone senza approfondimento, senza spessore.

2/5

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