Intervista al Soprano Alessandra Gambino: Cantante, Presidente e Direttrice Artistica di Operalife.it

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Salve Alessandra, iniziamo ringraziandola per aver accettato di essere intervistata da muatyland.com inaugurando per la sezione Musica le interviste riguardanti personaggi di spicco nel proprio ambito. La troviamo giovanissima Presidente e Direttrice artistica di Operalife.it, da dove nasce questo progetto? Come crede inoltre che si possano avvicinare sempre di più i giovani al mondo della musica classica e nello specifico della Lirica?

Grazie a voi è un onore essere considerata un personaggio di spicco nel mondo della musica a soli 21anni.
Operalife nasce come progetto culturale rivolto ai giovani e a tutti i coloro che non conoscono l’opera; è nato per gioco nel periodo in cui vivevo a Roma.
Era una scommessa, parlando con la mia attuale socia, Martina Corona vice Presidendessa di Operalife, mi sono ritrovata a raccontare il mondo dell’opera e le opere stesse e come avessero influito nella mia vita emozionandomi, dandomi coraggio, insegnandomi, incoraggiandomi a non arrendermi e questo me lo hanno insegnato proprio loro: le mie eroine Mimì ,Desdemona,Nedda…
L’opera è vita e partendo da questo presupposto abbiamo cercato di raccontarla ai nostri coetanei in maniera vera (quindi non come una sorta di stato simbol) ma per l’emozioni che ci trasmette e che noi viviamo costantemente nelle nostre vite, l’opera parla di noi e per questo raccontandola con un linguaggio semplice e in un modo fresco speravamo potesse conquistare i giovani proprio come aveva rapito noi. Il nostro motto è “da giovani per giovani” è proprio questa la chiave, forse, dei risultati di Operalife cioè non esce niente in pubblicazione che io non mi leggerei o che una mia amica non appassionata all’opera capirebbe.
Credo, inoltre, che i giovani si possano avvicinare sempre di più all’opera e alla musica classica grazie all’aiuto dei teatri, all’aiuto dei suoi interpreti; infatti noi abbiamo iniziato a collaborare con alcuni teatri e abbiamo un grande appoggio dai colleghi artisti che ci chiedono interviste, che ripostano nostri articoli e così via, abbiamo avviato anche progetti con le università ma mi piacerebbe in futuro fare qualcosa per i più piccini, siamo aperti a collaborazioni perchè lo scopo è uno, riportare l’opera al suo splendore.

Passiamo ora alle domande di rito, come è nata la sua passione per la musica? Abbiamo letto che ha iniziato a studiarla molto presto e che è stata allieva della grande Alida Ferrarini, mancata purtroppo troppo presto. Come è stato avere un’insegnante di tale rilievo e quali cose le ha lasciato anche a livello umano?

La mia passione della musica è nata quando avevo circa 6 anni; io ho un fratello alla quale sono molto legata e come brava sorella minore lo imitavo in tutto. Lui iniziò a fare parte di un coro di bambini e io ricordo che fui folgorata nel vederlo cantare da solista illuminato da un faro e pensai “voglio essere li con lui”. L’anno dopo all’età di 7 anni iniziai a fare parte con questo piccolo coro di “professionisti” e subito presi una parte da solista in una produzione teatrale che portava l’opera fatta da bambini alle scolaresche.
Poi negli anni successivi presi sempre parte nelle produzioni Areniane nel coro delle voci bianchi facendo anche per due produzioni il Pastorello in Tosca all’Arena di Verona e credo che quello rimane e rimarrà sempre uno dei ricordi più emozionanti della mia vita.
All’età di 13 anni feci parte ad un concerto di beneficenza al Teatro Filarmonico di Verona con Serena Gamberoni e con Francesco Meli ,fu un grnade onore e proprio in quell’occasione conobbi Alida Ferrarini. Alida per chi ha avuto il piacere di conoscerla era una donna straordinaria, per me fu davvero unica lei crebbe per prima in me, ero una bambina di 13 anni appena compiuti ma lei crebbe così tanto in me che iniziammo subito a lavorare. Essere sua allieva per me è stato un grande onore e forse la cosa più preziosa che mi ha trasmesso una grande artista come lei è la passione di lavorare sodo. Con gli anni queste lezioni sono state fondamentali ed ogni Maestro che ho avuto mi ha insegnato qualcosa di unico; Maestra Ciu Tai Li la disciplina e ora sono seguita da Danilo Rigosa che mi aiuta ad immergermi nei miei personaggi ed è davvero straordinario. Sono stata benedetta ad incontrare queste persone nella vita.

Leggiamo che nel suo repertorio ha all’attivo molti ruoli di spessore, come Desdemona e Mimì. Quale le è risultato più congeniale fin da subito? Quale invece sente più affine al suo animo? Quale Ruolo invece le piacerebbe debuttare in un prossimo futuro?

Il ruolo che fin da subito è stato più congeniale è stato Desdemona, ti insegna molto la scrittura di Verdi su questo personaggio continui susseguirsi di p e pp e ppp. Il più affine è il personaggio di Mimì; sono stata colpita dalla verità che c’è dentro questo ruolo, non puoi cantarlo puoi solo viverlo, ad oggi credo sia il personaggio che più mi è entrato nelle vene, mi emoziona e a dire tutta la verità mi ha insegnato a conoscermi di più sia dal punto di vista vocale che dal punto di vista umano. Mi piacerebbe nel prossimo futuro debuttare Michaela in Carmen e perchè no anche Nedda di Pagliacci.

Cantare non è un mestiere facile e richidere tanta forza anche a livello psicologico, come affronta lei i momenti meno semplici della sua professione? Come si approccia inoltre allo studio di un nuovo ruolo?

Credo che un mestiere a contatto con i sentimenti sia sempre molto delicato ma penso che il segreto sia uno studio costante e una vita equilibrata poi per i momenti di tensione maggiore, sono una ragazza di fede e mi affido proprio a quella.
Il mio approccio ai personaggi nasce prima da uno studio del testo (ovviamente se devo studiare un ruolo in un’altra lingua traduco parola per parola e mi dedico ad uno studio intenso della pronuncia; credo che non importa se la lingua la conosci bene ma se non è la tua madrelingua rischi di perdere qualche sfaccettatura che può farti capire ancora meglio il personaggio), subito dopo mi dedico allo stato d’animo in cui dice le cose il personaggio penso “come lo direbbe?”e in seguito guardo la parte del pianoforte e/o dell’orchestra che spesso ti da maggior chiarezza dell’emozione che l’autore vuole esprimere; in seguito guardo i colori che mi richiede e solo alla fine inizio a studiare la musica e metto in gola il personaggio praticando e praticando .

Notiamo che è molto attiva e seguita sui Social, come pensa che un cantante lirico debba affrontarli? Secondo lei è un fattore aggiunto, un’arma a doppio taglio o semplicemente un passatempo come tanti? Inoltre quanto pensa che il fattore estetico sia importante per questa professione?

Credo che i social oggi li possiamo utilizzare in modo intelligente e credo possa essere una vetrina aggiunttiva più rapida ed immediata, alla fine io provengo dalla generazione 2.0 e non si può ignorare il cambiamento anche all’interno dell’opera. Molti cantanti lo usano in modo interessante è uno strumento in più perchè non usarlo .
Il fattore estetico oggi è abbastanza importante proprio per l’era in cui ci troviamo ma credo sia anche un’arma a doppio taglio perchè chi ha un aspetto gradevole deve lavorare il doppio.

Lei ha iniziato cantanto delle voci bianche della Fondazione Arena di Verona, ora la direzione artistica è stata affidata alla grande Cecilia Gasdia e nella prossima stagione vedrà addirittura il debutta di Anna Netrebko. Cosa pensa di questo cambio di direzione? Come pensa che possa aiutare la Fondazione in un momento tanto delicato per gli enti dello spettacolo?

Reputo che avere come sovraintendente una donna che il mondo dell’opera lo conosce concretamente come Cecilia Gasdia sia una grande opportunità per la Fondazione e sono certa farà di tutto per sollevare le sorti di questo meraviglioso teatro e penso che chiamare grandi artisti come Anna Netrebko possa aiutare contretamente l’Arena attirando un gran numero di pubblico .


Chi ha la fortuna di fare la sua professione sa bene che è una vita vissuta con la valigia pronta per una nuova partenza. Come vive i continui viaggi, spostamenti e la lontanza da casa e dagli affetti?

Devo dire gli spostamenti li vivo esattamente come fossi un imprenditore con serietà e leggerezza ma appena posso torno dai miei cari.
Per ora non mi sono trovata tanti mesi lontana ma in quel caso credo che basti la voglia di stare con le persone che ami e oggi è tutto a portata di mano, una chiamata facetime e con l’ aereo poche ore e sei a casa.

Quali sono i prossimi appuntamenti che la vedranno protagonista? Ha inoltre altri progetti in cantiere?

Riguardo ai miei prossimi impegni voglio tenere ancora un po di mistero sono in trattative per alcune cose molte belle …ancora un po’ di pazienza ma chi mi seguirà vedrà presto…


La ringraziamo tantissimo per questa intervista, se potesse lasciarci un ultimo pensiero per i giovani che vorrebbero approcciarsi a questo mondo, cosa direbbe loro?

Io mi sento esattamente come loro, ma l’unica cosa che mi sento di dire è costruitevi sulla vostra passione, divertitevi quando cantate e sappiate che non si smette MAI di studiare; provare a fare meglio è uno stile di vita.
Grazie a voi per questa splendida intervista.
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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Ravisingh ha detto:

    superb! loved it!

    Mi piace

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