Recensione “Piccoli passi nel buio” di Miriam Palombi

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Titolo: Piccoli passi nel buio

Autore: Miriam Palombi

Editore: Dark Zone

Genere: Horror per ragazzi

Data pubblicazione: 1 Gennaio 2016

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Voto: 4/5


Sinossi

Scricchiolii sinistri. Creature che si nascondono sotto i letti, minacciose. Ombre che si allungano silenziose sulle pareti. Streghe, demoni ed esseri mostruosi che lasciano le fiabe e le leggende della nostra infanzia per animare i nostri incubi notturni. Piccoli passi nel buio che vi condurranno fino al cuore nero delle vostre paure. Siete pronti ad affrontarle?

Recensione

Piccoli passi nel buio è una finestrella piccola piccola, bordata d’ottone, a prima vista una semplice apertura sull’esterno opaco e fuligginoso del quotidiano. Ma se provi, in punta di piedi, ad affacciarti stringendoti al bordo freddo e spigoloso, quello che vedi si imprimerà per sempre nella tua mente, come se una lama arroventata sulla fiamma viva ti penetri nelle carni, lasciandoti una cicatrice permanente di angoscioso terrore. Questa raccolta di racconti è molto molto particolare e mi ha sulle prime incuriosito, poi appassionato; le prime storie a mio parere sono le più fantasiose, impregnate dell’inchiostro nero del sovrannaturale, e hanno lasciato orme vischiose ad affrescarmi i pensieri, a farmi spaziare sugli argomenti narrati e a inventare finali alternativi, magari ancora più lugubri. Sono stata affascinata dalle invocazioni di figure oscure, ricordi di fantasmi dimenticati fra le conifere di buie foreste labirintiche, enormi creature pelose e a otto zampe che abitano i disturbate le attrazioni di un semplice luna Park.. Andando avanti i temi trattati hanno virato più sul classico annoverando fra loro figure classiche del genere horror o noir: Vlad l’impalatore come simpatico vicino di casa che ti sgranocchia il cane, antiche leggende lupesche con una punta di tradizione Cherokee, streghe d’età secolare che continuano imperterrite a perpetuare la loro vendetta sugli innocenti discendenti di coloro che le hanno torturate…

I personaggi di queste disturbanti e crude avventure sono quasi sempre bambini o ragazzi al massimo, ancora sulla via della maturità, che custodiscono ancora una perla di innocenza in mezzo al petto. Forse proprio per questa qualità innata i protagonisti sanno affrontare la moltitudine di orrori e malvagità che si riversa di loro come un fiume in piena, un fiume scarlatto e appiccicoso, di sangue. Si destreggiano tra terrori primordiali e incubi maligni in modo superbo, trovando il coraggio e la forza, in un modo o nell’altro, di risolvere il guaio in cui si trovano senza tremende conseguenze anzi, la maggior parte delle volte la situazione si sposta ancor di più a loro vantaggio, dimostrando la loro scaltrezza e risolutezza da piccoli soldatini. Il fatto che i racconti vedessero ragazzini come protagonisti mi ha molto ricordato R. L. Stine, il mio maestro, anche per il fatto che le narrazioni finiscono quasi sempre con un certo sapore inaspettato, una parolina che ti rivoluziona tutto l’assetto della storia. Non c’è una conclusione che ti faccia esclamare: “mpf, me lo aspettavo…”.

Ho apprezzato molto il modo in cui la scrittrice tratta i vari temi tra cui i classici del genere, con evidente estro e fantasia, ma anche tanta cultura alle spalle, dal già citato Stine, King, Poe o Lovecraft. Una sola cosa non mi sono saputa spiegare: le vicende narrate sono veramente oscure e in alcuni punti molto forti e crude, degne del miglior film splatter uscito al cinema, ma al contempo i raccontini sono descritti con un linguaggio semplice, quasi sbrigativo. Le descrizioni sono poche e comunque brevi e non spaziamo per nulla all’interno della psicologia dei protagonisti, di cui a volte non ho ben compreso le scelte o mi sono meravigliata delle reazioni a eventi sconvolgenti. Forse proprio perché sono racconti brevi, ma questa peculiarità non ho potuto fare a meno di coglierla; ovviamente nulla toglie alla portata della raccolta, che a mio parere è veramente pregevole e ricca di spunti interessanti, ma certe volte ho desiderato che i racconti fossero magari meno, ma un po’ più lunghi e che inquadrassero più ampiamente la storia, i suoi personaggi, gli ambienti..

Ultima menzione, sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla rubrica di creature fantastiche e dell’occulto alla fine dei racconti; non me lo aspettavo! E fin da piccola ho adorato questo tipo di cose in maniera quasi ossessiva, a tal punto che gli scaffali della mia camera a casa (ovviamente non nel mio appartamento in affitto a Pisa, qui sfascerei tre o quattro librerie per farceli entrare tutti) troneggiano in bella mostra molti volumi del genere, con descrizioni accurate di draghi e affini e leggende e misteri delle varie regioni d’Italia. Ma il posto d’onore spetta al mio amato bestiario, di cui ho ritrovato molte creature nell’appendice ben curata sopracitata.

Detto questo mi complimento con l’autrice per la sterminata fantasia che trapela dalle pagine del suo scritto e spero di leggere qualche altra macabra storia vergata dalla sua mano!

Voto:4/5

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