Recensione “SICE Le bambole non hanno diritti” di Fernando Santini

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Titolo: SICE Le bambole non hanno diritti

Autore: Fernando Santini

Editore: Dark Zone

Genere: Giallo

Data pubblicazione: 25 Novembre 2017

Voto: 5/5

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Sinossi

Il Vice Questore Marco Gottardi ha avuto un passato importante nei reparti operativi della Polizia di Stato.    Dopo aver vissuto sulla sua pelle la violenza della lotta alla criminalità si è ritirato a gestire un tranquillo commissariato romano. La sua esperienza e la sua capacità di gestione dei propri uomini, non possono, però essere sprecate. È a lui che i vertici del ministero degli Interni affidano il comando di una nuova unità: la Squadra Investigativa Crimini Efferati. La prima indagine in cui la Squadra sarà coinvolta riguarderà la morte di un regista cinematografico forse collegata all’uccisione di un adolescente il cui corpo, orrendamente torturato è stato ritrovato alla foce del Tevere. Nel corso della propria azione investigativa, la S.I.C.E. troverà un alleato, anche se non particolarmente gradito al Vice Questore Gottardi: un’organizzazione segreta denominata ARCO, i cui membri hanno deciso che il fine giustifica i mezzi e che quindi si può usare la violenza per far trionfare la giustizia.

Recensione

Fernando Santini, romano, 53 anni, è al suo quinto libro, il primo di genere poliziesco.

La storia si svolge tra Lecce, in un CIE – centro di accoglienza e di espulsione dove avvengono misteriose sparizioni di bambini, giunti in quel luogo senza la propria famiglia, e Roma, dove un regista, Guglielmo Pieretti, viene trovato morto nella sua abitazione e il cadavere di un bambino migrante, con segni di estrema violenza sul corpo, affiora dal fiume Tevere. La SICE, neonata squadra per indagini su crimini efferati, comandata dal Vice Questore Marco Gottardi, si trova al centro di una vicenda orribile, nella soluzione della quale riceverà l’aiuto di una organizzazione chiamata ARCO, che, pur rivolta anch’essa all’affermazione della giustizia, usa metodi al di fuori della legalità.

Senz’altro leggere questo libro fa accapponare la pelle, nel senso che ciò che narra, benchè di fantasia, potrebbe benissimo riferirsi a storie di verità: i migranti, i bambini senza famiglia che arrivano sui barconi, i dati delle forze dell’ordine sui minori che spariscono senza lasciare traccia, il finora a me sconosciuto film snuff…

Le emozioni dei poliziotti che indagano, dal pianto alla rabbia, sono anche del lettore; i delitti sono così atroci che ci repelle il fatto che li commettano esseri umani, non animali…eppure proprio con questo dobbiamo fare i conti: esseri umani come chi legge, come chi racconta, esseri umani che sono immersi nel proprio lato oscuro, che rifiutiamo con orrore….noi non siamo cosi….Eppure siamo contenti che ci sia ARCO…

Si legge d’un fiato, snello, scorrevole, suspence dall’inizio alla fine….molto bello e consigliato, anche se di certo il tema trattato ti segna profondamente e la coscienza si fa sentire…

5/5

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