Dogman: recensioni parziali e riflessioni personali

“Come? Tutto sarebbe solo umano, troppo umano? Con un tal sospiro si uscirebbe dai miei scritti, non senza una sorta di orrore e sfiducia persino contro la morale, anzi parecchio tentati e spronati a fare per una volta i patrocinatori delle cose peggiori, come se esse fossero forse solo le meglio calunniate” 

Parafrasando Nietzsche, proprio “con un tal sospiro si esce dall’immersione in sala”. Garrone, si ispira al delitto del Canaro ambientando una non cronaca dei fatti ai giorni nostri. Marcello Fonte, premiato a Cannes come miglior attore sconvolge e disarma calandosi in un soggetto al quale non siamo più abituati. Marcello, appunto è il proprietario di un negozio di toelettatura per cani, ai quali parla forse più che a qualunque altra figura nel film.

L’apparente bontà confonde e si autogiustifica coi silenzi vili di fronte alle minacce, con il piegare la testa piccola, al piccolo sistema mafioso in cui le radici sono ben affrancate. Radici di tutta una vita, presumibilmente. Ambienti fuori dai quali sembra non esistere mondo: tutto ciò giustifica la confusione nell’interpretare un personaggio che è forse “troppo umano” senza accezione positiva o negativa. Semplicemente troppo umano. Ed il il mio stupore mi fa pensare a quanto poco abituata io sia a questo.

Oggi ci si aspetta di sconvolgersi: la violenza, le scene truculente, gli intrecci studiati per colpire…ce li aspettiamo, abbiamo imparato che ci piacciono e ci stupiamo e li divoriamo, dalle serie tv ai film ed in parte ancora, ai libri. La mia lettura di questo personaggio ma più in generale di questo film, si è orientata sulla base di questa riflessione. La domanda che aleggia è “perchè lo fa?” “perché non reagisce”…”io farei così” e poi…”oh finalmente!“…ed infine, silenzio. Dovete vederlo e se arrivate al punto in cui il pensiero si zittisce fatemi sapere com’è questo film secondo voi.

Impossibile non citare Edoardo Pesce, nella parte di Simone, ex pugile cocainomane, dalle parvenze folli. Sempre di più, sempre a modo suo, piega e spiega il comportamento di Marcello che forse non sapendo scegliere, scongela un cane mezzo morto, vende cocaina e organizza immersioni subacquee con la figlia come fosse tutto parte di un enorme continuum. 

Un plauso particolare anche alla fotografia, curata da Nicolaj Bruel che mi ha fatto sgranare gli occhi per tutta la proiezione. 

Come al solito…insolite recensioni che sconfinano in riflessioni, per cui aspetto con sincera curiosità il vostro parere o la vostra riflessione 😉

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