Recensione “L’equilibrio delle illusioni” di Antonella Frontani

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Titolo: L’equilibrio delle illusioni

Autore: Antonella Frontani

Editore: Garzanti

Genere: Narrativa contemporanea

Data pubblicazione: 10 Maggio 2018

Voto: 5/5

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Sinossi

Agnese è una manager di successo che non ama i cambiamenti. Soprattutto quelli che minacciano di sconvolgere una vita all’insegna della più rigorosa disciplina, dove nessun dettaglio è mai lasciato al caso. Non si concede evasioni se non nello spazio chiuso della sua solitudine, quando cerca il conforto della musica. Adesso, a bordo di un aereo che da Torino la porterà a Erice per seguire un progetto importante, non riesce a nascondere la propria irritazione per una situazione che non ha scelto e che, in fondo, la spaventa. E poi mal sopporta il suo vicino di posto, Adriano, un insolente che ostenta il suo fascino di inguaribile dongiovanni sicuro di sé e delle proprie doti di fine seduttore. Ma Agnese, che crede di aver già capito tutto, non sa ancora che questo incontro fortuito cambierà ogni cosa. Ben presto, scopre che Adriano è l’ideatore del progetto di cui è responsabile e si trova a lavorare al suo fianco. Giorno dopo giorno, questa vicinanza forzata lascia il posto a qualcosa di diverso. A un’amicizia, a un’intimità che Agnese, abituata a stare sola, non si aspettava e di cui ha paura. Così, mentre gli sguardi a volte indiscreti di Adriano sembrano scavare nel cuore di Agnese alla ricerca di un indizio che lo aiuti ad avvicinarla ancora un po’, lei si ritrae proteggendosi dietro la corazza che indossa da anni. Eppure, sa bene che prima o poi dovrà giocare a carte scoperte e lasciare che Adriano entri piano nella sua vita. Perché la loro storia si assomiglia. E solo lui è in grado di capirla. Di condividere quei rimpianti che nascono da decisioni imposte ed errori passati. Quegli stessi errori responsabili di ferite ancora aperte che insieme forse potranno ricucire per ricominciare da capo.

Recensione

Mi sono ritrovata fra le mani una perla rara senza rendermi conto di cosa si celasse fra le pagine di questo racconto. Dico la verità, finito il romanzo mi sono sentita svuotata, positivamente è ovvio, tali erano le emozioni provate leggendo, sentimenti così forti e ben rappresentati, calcati dall’anima della scrittrice in modo così sopraffino, cullati da una scrittura delicata e gentile, che chiede il permesso per entrare nel tuo cuore. Agnese è un personaggio particolare, donna in carriera dalla scorza dura e adamantina ma che racchiude all’interno una personalità fragile, piena di crepe, che attende soltanto qualcuno che le dia la forza per affrontare il suo doloroso passato. Ci vediamo sfilare davanti questa avvenente donzella in tacchi a spillo, rigida, efficiente, formale fino allo scortese, che salda nelle sue convenzioni costruite a pennello come una barriera protettiva si scontra con un uomo di tutta altra pasta, Adriano, piacente architetto animato dall’amore per la storia e la natura (e per le donne), con cui non inizia proprio con il piede giusto. I due devono collaborare a fin di bene nella calda Sicilia, per costruire un riparo per giovani donne sole e in difficoltà, progetto promosso dall’infaticabile e limpida Suor Maria Letizia, personaggio di incredibile spessore e dalla storia fatta di divieti e costrizioni e purtroppo condivisa da molte donne nemmeno troppo tempo fa. Un vero carrarmato, saggia e dai modi gentili e accoglienti e al contempo autoritari, sempre votata al bene altrui e dotata di un’enorme cultura non solo religiosa, quanto anche filosofica, letteraria. Il contorno di figure che ruotano intorno a questo trio fondamentale é molto piacevole e ognuno ha qualche caratteristica speciale nel contesto narrativo per la quale si sentirà il bisogno di riportarlo alla mente quando si ricorda il bel tempo speso nella lettura di questo libro: Nicola, che insieme alla moglie gestisce il ristorante dell’albergo dove soggiornano Adriano e Agnese, la quale è messa subito all’ingrasso dal simpatico omino; il presidente dell’azienda dove è impiegata la nostra protagonista, che riesce a spiare dietro la sua fanatica efficienza e l’ha molto a cuore, tanto da fornirle un incarico che all’inizio lei odia, ma che porterà la sua vita a cambiare inesorabilmente in modo positivo; anche il “cane sgarbato” Ercole non è da meno, il primo a far breccia nel cuore di Agnese, quando fa capolino dal suo guscio.

Nonostante il racconto ci sia offerto dal punto di vista sia di Agnese, che di Adriano e infine dal POV di Maria Letizia, mi sono sentita particolarmente legata alla prima. Forse perché anche io sono rigida per certi aspetti e pretendo molto da me stessa, forse perché in passato ho sofferto come la nostra eroina e mi sono costruita a mia volta una sorta di barriera verso il mondo esterno per un certo periodo della mia vita, sono entrata in simbiosi con il personaggio; mi ritrovavo nei suoi atteggiamenti, nei suoi pensieri, soprattutto nella fase in cui inizia a superare le sue difficoltà, dopo aver appreso della loro esistenza. La donna sa che sotto il suo rigoroso metodo giace un dolore incolto e lancinante, ma cerca di supplire al disagio con tanto rigore e intransigenza, sia nei suoi confronti che verso gli altri, fino a che un bel giorno incontra una persona più anziana di lei, con alle spalle tante vicende altrettanto dolorose e tristi, che riesce a farle aprire gli occhi e, pazientemente, a darle la possibilità di rinascere. Ho adorato il rapporto tra Suor Maria Letizia e Agnese, perché ognuna ha qualcosa da donare all’altra; hanno caratteri diversi ma sono entrambe molto profonde e segnate dalla vita, vederle interagire nonostante i differenti approcci é stato illuminante, grazie anche alla scrittura veramente meravigliosa. Anche Adriano è un protagonista da non disprezzare, libertino e spensierato, ma sotto sotto anche lui ha i suoi problemi, che non tardano a venire a galla e son segnalati fin dall’inizio dalle telefonate, fondamentali per lui, che periodicamente gli fanno vibrare il cellulare in tasca.

In questo romanzo ognuno nella sua integrità e come è anche nella vita reale, ha i suoi problemi che non sempre sono manifesti, ma nello sfogliare attento delle pagine i protagonisti, così come ciò che gli afflige o semplicemente i loro pensieri e opinioni, si evolvono in modo estremamente realistico e decorato da un modo di narrare magistrale, che ricorda il madreperla che rende opalescenti gli interni del guscio di certe conchiglie per la sua ricchezza umile. Ciò che fanno Agnese o Adriano o chiunque altro nel racconto segue delle logiche precise, ci dà la possibilità di inquadrarlo in modo chiaro e comprenderne le azioni, ma soprattutto il passato di ognuno é svelato in modo soddisfacente, arrivandoci piano piano e facendoci fare supposizioni a riguardo grazie a svariati dettagli colti con occhio attento. Il ricevere informazioni sulla vita dei protagonisti non è qualcosa di scontato anzi, e qui non solo il tutto ci viene raccontato in modo egregio ma subisce una lenta crescita, da qualche parola che ci fa accampare ipotesi riguardo il perché di un certo comportamento si arriva ad un’esplosione finale dove la chiara spiegazione regna sovrana. Lodo davvero l’autrice perché mi ha conquistato con quest’opera, storia sotto qualunque punto di vista eccellente, scrittura incredibile, uno stile narrativo particolare, che spazia tanto sulla natura siciliana quanto sul piano più intimo dei personaggi. La ringrazio per avermi dato l’opportunità, tramite il suo racconto, di crescere un po’ proprio come fanno i nostri eroi e per l’avermi fatto gustare a pieno un libro straordinario.

Voto:5/5

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