Libri: Classifica vendite Aprile 2018

Ben tornati lettori, come tutti i mesi vi segnaliamo la classifica vendite per il mese precedente, presa dal sito ibuk.it.

Anche questo mese la casa editrice che si aggiudica più volumi venduti è appunto la Mondadori, con ben 3 titoli.

1 Sara al tramonto Maurizio De Giovanni Rizzoli 19,00
2 Mio caro serial killer Alicia Giménez Bartlett Sellerio Editore Palermo 15,00
3 Gaudete et exsultate. Esortazione apostolica sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo Francesco (Jorge Mario Bergoglio) Libreria Editrice Vaticana 5,00 *
4 Storie della buonanotte per bambine ribelli 2. Ediz. a colori Francesca Cavallo; Elena Favilli Mondadori 19,00
5 Sulla tua parola. Messalino maggio-giugno 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio Editrice Shalom 4,00 *
6 Una ragazza affidabile Silena Santoni Giunti Editore 18,00
7 Ventuno giorni per rinascere. Il percorso che ringiovanisce corpo e mente Franco Berrino; Daniel Lumera; David Mariani Mondadori 20,00
8 Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori Francesca Cavallo; Elena Favilli Mondadori 19,00
9 Una di voi Iris Ferrari Mondadori Electa 14,90 *
10 Con i piedi nel fango. Conversazioni su politica e verità Gianrico Carofiglio; Jacopo Rosatelli EGA-Edizioni Gruppo Abele 11,00

 

Di seguito vi segnalo i primi due volumi della classifica:

Sara non vuole esistere. Il suo dono è l’invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza tratten

uta solo dall’anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l’unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un’unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra – fin quasi i pensieri – della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla. Maurizio de Giovanni ha dato vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.

 

L’ispettrice Petra Delicado di Barcellona è un po’ giù, sente che gli anni le sono piombati addosso tutti insieme. Un nuovo caso la scuote, un delitto «mostruoso e miserabile» che la rimescola dentro in quanto donna. Una signora sola, mai sposata, con un piccolo lavoro e una piccola vita, è stata trovata accoltellata. L’assassino si è accanito su di lei e ha poggiato sul corpo martoriato un messaggio di passione. L’indagine mette in luce che in quella esistenza era entrato l’amore, quello che illude e sconvolge una «zitella», come ripetono i maschi facendo imbestialire Petra. Tutto parla di femminicidio. Inizia con l’inseparabile vice Fermin Garzón il tran tran da segugi di strada che annusano il sospetto, un uomo insignificante che non lascia tracce. Però il rituale di sangue e lettere d’amore si ripete uguale ai danni di altre vittime. Si stende l’ombra preoccupante del serial killer e, anche per compiacere la stampa, alla coppia viene aggiunto, con funzione direttiva, un ispettore della Polizia autonoma della Catalogna, un giovane dal piglio moderno, rigido e pedante. Tutto l’opposto della collaudata coppia di sbirri, abituati a farsi sorprendere dalle intuizioni, ad attardarsi tra burette e tapas insaporite dal continuo battibecco. Così l’indagine prosegue nella tensione tra due generazioni e due modi opposti di investigazione e di vita. E forse questo allude metaforicamente allo scontro attuale tra i due patriottismi iberici. E porta dentro un bizzarro mondo metropolitano, le agenzie per cuori solitari. Nulla di straordinario per Petra che finisce sempre coll’immergersi dentro i misteri di una quotidianità piena di risvolti oscuri. Ma stavolta per sciogliere un’intricata matassa di colpevoli che sembrano vittime e vittime colpevoli Petra e Fermín devono affidarsi a un’indagine logica, quasi da detective deduttivi non da piedipiatti; e soprattutto la dura ma empatica poliziotta deve affrontare un assassino disumano. «L’essere umano può essere rabbioso e crudele, ma se non è psicopatico non arriva a tanto». E, forse a causa dello stress, forse per l’amarezza della verità, la commedia tra lei e Fermín corre più veloce del solito.

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