HOSTILES #Film Il Western intimista di Scott Cooper

New Mexico – lo sguardo adagiato sulla bellezza delle praterie assolate, delle lande deserte e boschi impervi viene improvvisamente rapito da immagini forti e difficili. Hostiles sarà un film complesso, doloroso.

Rosalie Quaid, splendidamente interpretata da Rosamund Pike, sopravvive allo sterminio della propria famiglia, trucidata dai Comanches per pochi cavalli; sono le scene iniziali, decisive e disturbanti in cui lei resta immobile a cullare il neonato, ormai morto, tra le braccia. Tutt’intorno è silenzio, desolazione.

Nello stesso momento, in un isolato avamposto, il Capitano Joe Blocker, incaricato dal Presidente degli Stati uniti, inizia il viaggio che condurrà il prigioniero Cheyenne Falco Giallo e la sua famiglia verso le pianure del Montana.

Hostiles è un film sulla morte, allo stesso modo in cui è un film sulla vita.

Tutto ha inizio adesso, nel preciso momento in cui lo sguardo di Block, un impeccabile Christian Bale si posa sui resti della casa di Rosalie; l’approccio tra i due è toccante, l’atmosfera rarefatta.

Da ora sarà un alternarsi d’incontri,  un susseguirsi di aggressioni e violenze, subite e compiute; una danza tra momenti di azione e silenzi profondi, un’escalation di ferite e dolore che, miglio dopo miglio, avvicinano i protagonisti. Rosalie, divenuta preda del dolore e dell’odio feroce verso quegli indios che l’avevano privata di tutto, ricostruirà se stessa attraverso il rispetto che riceverà proprio dagli Cheyenne.

Etichettato come film “western“,   Hostiles utilizza le avventure  dei suoi personaggi per descrivere l’evoluzione interiore degli stessi; al loro difficile e lungo cammino, fa da riflesso il percorso interiore che compiono e l’evoluzione corale che subiscono; così Falco Giallo e Blocker, figli di un antagonismo atavico che li costringe in ruoli stereotipati, impareranno ad accettarsi e rispettarsi.

L’opera di Scott Cooper, più che raccontarci il far west,  esplora i grandi temi della vita.

Hostiles è un film sulla perdita, sull’onore, il rispetto;  mentre sullo schermo scorrono scene di azione che rapiscono lo sguardo, la mente è catturata dal livello più profondo che il film raggiunge e noi, spettatori, soffriamo con Rosalie, sorridiamo alla famiglia di Falco Giallo, piangiamo con Blocker.

Lontano dall’investigare gli aspetti politici della vicenda, Scott Cooper esplora l’aspetto privato della “questione indiana”, indiscutibilmente uno dei capitoli più neri della storia americana e realizza un film emozionante, avvincente, che ci fa riflettere.

 

 

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