Considerazioni su Tomb Raider (2018)

Buonsalve a tutti!

[Disclaimer]: questa non sarà una vera e propria recensione, ma una serie di considerazioni, dettate dalla mia FISSAZIONE per questo titolo fin da quando avevo circa 6 anni.

“Link Start”! (un cuoricino a chi coglierà la citazione)

Come molti di voi sapranno, abbiamo assistito a diversi restyling della nostra eroina nel corso degli anni : prima dal passaggio Eidos-Core Design a Eidos-Crystal Dynamics, poi da quest’ultimo alla Square Enix, grazie ai quali abbiamo visto un graduale miglioramento del motore grafico, delle meccaniche di gioco, e soprattutto di una progressiva caratterizzazione di un personaggio che via via scava sempre di più nel suo passato, tuttavia troppo spesso rivisitato. Aspetto che rende una tale icona, un soggetto “universale”, e nonostante questo amato da sempre (da me soprattutto!!).

Ci ritroviamo così di fronte a ben 3 macro universi diversi, che assegnano anche una diversa data di nascita a Lara, a cui possiamo aggiungere anche le singole avventure “mobile”, fumettistiche, ma soprattutto cinematografiche, (un personale grazie alla magnifica Angelina Jolie). Per non parlare delle diverse Testimonial che la rappresentarono in seguito , per citarne le più famose : Karima Adebibe e Camilla Luddington.

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Insomma siamo ormai abituati a vedere diverse rappresentazioni e interpretazioni della nostra Lara Croft.

Con il nuovo universo introdotto dalla Square Enix, abbiamo un’evoluzione dal punto di vista non soltanto estetico ripreso in chiave più moderna, ma soprattutto videoludico, con meccaniche di gioco più orientate ad un survival, con la possibilità di risolvere enigmi e scoprire nuove zone esplorabili anche a storia conclusa. Una formula del tutto nuova, molto piacevole, avventurosa, che tiene col fiato sospeso. Per non parlare del plot, coinvolgente, efficace, che permette di immedesimarsi come mai accaduto prima. 

Di conseguenza mi è servita una seconda visione del film per godermi la pellicola senza avere più l’influenza del pensiero “nel videogioco non era così”.
Nel film assistiamo ad una trama lineare, ricca di effetti speciali, combattimenti e corse avvincenti. Purtroppo però avrei voluto vedere più trama e meno semplicità, perché non ho trovato giusto citare l’isola Yamatai, la leggenda di Himiko, la Endurance  e tanti altri aspetti risolti in maniera così prevedibile e distante dalla trama originale (potrei stare a parlarvi per ore sulle differenze col videogioco,  ma sorvoliamo).

Alicia Vikander, premio oscar per “The Danish Girl” e interprete pazzesca in “Ex Machina”, ha saputo rendere benissimo la protagonista. Molto più vicina ai canoni del nostro tempo e meno “irraggiungibile” come poteva essere considerata nel passato e, aggiungerei  rispetto al gioco del 2013, meno ansimante e impaurita, ma tenace, testarda, istintiva, profonda, alla ricerca della sua vera ragione di vita. Un po’ una ragazza della porta accanto, ma pur sempre speciale.

[mini SPOILER] Un grande punto di domanda invece mi rimane sulla figura paterna , completamente stravolta rispetto al passato e al reboot. Numerosi flashback ci hanno presentato “i” papà di Lara, per cui mi aspettavo proseguissero col filone classico di una Lara orfana, e invece altro che plot twist : era davvero necessario obbligarlo a sopravvivere per 7 anni su un’isola dimenticata, per poi dopo un giorno dal suo ritrovamento da parte della figlia, farlo morire così? Ho trovato questa scelta alquanto discutibile, e chi ha giocato a ”Rise of the Tomb Raider” capirà bene a cosa mi riferisco (la sua sorte sarebbe ben diversa).

Tutt’altro giudizio lo riservo al nuovo Mathias Vogel, che seppur molto diverso dal padre Mathias del videogame, lo trovo tutto sommato convincente. Lo stesso per quanto riguarda il nuovissimo personaggio di Lu Ren.
Ana è forse l’unico personaggio che si attiene, per ora, alla linea del plot del gioco. Attendo impaziente il seguito!
Tuttavia avrei voluto vedere più personaggi dalla storia originale, poiché uno di questi in particolare, sarebbe essenziale per il seguito.

In ogni caso si tratta di un bel film, coinvolgente e piacevole, non direi mozzafiato, ma riuscito bene nel suo intento. Sicuramente la migliore trasposizione filmica di un videogioco.
Consiglio di reperire la colonna sonora composta da Junkie Xl e James Newton Howard, perché merita.

Se desiderate maggiori approfondimenti, non esitate a scrivermi .

 

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Ciao, sono Marta: studentessa di giorno, gamer di sera, cosplayer quando ho tempo. Sono molto curiosa e interessata a diverse discipline tra cui l’informatica, il mondo geek, le lingue, fantascienza, libri e letteratura. Ho 24 anni e studio in Conservatorio canto lirico. Piacere ^-^

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