USS Indianapolis #Film

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La straziante e vera storia dell’equipaggio della USS Indianapolis, bloccato nel mare delle Filippine per cinque giorni dopo aver consegnato le armi atomiche che avrebbero dovuto porre fine alla Seconda guerra mondiale. Mentre attendono i soccorsi, i marinai sopporteranno la sete estrema, la fame e gli attacchi di implacabili squali.

  • DATA USCITA: 19 luglio 2017
  • GENERE: Azione, Guerra
  • ANNO: 2016
  • REGIA: Mario Van Peebles
  • ATTORI: Nicolas Cage, Tom Sizemore, Thomas Jane, Matt Lanter, Weronika Rosati, Brian Presley, Emily Tennant, Callard Harris, Johnny Wactor
  • PAESE: USA
    • SCENEGGIATURA: Cam Cannon, Richard Rionda Del Castro
    • FOTOGRAFIA: Andrzej Sekula
    • MONTAGGIO: Robert A. Ferretti
    • PRODUZIONE: Hannibal Pictures, USS Indianapolis Production
  • DURATA: 128 Min
  • DISTRIBUZIONE: M2 Pictures

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Durante la Seconda Guerra Mondiale la USS Indianapolis si distingue come uno degli incrociatori più veloci e temuti della marina americana e sotto il comando del valoroso capitano Charles McVay  il suo equipaggio combatte con coraggio le più importanti battaglie sul fronte del Pacifico.Nel luglio 1945 a McVay e ai suoi marinai viene affidata una missione top secret: operare in gran segreto il trasporto di una delle due bombe atomiche che metteranno fine alla guerra. Ma durante la traversata la USS Indianapolis viene affondata dall’attacco di un sommergibile giapponese. Vista la segretezza della missione la nave non viene data per dispersa e il suo equipaggio abbandonato per 5 interminabili giorni nel Mare delle Filippine infestato di squali. Dei 1197 membri dell’equipaggio solo 317 uomini vengono ritrovati ancora in vita da un velivolo della US Navy durante un normale volo di pattugliamento. Per nascondere le proprie colpe agli occhi dell’opinione pubblica, qualche mese dopo il disastro il Governo degli Stati Uniti chiama McVay a giudizio davanti la Corte Marziale. La tragedia dell’Indianapolis e il processo a McVay restano una delle pagine più drammatiche della storia militare americana. [fonte comingsoon.it]

Voto 5/5

Citazioni

Ci sarà sempre una guerra finchè non stermineremo la nostra specie. LA differenza tra noi e loro è che noi vogliamo fare il nostro dovere e tornarcene a casa. L’uomo che invece si è schiantato sulla nostra nave con un aereo kamikaze, invece non sarebbe tornato a casa, era una missione suicida. Che Dio aiuti tutti noi quando incontreremo un nemico del genere.

L’Indianapolis è un incrociatore pesante progettato per neutralizzare navi e veivoli nemici, ma le nostre armi sono inefficaci contro i sommergibili, per questo di solito siamo preceduti da una scorta di cacciatorpedinieri che funge da sbarramento. Il loro compito è di raggiungere i sommergibili nemici con cariche di profondità prima che ci colpiscano. Molti a bordo sono solo ragazzi che non hanno la minima idea del pericolo che affrontiamo in mare aperto. Se veniamo a contatto con un sommergibile nemico e se miracolosamente lo identifichiamo in tempo, abbiamo al massimo 4 minuti prima che il siluro arrivvi. La nostra principale difesa è contenere gli allagamenti, mantenre l’assetto zembra, cioè di sicurezza, in modo che le falle non ci facciano affondare. Per questa missione segreta siamo come un servizio postale che consegna due pacchi senza alcuna scorta, ma non sta a me chiedere perché.

Abbiamo raggiunto Tinian in tempo record e senza vittime. Temo che il carico che abbiamo consegnato cambierà la natura della guerra per sempre. La nostra prossima missione sarà tornare a combattere, ma continuano a negarci la scorta.

A volte Tenente è meglio essere rispettati che temuti.

Siamo in mare da due giorni e i soccorsi non si vedono, ho paura di aver deluso i miei uomini, mi aggrappo a qualunque cosa per dare loro speranza, ma anche di questa ho quesi finito la scorta. Ormai è questi impossibile che un aereo ci avvisti, eppure al minimo rumore guardo su nel cielo.

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E’ il quarto giorno e molti uomini hanno perso la speranza, ho visto ragazzi forti con una vita piena di promesse soccombere al nostro orribile denstino. Altri di noi pensano ormai di impazzire.

Non capisco perché ci volle così tanto tempo, alla fine i soccorsi arrivarono, Non c’era abbastanza posto sull’aereo per tutti i sopravvissuti, ma presto arrivarono le navi.

Per un terribile scherzo del destino mi rendo conto di essere l’unico ufficiale sopravvissuto a questa tragedia. Molti di quelli che sono morti erano nostri cari amici, sarà un compito molto doloroso per me dire alle moglie che tutti i loro mariti sono morti, mentre io, il Comandante, sono vivo.

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Il carico che avevamo consegnato aveva funionato con devastante accuratezza, gli uomini della USS Indianapolis tornarono a casa, non tutti con buone notizie. Per loro la guerra era finita, per me invece la battaglia era solo all’inizio.

Dicono che abbiamo vinto la guerra, secondo me si vince davvero quando non ci sono più guerre, e proprio come in mare c’era gruppi diversi di sopravvissuti, ci sono gruppi diversi sulla terra ferma. Ogni anno noi sopravvissuti ci incontriamo per onorare i nostri fratelli caduti, anche se non ci sono più saranno con noi per sempre. la nostra nuova missione è fare in modo che anche le generazioni future non dimentichino mai il prezzo che tutti noi abbiamo pagato per la libertà.

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Il tempo proseguì la sua corsa e io persi la mia cara Louise, e il ricordi di tutti i ragazzi scomparsi in mare non sbiadì mai e il telefono non smise mai di suonare.

Trailer

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L’ammiraglio McVay è stato il comandante dell’incrociatore USS Indianapolis (CA-35), la nave che trasportò la prima bomba atomica della storia a Tinian, e che venne affondata il 30 luglio 1945, dal sommergibile giapponese I-58, durante il viaggio di ritorno verso Leyte, nelle Filippine.
A causa del tragico evento, e dei tardivi soccorsi, 880 marinai dell’equipaggio morirono, e McVay fu scelto come “capro espiatorio” da parte della US Navy.
Alla fine, nel 1946, l’ammiraglio Chester Nimitz annullò la sentenza di condanna e prosciolse McVay rimettendolo in servizio attivo.

Nell’ottobre 2000, il Congresso degli Stati Uniti pose fine alla questione approvando una risoluzione secondo la quale sullo stato di servizio del capitano McVay dovesse essere riportato che “egli era prosciolto dalle accuse per la perdita dell’Indianapolis“. Il presidente Bill Clinton stesso firmò la risoluzione.

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Charles Butler McVay III 1898 – 1968
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