La crociata delle tenebre: Dante indaga nei misteri di Roma – Giulio Leoni #Recensione

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E’ il 21 Ottobre del 1301. Dante Alighieri parte alla volta di Roma per dar voce alla sua città presso la Santa Sede. L’ambasciatore Dante non si cura del proprio aspetto, non ama i segni esteriori del potere, diffida persino dei suoi compagni di delegazione, Maso Miberbetti e Corazza da Signa.

Solo, schiavo, accompagnato soltanto dai suoi crucci e dalle pagine dell’amato Virgilio, il poeta giunge a Roma sotto un cielo gravido di pioggia, sulle onde di un Tevere in piena. Lo accoglie una città di monumenti in rovina, e di splendide dimore, terreni incolti e strade formicolanti di umanità. Una città divisa in quartieri fortificati ove, dalle loro torri erette sui ruderi delle costruzioni imperiali, dominano le famiglie patrizie. Un crogiolo ribollente di tensioni, lotte intestine, complotti. E su tutto l’orma minacciosa di Papa Bonifaccio VIII […].

Dante Alighieri, sommo poeta, al centro di questo Thriller storico, in cui giovani donne vengono trovate decedute e sfregiate, e senza viscere. Come sfondo abbiamo una Roma corrotta e doppiogiochista, dominata da famiglie nobili che non aspettano altro che pugnalarsi alle spalle per ottenere il potere sulla città. Scontri improvvisi in cui il Poeta rischia più volte ri lasciare la vita.

La trama non segue un flusso lineare, è talmente fitta e complicata, che solo una mente attenta consente di non perdersi nella quantità di parole inutili usate dall’Autore Giulio Leoni. La mia idea iniziale era quella di trovarmi difronte ad un libro che non mi avrebbe annoiata, ma così non è stato. Poco più di 350 pagine, piene di informazioni, troppe e suplerflue. Questa quantità di informazioni appesantisce troppo la trama e la rende difficilissima da seguire. Leoni ha sicuramente fatto un grandissimo lavoro di ricerca prima di scrivere il libro, lo si capisce, ma purtroppo alle volte questo ha prevalso sul flusso della trama. Idee geniali, come quella della finta salma della Papessa Giovanna, un’idea tanto geniale quanto poco sfruttata. Idem per la “finta” Dea, ma a quel punto l’autore aveva scritto talmente tanto che non ha potuto fare altro che puntare a terminare il libro.

Un grande libro, pieno di contenuti, troppi contenuti che hanno portato la trama in secondo piano.

Spero di potermi rifare con un altro libro di Giulio Leoni; credo infatti che un tale lavoro sia frutto di una grande testa e non vorrei perdere l’opportunità di leggere un gran bel Romanzo per colpa dell’esagerazione che ha avuto su quest’ultimo.

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