L’Avana, 1957. Sotto le luci accecanti del Gran Atlántico, l’alta società cubana balla con spensieratezza sull’orlo di un baratro imminente. Il re indiscusso di questo paradiso artificiale è Gaetano Scudera, erede di una potente dinastia che da generazioni costruisce e ricostruisce il proprio impero, trasformando ogni sfida imprenditoriale in una viscerale questione di famiglia: prima nelle campagne assolate della Sicilia, poi alla conquista di New York, e infine a Cuba. Arrivato sull’isola anni prima, Gaetano ha innalzato un dominio assoluto fatto di hotel di lusso e casinò, cementando il proprio potere attraverso patti di sangue stretti con la mafia americana e con il corrotto regime del dittatore Batista. Parte da questo scenario affascinante e torbido “La mala notte”, lo straordinario romanzo di Ugo Barbàra che trascina il lettore in un’epopea familiare dove il destino dei singoli si intreccia inesorabilmente con i grandi sconvolgimenti della Storia.
Sebbene Cuba sembri una festa destinata a non finire mai, l’aria è in realtà satura di una tensione elettrica. Mentre dalle foreste della Sierra Maestra si alza minaccioso il fumo della rivoluzione castrista, per Gaetano il vero e più letale pericolo non arriva dall’esterno, ma si annida silenzioso all’interno delle mura della sua stessa casa. All’ombra del potere patriarcale, infatti, i suoi figli nascondono segreti inconfessabili: c’è chi cerca disperatamente una via di fuga da un cognome che soffoca ogni ambizione personale, e chi si lascia sedurre dal brivido oscuro della sovversione, scivolando in una doppia vita dai risvolti potenzialmente mortali. Con un ritmo bruciante e serrato, Ugo Barbàra tesse una trama potente in cui, nel momento esatto in cui la musica si ferma e le strade dell’Avana si infiammano, la famiglia Scudera sarà costretta a decidere quanto è davvero disposta a sacrificare pur di non perdere tutto. Il risultato è un affresco storico e psicologico memorabile, una storia di cadute e redenzione in cui i legami di sangue rischiano di rivelarsi la più crudele delle condanne.
