Recensione “Due rette parallele s’incontrano su Venere” di Michele Vincelli

Nel Settecento, l’astronomo Guillaume Le Gentil salpa per una delle più grandi imprese dei suoi tempi: misurare il transito di Venere davanti al sole.
Duecento anni dopo, in un piccolo borgo del sud Italia, Michelangelo – genio incompreso– combatte i “rumori del mondo” e inventa modi per far star bene gli altri, mentre lui resta sempre troppo indietro.
Due storie parallele, con nulla in comune se non l’ossessione e l’ostinazione nell’inseguire i propri sogni.
Preparatevi a un’avventura incredibile perché viaggerete su galeoni in burrasca e cavalcherete con gli indiani su un crinale al tramonto. Potrete anche arrabbiarvi con un dipendente un po’ svogliato del Louvre che insiste nel dirvi che siete morti, o lasciarvi rapire dal fascino di Costanza. Sarete anche inghiottiti da una balena e rigettati su una spiaggia con l’obbligo d’imparare il perdono. Leggerete cosa sarà di voi nel “Registro universale delle cose che devono accadere” e sbarcherete sul lato oscuro della Luna…
La cosa più importante di questo viaggio, però, sarà far vostra la quarta regola del professor Delisle, che vale più di ogni tesoro. Scoprirete così che ognuno ha una sua prigione, e poco cambia se sia una stretta cella o un paese troppo piccolo, o un oceano o il mondo intero. Intuirete che ci sono molti modi per vincere, e a volte perdere è uno di questi.

Titolo: Due rette parallele s’incontrano su Venere
Autore: Michele Vincelli
Editore: Cornacchione editore
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 29 Novembre 2025
Voto: 4/5

Classificazione: 4 su 5.

Recensione

Bentornati a tutti, lettori! Oggi torno a scrivervi per parlarvi di una splendida collaborazione con Lucia di Ultime dai libri per il romanzo: “Due rette parallele s’incontrano su Venere” di Michele Vincelli, pubblicato a novembre 2025 da Cornacchione Editore.

Ci sono momenti in cui la letteratura smette di essere una semplice successione di fatti per trasformarsi in una mappa dell’invisibile, un invito sussurrato a rallentare il passo e ad accettare lo smarrimento come condizione necessaria dello spirito. Immergersi tra queste pagine significa, innanzitutto, firmare un tacito patto di attesa. L’autore non ci offre risposte immediate né percorsi lineari, ma ci scaraventa in un labirinto di suggestioni dove il tempo sembra dilatarsi, fluttuare e poi ricomporsi secondo geometrie segrete che parlano direttamente alla nostra parte più intima.

Ci si ritrova a viaggiare con la mente su vascelli sferzati da tempeste oceaniche, a rincorrere il riverbero di stelle lontane, per poi un attimo dopo ritrovarsi immersi nella polvere immobile di un pomeriggio meridionale, dove il silenzio è così denso da pesare sul petto. È un continuo gioco di specchi e rimandi, un volo pindarico che unisce l’infinitamente grande all’infinitamente piccolo, costringendoci a riflettere su quanto la ricerca di un astro sperduto nel cosmo non sia poi così diversa dal tentativo di decifrare i battiti del proprio cuore all’interno di un borgo troppo stretto. Questa doppia traiettoria, pur non incrociandosi mai su un piano tangibile, vibra della stessa identica e struggente tensione: l’ostinazione del desiderio umano e l’eroismo silenzioso di chi insegue un sogno a dispetto di tutto.

In un’epoca contemporanea ossessionata dalla gratificazione istantanea, dal consumo rapido e dall’estetica dell’usa e getta, questo testo si eleva come una splendida anomalia, una resistenza poetica che celebra la fragilità di ciò che è incompiuto o apparentemente sconfitto dal corso degli eventi. La prosa, ricca e venata di una malinconia cosmica, ci interroga sfrontatamente, chiedendoci di abbandonare la fretta del quotidiano per lasciarci cullare da visioni surreali. Ci si ritrova a dialogare idealmente con i custodi del Louvre, a immaginare il sapore del perdono su spiagge remote dopo essere stati inghiottiti da metaforici mostri marini, o a cercare il proprio nome in un registro universale del destino, fino a lambire il lato più oscuro e misterioso della Luna.

Ciò che cattura irrimediabilmente il lettore non è la curiosità per un epilogo, bensì la vertigine stessa del percorso. Ogni pagina genera un magnetismo magnetico, una fame di scoperta che spinge a proseguire la lettura non per accumulare nozioni o sbrogliare nodi di trama, ma per esplorare le risonanze interiori che il testo evoca continuamente. Le tematiche universali dell’accettazione, del superamento dei propri confini fisici o mentali e della riconciliazione con se stessi emergono dai dettagli più impercettibili, dimostrando come la vera meta di ogni viaggio interiore non coincida quasi mai con il traguardo stabilito alla partenza. La deviazione, l’errore, la dilatazione del tempo diventano così lo spazio sacro in cui si manifesta la vita autentica.

Questo è un libro prezioso, un’opera densa e sussurrata che consiglio assolutamente a chiunque senta il bisogno di smarrirsi per poi ritrovarsi più consapevole. È una lettura che trascende la curiosità della trama per farsi esperienza filosofica ed emotiva; un testo che continua a risuonare nell’anima anche molto tempo dopo aver chiuso l’ultima pagina, lasciando impresso il valore profondo di quella pazienza che, sola, permette alle storie e alle esistenze di rivelare finalmente la propria intima, cristallina verità. Voto 4/5

Se siete pronti a lasciarvi catturare da questo viaggio straordinario tra le stelle e l’anima, potete trovare il romanzo direttamente su Amazon a questo link

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. The Butcher ha detto:

    Una recensione piena di emozione che mi ha interessato profondamente proprio per la voglia di scoperta e anche per la ricerca di sé stessi. Un’opera profonda e complessa e questa cosa mi affascina parecchio. Grazie per il consiglio!

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    1. Muaty ha detto:

      Grazie a te per aver lasciato questo splendido commento e per essere passato dal Blog

      Piace a 1 persona

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