Recensione “Lasciare tutto” di Ivan Campedelli

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In un liceo di provincia, tre ragazzi si trovano di fronte a un evento destinato a segnarli per sempre: scoprono che il loro professore di italiano ha deciso di togliersi la vita. L’indagine sulle ragioni del gesto diventerà così il filo che intreccia le loro vicende, costringendoli a confrontarsi con la complessità delle relazioni e delle scelte dell’età adulta: Sebastiano è segretamente innamorato del suo migliore amico; Andrea cerca una via di fuga da un’eredità familiare soffocante; Benedetta lotta per liberarsi dall’immagine perfetta che i social e la famiglia le hanno cucito addosso. Nel tentativo di salvare il professore, ciascuno di loro scoprirà che crescere, spesso, significa rischiare e avere il coraggio di lasciare tutto.

Titolo: Lasciare tutto
Autore: Ivan Campedelli
Editore: Narrazioni Clandestine
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 23 Gennaio 2026
Voto: 4-/5

Classificazione: 4 su 5.

Recensione

Bentornati, lettori! Oggi torno a scrivervi per parlarvi di una nuova collaborazione con Narrative Clandestine, marchio del gruppo Santelli Editore, dedicata al libro “Lasciare tutto” di Ivan Campedelli, pubblicato a gennaio 2026.

Il fulcro del romanzo ruota attorno a un nucleo di tre studenti di provincia, Sebastiano, Andrea e Benedetta, le cui esistenze vengono bruscamente scosse dalla drammatica intenzione del loro insegnante di lettere di porre fine alla propria vita. Questo evento traumatico si trasforma per i giovani in un’indagine non solo sulle motivazioni dell’adulto, ma soprattutto sul proprio io. Campedelli utilizza questa dinamica per esplorare i nodi cruciali della transizione all’età adulta: il peso delle aspettative familiari e l’ansia da prestazione sociale per Benedetta, il fardello di un destino già scritto da altri per Andrea, e la dolorosa gestione di un sentimento totalizzante e taciuto per Sebastiano.

Al centro del tessuto narrativo emergono con forza la ricerca d’identità e la necessità di svestirsi dei ruoli imposti dall’alto. L’autore mette a nudo la fragilità della “generazione social”, costantemente sospesa tra l’apparire impeccabili e il vuoto interiore, offrendo uno spaccato interessante sulle prigioni invisibili costruite dalle famiglie e dalle convenzioni sociali. La stessa figura del docente diventa lo specchio di una vulnerabilità adulta che i ragazzi non sono abituati a vedere, trasformando il legame tra le due generazioni in un terreno d’indagine reciproca e in uno stimolo a trovare la forza di compiere scelte autentiche, anche a costo di rompere con il passato.

Nonostante una scrittura che necessita ancora di essere affinata e calibrata per evitare cali di tensione, il testo conserva un valore pedagogico intrinseco. La delicatezza nel trattare il tema del disagio e l’invito all’ascolto reciproco lo rendono un volume potenzialmente d’interesse per un pubblico trasversale, ideale per stimolare il confronto all’interno delle mura scolastiche o nei contesti familiari. Rappresenta una lettura adatta a stimolare il dibattito collettivo, capace di offrire agli adulti una chiave di lettura per decifrare i silenzi e le inquietudini del mondo giovanile, e ai ragazzi un pretesto per sentirsi meno soli nelle proprie battaglie quotidiane. Voto 4-/5

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