Con la sua penna tagliente come una selce, l’autrice ha cesellato questo noir ambientato nella preistoria ispirandosi alla scoperta, avvenuta in Francia quarant’anni fa, della famosa Grotta Chauvet, con le sue pareti ricoperte di misteriose impronte di mani femminili mutilate. Elaborando le teorie dell’antropologa Paola Tabet, l’autrice dà vita a un indimenticabile, potente e straordinariamente moderno personaggio femminile in cui ogni donna vorrebbe riconoscersi.
Sinossi. La brillante e ambiziosa paleontologa Adrienne Célarier scopre in Dordogna una grotta le cui pareti sono ricoperte di mani femminili mutilate e all’interno della quale vengono trovati due scheletri risalenti a 35000 anni fa. L’analisi dei resti rivela che si tratta della scena di un crimine. La storia si sposta allora indietro nel tempo e ci fa fare la conoscenza di Oli, la protagonista, una ragazza ribelle e coraggiosa appartenente a una tribù di Homo Sapiens. Stanca di subire continui soprusi per il solo fatto di essere nata femmina, Oli infrange tutte le convenzioni sociali a rischio della sua stessa incolumità. La sua ribellione getterà nel caos la comunità e sfocerà in una serie inaudita di violenze. Le dita mozzate è un noir atipico, in cui il nostro passato remoto diventa lo sfondo perfetto per indagare la nascita della sottomissione femminile e le sue origini. Le avventure di Oli, i suoi numerosi incontri con altre tribù e la sua lotta per essere rispettata al pari degli uomini, gettano una luce feroce sulle spietate dinamiche che regolano la sopravvivenza dell’umanità e su verità che molti preferirebbero negare.
Titolo: Le dita mozzate
Autore: Hannelore Cayre
Editore: Edizioni Le Assassine
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 30 Agosto 2025
Voto: 5/5
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Recensione
Bentornati a tutti! Oggi vi parlo di una nuova collaborazione con la casa editrice Le Assassine. Al centro c’è il romanzo “Le dita mozzate” di Hannelore Cayre, avvocato penalista parigina. Un progetto realizzato in partnership con 1A comunicazione.
Ispirato alla scoperta della Grotta Chauvet (Francia), il romanzo mescola il mistero moderno con il dramma preistorico. Tutto inizia quando la paleontologa Adrienne Célarier trova in una grotta in Dordogna due scheletri di 35.000 anni fa e pareti decorate con inquietanti impronte di mani femminili mutilate, rivelando la scena di un crimine antico.
La storia si sposta indietro nel tempo, seguendo Oli, una giovane e coraggiosa Homo Sapiens ribelle. Stanca della sottomissione e dei soprusi subiti in quanto donna, Oli sfida le convenzioni sociali della sua tribù. La sua lotta per il rispetto e l’uguaglianza scatena una serie di violenze, utilizzando il nostro passato remoto per indagare la nascita e le origini della sottomissione femminile. È un romanzo potente e feroce che getta luce sulle spietate dinamiche della sopravvivenza umana.
Il romanzo si concentra su Oli, una giovane donna della preistoria che si ribella alla sua tribù, la cui legge prevede il taglio delle falangi come punizione per chi sfida le tradizioni.
Spinta dalla consapevolezza di subire un’ingiustizia, Oli abbandona la comunità e, in un “crescendo edipico”, riesce a eliminare e sostituire il capo tribù, lo “Zio Anziano”, prendendone il posto grazie a prese di posizione forti e a susseguirsi di eventi.
Il libro, più simile a un saggio antropologico che a un romanzo, narra il suo viaggio di emancipazione. Attraverso l’incontro con i Neanderthal, Oli scopre il rapporto tra sesso e procreazione – un concetto rivoluzionario per la sua comunità – che la spinge a battersi per la valorizzazione delle donne, sovvertendo un credo millenario.
Il romanzo è brillante perché unisce fatti reali a una realtà romanzata, offrendo una chiave di lettura originale. Personificare individui vissuti in un’epoca così remota è un colpo di genio. Il lettore viene immediatamente rapito e catapultato nel testo, respirando la vita e le sfide di quel tempo. Questo espediente narrativo non solo ci mostra ciò che l’umanità doveva ancora conquistare, ma lo fa portando la storia al giorno d’oggi con chiari riferimenti femministi e di emancipazione femminile.
Il testo analizza come, fin dalle origini, si sia cercato di sottomettere le donne. Gli uomini, controllando le risorse primarie e, nei secoli a venire, molti altri aspetti della vita, le tenevano in pugno e le rendevano completamente dipendenti.
Questa dinamica primordiale di controllo sulla donna – che porta alla sua sottomissione – è il medesimo meccanismo che, secoli dopo, ha costretto le donne ad attendere a lungo per avere accesso, ad esempio, alle università e a molti altri diritti fondamentali. Un testo assolutamente consigliato. Voto 5/5
