“Sei così bello” gli aveva detto un giorno Andrée “che mi piacerebbe fare l’amore con te davanti a tutti…”. Quella volta Tony aveva avuto un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei. Solo quando il marito di Andrée era morto in circostanze non del tutto chiare, e Tony aveva ricevuto da lei il primo di quei brevi, sinistri biglietti anonimi, solo allora aveva capito, e aveva cominciato ad avere paura. Ancora una volta, nel suo stile asciutto e rapido Simenon racconta la storia di una passione divorante e assoluta, che non indietreggia nemmeno di fronte al crimine. Anzi, lo ripete.
Titolo: La camera azzurra
Autori: Georges Simenon
Editore: Gli Adelphi
Genere: Classico
Data pubblicazione: 6 Febbraio 2008
Voto: 3.5/5
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Recensione
Vai con un altro breve classicone. Georges Simenon è colui che ha dato i natali a Maigret. Approcciandomi al suo nome, non potevo che aspettarmi mistero e, forse, qualche brivido. Non sono rimasta delusa; La camera azzurra è un libro noir godibile, dalla trama semplice e l’evoluzione veloce e fulminante. Il protagonista è Tony, italiano residente in Francia dove vive con la moglie e la figlioletta Marianne. Ha un lavoro dignitoso, una bella casa e un matrimonio placido e felice. Peccato che, a quanto pare, questo non gli basta. Ed ecco che inciampa nella crepa più profonda che potesse calpestare: un’amante ossessiva. Perché è chiaro fin dalle prime scene, quando se ne sta tutto tronfio, in posa post-coitale davanti allo specchio a rimirarsi con orgoglio, che si percepisce che qualcosa in Andrée non funziona. Lei è super a suo agio. Parla con le parole di una donna innamoratissima, nel fiore del primo amore, che è convinta che Tony la adori e sia disposto a togliersi la vita in nome di ciò che gli unisce. Gli fa tutta una serie di domande che avrebbero fatto impensierire chiunque, soprattutto uno sposato con figli. Roba tipo: “Rimarresti con me per sempre sempre sempre?” Solo che Tony ha appena fatto sesso, insomma, e accidenti, riesce ancora a tenersi in forma. Guarda lì che addome piatto e tonico! E poi non ha voglia di ascoltare quel che blatera lei, certo che le donne sono sempre così esigenti, complesse, filosofiche…
Il povero imbecille, quindi, si mette nel sacco da solo. Nella mente di Andrée, l’autorizza a fare qualsiasi cosa pur di stare insieme. E così, lei lo fa. A quel punto, il rimpianto è inutile quanto uno scaldabagno in Ecuador.
Nonostante avessi chiaro cosa sarebbe accaduto fin dall’inizio, la narrazione di Simenon mi ha intrattenuto a dovere. I momenti di noia sono stati pochi, il ritmo scorre veloce e si giunge al finale in quattro e quattr’otto. Peccato per i veleni che mi ha fatto prendere quell’idiota di Tony. Va bene che le donne sono in grado di ottenebrare la ragione di certi semplici sprovveduti mostrando lo stacco di coscia, ma lui se l’è proprio cercata. Tratta la moglie come un tappeto comodo per appoggiare i piedi, alla figlia dona attenzione solo quando è in vena, anche Andrée la usa e la butta come un fazzoletto moccicoso. Queste cose mi solleticano l’indignazione. Vero è che Simenon non fa assolutamente niente per fartelo stare simpatico. Anzi. Almeno, questo è quel che ho percepito io.
Devo dire che la personalità di Andrée mi ha abbastanza inquietata. Questa donna, si capisce, è completamente soggiogata dal sentimento che prova per Tony. Si tratta di qualcosa che le spegne il cervello, o forse lo fa funzionare con più celerità e meno controllo. Fatto sta che si trasforma in un’assassina e tormenta Tony con pochi, semplici gesti. In lui, però, scatenano reazioni mentali sconvolgenti, di quelle che ti fanno stare seduto al gabinetto per ore, e inutilmente. Tanto ormai Tony non può scappare dal destino che si è scelto. Se solo avesse prestato più ascolto alla donna…
Come ho già detto, lo stile discorsivo mette qualunque tipo di lettore a proprio agio. Magari, in certi punti mi sarebbe piaciuto un po’ più di spessore. Tutto scorre troppo in fretta, mentre le descrizioni scarseggiano. Forse perché sono abituata ad autori più riflessivi, avrei apprezzato che Simenon spendesse qualche parola in più per farmi immaginare i luoghi e gli oggetti della storia. Per quanto riguarda la personalità sviscerata di Tony, fa un lavoro ottimo. Ma per Andrée e altri personaggi manca del tutto qualsiasi tratteggiamento psicologico che valichi l’intuito del lettore.
Nel complesso, un buon libro da sgranocchiare fra un mattone e l’altro.
Voto: 3.5/5
