Intervista natalizia all’Autore Luca Roffi

Ben tornati a tutti lettori, oggi l’ultima intervista della prima parte del calendario dell’avvento, in collaborazione con Be Strong edizioni e il Blog di Eleonora Marsella.

Può parlarci dei suoi libri pubblicati fin ora?

“Il Detective Marelli – sangue e arte, una storia a colori” è il mio primo libro, pubblicato a Marzo di quest’anno dalla Be Strong Edizioni.

Nasce in una delle mie tante notti insonni del 2021. Da un cuore temporaneamente infranto e dalla necessità di esprimere in qualche modo un desiderio di evasione che fisicamente in quel momento non era possibile.

La trama ruota intorno a Giulia, affermata pittrice, che ad un certo punto della sua vita si accorge di aver perso, una ad una, delle cose per lei molto importanti, e questa perdita non influenza solo la sua vita creativa, ma anche quella quotidiana. Perché Giulia, uno dopo l’altro, ha perso tutti i suoi colori e vive una vita in bianco e nero.

Per ritrovarli si affiderà al detective Marelli, un ex poliziotto dall’infanzia turbolenta e un presente tutt’altro che lineare.

L’indagine apparirà fin da subito non convenzionale, che andrà ad esplorare le mille sfumature di una mente sensibile e artistica, senza tralasciare però le classiche sfumature ed ambientazioni di un noir.

Se dovesse consigliare un suo libro come regalo di Natale, a quale tipo di lettore lo suggerirebbe e perché?

E’ un libro adatto a un pubblico eterogeneo grazie al suo essere un noir sui generis, dove il filo conduttore non è la tradizionale ricerca di una persona o di un colpevole, ma di qualcosa di più astratto e simbolico: i colori perduti dalla protagonista.

È un racconto dalle molteplici sfumature che, oltre a richiamare le classiche tonalità del noir, esplora un’attualità quotidiana, mettendo in scena lo spettacolo della vita con tutte le sue contraddizioni, la sua bellezza e il suo fascino.

Questa narrazione insolita e suggestiva cattura l’attenzione proprio perché riesce a coniugare una trama avvolgente con temi universali, dando voce con leggerezza a una dimensione più profonda e riflessiva dell’esistenza umana.

Quali sono i suoi ricordi più belli legati al Natale da bambino? Come questi ricordi hanno influenzato la sua scrittura?

I ricordi del Natale sono per me strettamente legati alla dimensione famigliare.

Dai pranzi e cene infinite con cugini e parenti, all’emozione del 25 mattina nell’aprire i regali, al clima di festa che ha sempre accompagnato quei giorni.

Una volta cresciuto, Natale era il momento che mi riportava a casa, ovunque fossi a vivere nel mondo in quel momento.

Nel mio modo di scrivere sono molto ricorrenti le digressioni e gli amarcord, visti come quel periodo felice e senza pensieri vissuto da ragazzini, messi poi in contrapposizione con la realtà che ci troviamo poi davanti da adulti, oltre a come un momento della vita dove la nostra fantasia non aveva limiti, e di cui si rimpiange velatamente la spensieratezza e l’avere davanti a sè mille possibilità, poi necessariamente ridotte dalle scelte fatte crescendo

Quali sono i suoi libri natalizi preferiti e perché?

Non ho dei libri di Natale preferiti, diciamo che avendo più tempo libero in questo periodo mi dedico decisamente di più alla lettura tra una sciata e una bottiglia di vino stappata.

Tra i miei libri preferiti sicuramente c’è “Uno nome da Torero ” di Louis Sepulveda e i libri di Andrea Pinketts, uno dei maestri del noir italiano.

Quali sono stati gli obiettivi principali che si era prefissato per il 2024 come autore? In che misura li ha raggiunti?

Scrivere un racconto e poi cercare di pubblicarlo è sicuramente un’esperienza che ti insegna ad avere una grande pazienza in quanto le tempistiche di questo mondo per gli emergenti, e siamo davvero in tanto ogni anno, sono molto lunghe.

La pubblicazione del mio primo libro è sicuramente stata una delle principali soddisfazioni di quest’anno, insieme al fatto che stia riscuotendo un buon riscontro dal mercato (siamo alla seconda ristampa) e si sia aggiudicato un premio internazionale in Svizzera.

Quali sono stati i momenti più significativi dell’anno dal punto di vista della sua carriera di scrittore?

Sicuramente, uno dei momenti più significativi è stato quando ho ricevuto la chiamata dalla mia Editrice, che mi ha comunicato la decisione di pubblicare il mio libro. È da lì che è partita questa avvincente nuova avventura.

Un altro momento per me molto importante è stata la possibilità di fare la mia prima presentazione a Le Trottoir, uno dei locali storici di Milano, un luogo iconico che il grande Andrea G. Pinketts amava definire “il suo ufficio”. Presentare il mio libro in un contesto così significativo per la scena noir milanese è stato per me un onore e una grande soddisfazione.

Quali sono i suoi progetti letterari per il 2025? Ci sono nuovi generi o temi che vorrebbe esplorare?

Ho appena ripreso a scrivere il mio secondo libro. Il genere sarà sempre noir e vedrà ancora una volta come protagonista il detective Marelli, insieme ad altri personaggi che erano già presenti nel racconto precedente.

Come anche per il primo noir, Milano avrà sempre il ruolo da protagonista che, con il suo fascino e le sue ombre, è una cornice perfetta per il ritorno del detective Marelli, che anche in questa volta dovrà uscire dalla sua comfort zone cittadina per seguire gli indizi che questa nuova indagine gli presenterà davanti. È interessante come i luoghi che ti colpiscono e che conservi nella memoria entrino a far parte della narrazione, quasi come fossero dei personaggi a sé stanti. Le ambientazioni infatti sono il principale aspetto autobiografico presente nel primo e sicuramente anche in questo nuovo racconto.

Come si vede evolvere come scrittore nei prossimi anni? Quali sono i suoi obiettivi a lungo termine?

Continuare a scivere con la passione che mi ha spinto a cominciare.

Continuare a farlo divertendomi ma allo stesso tempo cercando continuamente di migliorarmi.

Il genere sarà sempre noir, vorrei sviluppare il personaggio dell’appena nato deterctive Marelli, che ha ancora tanto da dire su di sè, e ha molti nuovi casi ancora da risolvere.

Ma nel cassetto ho un altro libro dal genere diverso che ho cominciato molto tempo fa, un romanzo storico. Anche questo è un progetto che vorrò sicuramente portare a termine.

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