Recensione “A rischio” di Patricia Cornwell

Il detective Winston Garano, collaboratore dell’affascinante procuratore del Massachusetts, Monique Lamont, viene chiamato d’urgenza per indagare su un omicidio irrisolto avvenuto vent’anni prima nel Tennessee, avvalendosi di un nuovo progetto investigativo, “A Rischio”, che utilizza le tecniche più recenti di trattamento del dna. Ma nella mente del detective Garano qualcosa non quadra: perché è stato scelto proprio lui? Perché indagare su un omicidio avvenuto in un altro Stato e per di più così lontano nel tempo? E soprattutto, c’è un collegamento fra l’incarico che ha appena ricevuto e la brutale aggressione di cui è appena rimasta vittima il procuratore distrettuale?
Quello che all’apparenza sembra solo un vecchio caso da risolvere sfruttando le moderne tecnologie scientifiche si rivela a mano a mano un mostro dalle molte teste, una complessa trama di poteri, dai risvolti inimmaginabili, in cui il detective Garano, e non solo lui, rischia di rimanere tragicamente coinvolto.

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Titolo: A rischio
Autore: Patricia Cornwell

Editore: Mondadori
Genere: Giallo
Data pubblicazione: 13 Aprile 2011
Voto: 4/5

Classificazione: 4 su 5.

Cartaceo -> 7,99€ | Ebook -> 7,99€

Recensione

Ben tornati lettori oggi vi parlo di “A rischio” un giallo di Patricia Cornwell, di cui tempo fa vi ho parlato del seguito (sbagliando ordine di lettura). Qui l’articolo citato.

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Nel romanzo breve A Rischio (2006) l’anatomo-patologa Kay Scarpetta, la più nota protagonista dei libri di Patricia Cornwell, lascia il posto all’affascinante detective Winston Garano, o se preferite, Win Geronimo. Questo nuovo eroe del giallo americano indossa vestiti griffati ma li compra di seconda mano, è mulatto in quanto figlio di padre africano e di madre italiana (dalla quale ha ereditato il cognome) e Boston è il suo campo d’indagine.

La procuratrice distrettuale, Monique Lamont sa che per divenire governatrice dovrà giocarsi il tutto per tutto. L’occasione nasce con il caso insoluto di Vivian Finlay, anziana benestante che viene uccisa e seviziata nella propria casa matronale. La donna sa che il detective Wiston Gargano, spedito a frequentare un corso di tecniche investigative alla National Forensic Academy, è l’uomo giusto. Non sa, però, che il poliziotto è scaltro, scrupoloso e poco incline a credere solamente alle banali apparenze. Il suo fiuto lo porterà non solo a risolvere il delitto, ma anche a smascherare un sistema di potere marcio e corrotto.

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Dopo essere venuto a conoscenza del caso irrisolto a cui è stato affidato, inizia le ricerche e dopo aver scoperto che il fascicolo originale è introvabile, cerca di mettersi in contatto con il procuratore distrettuale in ogni modo possibile. Ad un certo punto riesce a contattarla telefonicamente ma la sua voce è strana e decide di precipitarsi a casa della donna a causa di un presentimento. Arrivato a destinazione nota subito un’ombra maschile dietro una finestra del secondo piano. Entra di soppiatto e guidato dalla voce dell’uomo arriva alla camera di Monique, dove la trova legata al letto, completamente nuda, con l’aggressore pronto ad abusare nuovamente di lei. Durante la colluttazione lo uccide e finalmente va in soccorso alla signora Lamont.

A differenza del libro successivo che vi ho linkato precedentemente, qui il procuratore distrettuale senza scrupoli cede, vediamo il suo lato umano nonostante lei cerchi di nasconderlo costantemente. Nel secondo volume è molto lontana da tutto e da tutti, qui nonostante il cinismo che permane ed è insito in lei impariamo a conoscerla. L’autrice lo fa facendola parlare in prima persona in svariati capitoli, cosa che non avviene nel volume successivo, ma che avrebbe reso il libro fluente e leggibile quanto questo. Trovo infatti che il primo volume sia più riuscito del secondo.

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Giallo consigliato, molto breve, ma il tutto basta alla storia. Tornando all’omicidio della ricca vedova, i colpevoli erano di facile individuazione ma nonostante questo la storia non risulta banale. Letteralmente lo si divora. Soprattutto perché dimostra il dono della sintesi: nessuna virgola è superflua, ogni dettaglio è fondamentale,

Voto 4/5

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