Recensione “Una ragazza e una pistola” Mike Hammer Vol. 2 di Mickey Spillane

L’investigatore privato Mike Hammer incontra in un diner una prostituta dai capelli rossi. Viene infastidita da un uomo che sembra conoscere e temere e Mike si occupa di lui senza troppi problemi. Non è interessato ai suoi servizi professionali, ma le offre un caffè giusto per parlare. È stanco, provato, vuole solo qualcuno con cui sfogarsi e lei lo ascolta volentieri. È appena stato pagato, è pieno di soldi e in un impeto di generosità le offre del denaro per comprare dei vestiti decenti e ottenere un lavoro fisso. Niente di grave, tranne che il giorno dopo la Rossa viene trovata morta. Non sono affari di Hammer, ma tutta l’ingiustizia del mondo si cristallizza improvvisamente in questa morte senza senso. E poi comincia a rendersi conto che in quella vicenda, presumibilmente un incidente stradale, c’è qualcosa che non torna. A guardarci bene, comincia a sembrare sempre più un omicidio. Ma non finisce qui. La sua personale indagine conduce Hammer in un mondo di vizi, corruzione e violenza…

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Titolo: Una ragazza e una pistola: Mike Hammer Vol. 2
Autore: Mickey Spillane

Editore: Time Crime – Fanucci
Genere: Giallo
Data pubblicazione: 24 Marzo 2022
Voto: 4/5

Classificazione: 4 su 5.

Cartaceo -> 12€ | Ebook -> 8,49€

Recensione

Ben tornati a tutti lettori, oggi vi parlo di un classico della letteratura gialla. La casa editrice Fanucci ha deciso di ripubblicare la serie di libri di Mickey Spillane aventi come protagonista il detective privato Mike Hammer. Ammetto di non aver mai letto nulla dell’autore e di essermi buttata a occhi chiusa in questa lettura. Come ben saprete, ormai, adoro il genere Giallo e non potevo lasciarmi fuggire l’occasione di leggere di un autore di tale levatura.

Una ragazza e una pistola”, è il secondo romanzo scritto da Spillane, pubblicato  nel 1950 e ambientato in una New York dove predomina la lotta, senza esclusione di colpi, tra giustizia e criminalità.

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Nel secondo libro dedicato al detective Hammer ritroviamo il cinico protagonista, già conosciuto in Ti ucciderò, alle prese con un caso molto più grande di lui. Una giovane prostituta trovata morta, un caso semplice apparentemente, ma per Mike Hammer, non lo è assolutamente. La giovane donna attrae subito la sua attenzione, oltre la bellezza infatti, ha dei modi di fare molto lontani dalle sue colleghe, sembra infatti provenga da un altro mondo o addirittura dalla Borghesia. Con la sua morte però, sorge subito una domanda: Come si chiama la giovane? Mike infatti durante lo sporadico incontro con la donna, non viene a conoscenza del suo nome, l’unica cosa che nota è un anello, molto bello e probabilmente antico, che la donna indossava ma che non viene rinvenuto sul suo cadavere.

E’ proprio dall’anello che inizieranno i dubbi dell’uomo e le indagini seguite in parallelo alla Polizia, lungo un percorso che solo apparentemente corre su due binari paralleli, ma il cui confine in realtà è molto labile. Ho apprezzato molto questa sinergia. La polizia infatti, deve sottostare a molti paletti e limitazioni, cosa che non deve fare un investigatore privato. In questo modo le due entità riescono a compensarsi e ad ottenere maggiori risultati in minor tempo, una sinergia vincente.

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In seguito poi, Mike Hammer viene addirittura ingaggiato da un ricco benefattore per scoprire l’identità della giovane e poterle dare una degna sepoltura. Qui miei cari, ho scoperto il finale! Non mi capita molto spesso e in questo caso è avvenuto anche notevolmente presto. Quella che inizialmente era solo un’idea è andata poi ad intensificarsi fino a concretizzarsi nel finale. Proprio per questo motivo ammetto di non essere rimasta sorpresa dal finale avendolo intuito quasi subito. Ma nonostante questo, non posso lamentarmi. Una lettura interessante vecchio stampo, che accompagna il lettore alla scoperta di indizi e piccole rivelazioni. Ultimamente infatti ho letto libri di questo genere, pieni di depistaggi inseriti soprattutto per confondere il lettore. Qui invece la lettura scorre fluida, rendendo chi lo legge, più protagonista, perché in prima persona nello scorrere della vicenda. Un lettore investigatore quindi e non passivamente fermo ad aspettarne l’epilogo.

Ciò che inoltre lo rende molto lontano dai gialli moderni, è la caratterizzazione dei personaggi, fatta andando ad analizzare sfaccettature più profondo e psicologiche. Qui ovviamente non viene fatto, ma non per mancanza di inventiva, assolutamente no, semplicemente perché non si era ancora arrivati dal punto di vista letterario, ad approfondire il genere giallo sotto il punto di vista psicologico. Badate bene, non sto dicendo che i personaggi siano asettici e privi di personalità, assolutamente no, semplicemente se siete abituati a leggere di romanzi gialli o thriller di stampo psicologico, sappiate che non è questo il caso.

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Buona lettura e riscoperta di questo “classico del giallo” che mi ha avvicinata ad un autore di cui correrò a recuperare man mano le pubblicazioni che verranno rifatte negli anni.

Voto 4/5

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